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Film della settimana di Euronews Culture: Backrooms, horror negli spazi liminali in cui ci si perde

Il film della settimana: Backrooms
Il film della settimana: Backrooms Diritti d'autore  A24
Diritti d'autore A24
Di David Mouriquand
Pubblicato il
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Uscito la scorsa settimana negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il film horror rivelazione dell’anno arriva finalmente nelle sale europee. L’attesa è stata ripagata.

Ti è mai capitato di trovarti in un corridoio vuoto che sembra non finire mai, o in una stanza deserta che ti dà una strana sensazione?

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Quasi sicuramente ti sei imbattuto in questi spazi di transito, come il corridoio di un hotel, un gate aeroportuale o un corridoio d’ufficio in stile Severance, che sembrano al tempo stesso familiari e inquietanti. È come se il tempo fosse sospeso in un luogo che non è abbastanza estraniante da essere davvero terrificante, ma neppure abbastanza ordinario da risultare rassicurante.

Ma ti è mai capitato di «noclippare» fuori dalla realtà e ritrovarti in un interno monotono e infinito, dove il male potrebbe nascondersi dietro ogni angolo? Speriamo di no.

È questo l’incubo che vive Clark (Chiwetel Ejiofor), architetto mancato e depresso proprietario di un negozio di mobili, protagonista di Backrooms, esordio alla regia del ventenne youtuber Kane Parsons. Nel suo negozio, Cap’n Clark’s Ottoman Empire, scopre un portale invisibile che lo conduce in uno spazio extradimensionale dalle pareti ingiallite, luci che ronzano e livelli senza fine.

Quando Clark scompare in questo labirinto di spazi liminali, al tempo stesso banale e bizzarro, la sua terapeuta Mary (Renate Reinsve) si mette sulle sue tracce e finisce per passare dall’altra parte dello specchio. Anche lei scoprirà presto che non è esattamente il Paese delle Meraviglie.

Backrooms
Backrooms A24

Pur sapendo che gli incassi non sono una garanzia della qualità di un film, ci sono tutti i motivi per notare e festeggiare il successo a sorpresa di Backrooms. Il debutto di Parsons ha aperto negli Stati Uniti con 81 milioni di dollari (a fronte di un budget di 10 milioni), diventando la migliore apertura nella storia dello studio A24. Ha reso Parsons anche il più giovane regista di sempre a guidare il botteghino statunitense.

Questo risultato potrebbe dipendere da un pubblico già consolidato, visto che Backrooms è nato come una popolare leggenda di internet, originata da un post creepypasta su 4chan. Da lì Parsons ha diretto una webserie dedicata a questa leggenda urbana, che dalla sua uscita nel 2022 ha accumulato 200 milioni di visualizzazioni. Ma la ragione del grande successo del 2026 è molto probabilmente un passaparola estremamente positivo.

Backrooms ha davvero tutto. Un’inquietudine palpabile. Una logica da incubo surreale. Interpretazioni solide di Ejiofor e dell’amatissima attrice norvegese Renate Reinsve. Una scenografia disturbante, sostenuta da una colonna sonora altrettanto inquietante. Una spruzzata di terrore lovecraftiano e di body horror che fa contorcere sulla sedia. Spaventi che arrivano da ciò che intravedi con la coda dell’occhio. Rimandi a The Blair Witch Project e Cube, amplificati da sequenze in stile VHS found footage e dall’ambientazione anni Novanta. E una consapevolezza della particolare, inquietante correlazione metaforica tra architettura e percorsi neurali, che Shining aveva già esplorato così bene. Insomma, c’è tutto.

È un horror a combustione lenta che continua la webserie del regista: non solo rende giustizia al canone già stabilito, ma permette anche a chi non conosce il mito virale di entrare nel suo mondo inquietante senza dover fare i compiti a casa. Lo spettatore viene immerso in un universo insieme vasto e claustrofobico, che si nutre del brivido provocato da un oggetto fuori posto e da quanto sia spaventoso imbattersi in un elemento familiare dove non dovrebbe trovarsi.

Backrooms
Backrooms A24

Al di là dell’impatto immediato, Parsons ha avuto l’intuizione di fare di Backrooms la storia di due anime sole: un divorziato frustrato, con problemi di rabbia irrisolti, e una psicologa che combatte con i traumi della sua infanzia mentre cerca di aiutare gli altri. Il mondo perturbante dei Backrooms rispecchia le loro lotte interiori e diventa la manifestazione fisica dei loop psicologici che ci creiamo da soli. Ci intrappolano e ci spingono a cercare, ancora e ancora, le stesse soluzioni sbagliate.

Con questa chiave di lettura, Parsons costruisce il suo esordio meno come una storia di sopravvivenza in un mondo dalle motivazioni che ricordano Annihilation e più come una ricerca per spezzare i cicli di comportamento. Come? Capendo che la minaccia più potente viene sempre dall’interno.

Backrooms
Backrooms A24

Per quanto Backrooms sia agghiacciante e coinvolgente, e per quanto il passaparola resti incoraggiante, il film non è privo di difetti. I fan dell’horror più navigati potrebbero essere meno colpiti rispetto a una generazione più giovane di spettatori in cerca del proprio Blair Witch, e il finale dividerà il pubblico. È proprio nell’atto conclusivo che emergono le debolezze della sceneggiatura, con alcuni dialoghi traballanti come principale incriminato. A questo si aggiunge la mitologia legata al progetto MKUltra, innestata grazie al misterioso Async Research Institute, che rischia di incrinare la semplicità alla Ai confini della realtà di un’idea essenziale ma molto fertile.

Detto questo, l’inquadratura finale darà adito a molte teorie sulla natura dell’inferno evocato dal titolo. Mostruosità coscienti capaci di creare universi, o proiezione del subconscio? La decisione di Parsons di suggerire e stuzzicare, invece di spiegare tutto, ha una sua forza.

E tutto questo arriva da un enfant prodige di 20 anni che ha visto un’immagine postata online, ne ha ricavato un mondo, ha ampliato con sicurezza la sua visione nel passaggio di successo da YouTube a Hollywood e, in più, ha consegnato il film horror da battere quando il 2026 calerà il sipario.

Cosa facevi tu alla sua età?

Meglio non pensarci troppo: anche lì potrebbero annidarsi degli orrori.

Backrooms è già uscito negli Stati Uniti e nel Regno Unito e continua la sua distribuzione europea questo mese.

Video editor • Amber Louise Bryce

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