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L'arte della guerra: il MAS di Anversa racconta storia e patrimonio delle arti marziali

Torneo di judo, Olimpiadi di Parigi 2024
Competizione di judo alle Olimpiadi di Parigi 2024 Diritti d'autore  AP Photo/ Eugene Hoshiko
Diritti d'autore AP Photo/ Eugene Hoshiko
Di Mohammad Shayan Ahmad
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Una nuova mostra al MAS di Anversa indaga le arti marziali come cultura, identità e comunità, mettendo in dialogo tradizioni globali e storie locali oltre il combattimento.

Combattere è una delle attività più antiche dell’umanità. Ma, secondo una nuova mostra, dietro le diverse tecniche di combattimento delle arti marziali si nasconde un significato culturale e filosofico profondo.

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Al Museum aan de Stroom (MAS) di Anversa, “Martial Arts” apre il 3 aprile. Esplora le discipline, i movimenti, l’identità e il ruolo delle arti marziali nella comunità, nella città portuale di Anversa e nel resto del mondo.

La mostra riunisce anche oggetti, testimonianze e persone per esplorare la storia e il patrimonio delle arti marziali e porre ai visitatori una domanda semplice: perché si praticano le arti marziali?

Un monaco cinese esegue un’arte marziale su un palo a Pechino
Un monaco cinese esegue un’arte marziale su un palo a Pechino NG HAN GUAN/AP

Per rispondere a questa domanda, il percorso espositivo è organizzato in cinque temi: corpo, mente, combattimento, società e bellezza.

Le persone associano spesso le arti marziali all’aggressività o alla violenza, ma in realtà si tratta di un tema molto più ricco e sfaccettato.
Rachid Atia
Curatore

Il discorso va dall’allenamento fisico al benessere mentale, dal combattimento e dalla competizione all’identità sociale, fino al movimento come forma visiva ed espressiva.

Secondo il curatore Rachid Atia, questi temi spesso si sovrappongono e mettono in luce la profondità culturale delle arti marziali.

“Raccontando la storia delle arti marziali si può raccontare anche la storia della città”, spiega Atia.

All’inizio del XX secolo, la boxe e la lotta facevano parte della vita quotidiana nella città portuale. Erano legate sia al lavoro sia all’intrattenimento. Con il tempo, nuove discipline sono arrivate grazie agli scambi globali e alle migrazioni, dando forma alla scena diversificata che esiste oggi.

Attraverso l’esposizione di vari oggetti storici e opere d’arte, la mostra mette in evidenza i legami tra tradizioni di combattimento di tutto il mondo, dalle arti marziali asiatiche alle pratiche africane ed europee.

C’è spazio anche per la cultura pop. Spezzoni di film, poster di incontri leggendari che hanno segnato un’epoca, come Rumble in the Jungle, e altro materiale visivo mostrano i diversi ruoli che le arti marziali hanno avuto nella società.

Arti marziali oltre il combattimento

L’idea centrale della mostra è che le arti marziali non sono soltanto fisiche.

C’è una forte spinta e un interesse reale per il legame con il benessere mentale.
Roselyne Francken
Curatore

L’allenamento sviluppa la forza, ma anche la concentrazione, la disciplina e la routine. Per molti praticanti diventa parte integrante della vita quotidiana, non qualcosa di separato.

Lotta
Lotta Adel Setta

Conta anche ciò che accade fuori dalla palestra. “Non è solo un fine a se stesso, ma un modo per sviluppare competenze trasversali e creare legami”, aggiunge.

Questo equilibrio tra corpo e mente attraversa tutta la mostra, insieme a un legame più profondo con la religione, la filosofia e la ricerca di sé.

Alcune arti marziali sono presentate non solo come discipline fisiche, ma come pratiche di autocontrollo, concentrazione spirituale e crescita personale.

Un esempio è la sezione dedicata alla tradizione iraniana dello zurkhaneh, in cui l’allenamento fisico si unisce a poesia, rituali e musica.

La mostra mette in luce anche le genealogie delle arti marziali in cui i maestri trasmettono non solo le tecniche, ma anche valori, principi e un intero modo di stare al mondo.

Gli eroi di casa

Le palestre di combattimento e i praticanti di Anversa hanno contribuito con fotografie, poster e archivi personali, permettendo ai visitatori di approfondire la storia della città.

Questi materiali sono affiancati da immagini contemporanee delle stesse comunità, che mostrano come le pratiche vengano trasmesse e trasformate nel tempo.

“È una questione di legami tra generazioni e di trasmissione del patrimonio”, afferma Roselyne Francken, curatrice di “Martial Arts”.

Danza del leone di kung fu
Danza del leone di kung fu Adel Setta

In questo momento i visitatori possono vedere foto “vecchio contro nuovo” di dojo e ring, non solo in Europa ma in tutto il mondo, grazie a grandi immagini appese intorno alle scale mobili del MAS.

Pronti a salire sul ring

L’interattività è un altro elemento centrale della mostra.

I visitatori potranno salire su un ring da boxe, provare a seguire una sequenza di kung fu tramite un sistema di rilevamento del movimento, oppure allenarsi con attrezzature come sacchi da boxe e un manichino di legno.

Queste installazioni sono affiancate da testimonianze audio e video di praticanti di Anversa, che restituiscono un’idea di come si praticano oggi le arti marziali.

I curatori invitano il pubblico a entrare con mente aperta e a scoprire la ricchezza culturale, artistica e storica delle arti marziali.

Martial Arts” apre il 3 aprile al MAS, il Museum aan de Stroom di Anversa. Biglietti e informazioni per i visitatori sono disponibili sul sito ufficiale del museo.

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