Una sessantina di edifici storici in Belgio hanno aperto le loro porte ai visitatori per tutto il mese di marzo, nell'ambito del festival Brussels Art Nouveau & Art Deco (BANAD).
Nell'ultimo mese è successo qualcosa di davvero speciale nella capitale belga.
Molti edifici storici della città hanno aperto le porte a un pubblico curioso e desideroso di scoprire interni finora inaccessibili.
Appena concluso il 2025, proclamato "Year of Art Deco", questa nuova iniziativa, Brussels Art Nouveau and Art Deco, ha coinvolto fino a 60 sedi in tutta la città. Tra queste c'erano una dozzina di abitazioni private, case borghesi, edifici istituzionali ed ex siti industriali.
Una serie di visite guidate condotte da esperti ha permesso al pubblico di esplorare i dettagli architettonici e la storia dei restauri. I visitatori hanno potuto scoprire le funzioni originarie di ogni spazio, molti dei quali conservati in modo così impeccabile da sembrare rimasti fermi a decenni fa.
«Abbiamo venduto 19.426 biglietti, quasi il 100% dei posti disponibili», racconta Amaury de Semt, Program & Communication Director di Explore.Brussels, l'organizzazione non governativa che ha promosso l'evento.
Oltre alle visite agli interni, il programma prevedeva anche circa 50 tour guidati a piedi e in bicicletta, conferenze, mostre, concerti e attività inclusive pensate per pubblici diversi.
Creato nel 2017, sulla base di biennali precedenti avviate nel 2001, BANAD è un festival annuale dedicato a valorizzare il meglio dell'architettura di Bruxelles e a promuovere la tutela e la conservazione dei siti del patrimonio culturale della città.
Art Déco e Art Nouveau
Bruxelles è considerata una delle culle dell'Art Nouveau, in gran parte grazie al lavoro dell'architetto pionieristico Victor Horta (1861-1947), il cui uso innovativo del ferro, del vetro e delle forme organiche ha definito il movimento. Ma la città ospita anche una straordinaria concentrazione di architettura Art Déco, con circa 500 edifici.
Molti di questi edifici sono rimasti sorprendentemente ben conservati. Questo fa di Bruxelles un punto di riferimento per studiosi, storici e architetti, che possono seguire l'evoluzione di questi movimenti attraverso strutture originali che hanno in gran parte mantenuto la loro autenticità nel tempo.
La transizione dall'Art Nouveau all'Art Déco è visibile concretamente nelle strade della città. L'Art Nouveau raggiunse il suo apice a cavallo del secolo (dagli anni 1890 al 1910), poi subì una graduale "geometrizzazione" che portò all'Art Déco. Gli architetti abbandonarono poco a poco le linee sinuose, i motivi floreali e i dettagli artigianali, per privilegiare la simmetria, l'astrazione e materiali industriali come il cemento armato. In molti casi gli edifici di Bruxelles combinano elementi di entrambi gli stili.
Sia la Regione di Bruxelles sia il Comune di Bruxelles destinano importanti risorse alla tutela architettonica. Nel 2026, l'agenzia regionale per il patrimonio Urban.Brussels, che partecipa anche a BANAD, ha annunciato uno stanziamento di 56 milioni di euro per ristrutturazioni sostenibili e il recupero delle facciate in tutta la città.
Inoltre il Comune di Bruxelles ha stanziato 5,6 milioni di euro per urbanistica e patrimonio nel bilancio 2015, includendo sovvenzioni per il restauro delle facciate nella zona pedonale.
Introduzione al Modernismo
Per BANAD anche il 2026 è un anno storico, perché segna l'ingresso di un nuovo movimento nel programma: il Modernismo.
«In questo anno di anniversario, che segna la decima edizione del BANAD Festival, abbiamo introdotto un terzo movimento architettonico accanto all'Art Nouveau e all'Art Déco: il Modernismo. È una novità accolta molto positivamente dai nostri visitatori», spiega de Smet.
Il Modernismo nasce all'inizio del XX secolo come reazione agli stili decorativi. Si contraddistingue per il design funzionale, le linee pulite e l'uso di nuove tecniche costruttive, e riflette i profondi cambiamenti sociali e tecnologici dell'epoca.
A Bruxelles l'architettura modernista si è spesso intrecciata con l'Art Déco, dando vita a forme ibride: facciate minimaliste che contrastano con interni riccamente decorati. Il movimento rispose anche all'espansione urbana e al bisogno di alloggi, proponendo spazi abitativi più standardizzati ed efficienti.
Per offrire un racconto più completo della storia architettonica della città, BANAD ha presentato abitazioni come Villa Berteaux e la casa Dotremont, entrambe progettate dall'architetto Louis-Herman De Koninck (1896-1984), noto per la sua visione d'avanguardia dell'architettura domestica e per i suoi principi di design funzionale.
Per quanto riguarda Art Déco e Art Nouveau, i visitatori hanno potuto scoprire edifici simbolo come l'Hôtel Solvay, l'Hôtel Tassel e l'Hôtel Max Hallet, tutti capolavori di Victor.
Tra i luoghi di spicco dell'Art Déco figuravano l'elegante Villa Empain e il Palais de la Folle Chanson, che testimonia la transizione stilistica degli anni tra le due guerre.
Per la prima volta sono stati aperti al pubblico anche nuovi siti come la casa Van Keirsbilck, Villa Berteaux, la casa Slagmolder e la Fondation Universitaire.