La pornostar statunitense Whitney Wright visita l'Iran e scatena le proteste

La pornostar statunitense Whitney Wright ha pubblicato numerose fotografie di un viaggio in Iran
La pornostar statunitense Whitney Wright ha pubblicato numerose fotografie di un viaggio in Iran Diritti d'autore AP - Instagram
Di David MouriquandMassoud Salari
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L'attivista statunitense Masih Alinejad, che ha subito tentativi di assassinio da parte dell'Iran, ha condannato la Wright, accusata di aver dichiarato che "se si rispetta la legge, si è al sicuro in Iran"

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La pornostar statunitense Whitney Wright ha suscitato polemiche recandosi in Iran e filmandosi in vari luoghi, tra cui il Palazzo Golestan e l'ex ambasciata statunitense a Teheran, trasformata in un museo anti-americano. Le sue azioni hanno scatenato rabbia sui social media iraniani.

La performer filo-palestinese, il cui vero nome è Brittni Rayne Whittington, ha condiviso diverse foto in cui indossa l'hijab durante il suo viaggio nella nazione mediorientale. Ha detto che "doveva visitare" l'ambasciata dove gli studenti iraniani tennero in ostaggio il personale statunitense per 444 giorni dopo la rivoluzione islamica del 1979.

Le sue foto sono state cancellate dopo le numerose reazioni e proteste degli iraniani. L'autrice ha inoltre disattivato i commenti, scrivendo: "I commenti sono chiusi perché pubblicare le foto del mio viaggio in Iran non significa un sostegno alle posizioni del governo".

In una di queste foto, Whitney Wright si vede accanto alla bandiera degli Stati Uniti presso l'ex ambasciata statunitense a Teheran, che è considerato come un "nido di spie" nel contesto della letteratura ufficiale della Repubblica islamica.

Le immagini sono circolate su X, Facebook e Instagram. Alcuni commentatori occidentali, ricordando alcune posizioni "antisemite" esternate dall'attrice, hanno ipotizzato che la sua visita in Iran potesse essere una mossa strategica per ottenere sostegno finanziario alla sua campagna contro Israele.

L'attrice si è filmata in tutta la capitale iraniana nonostante il suo lavoro nella pornografia la metta a rischio di accuse penali che comportano la pena di morte. Pubblicando un post su Instagram, lunedì 5 febbraio, l'attrice ha affermato di "non essere più in Iran, ma altrove".

Le autorità iraniane non hanno commentato la vicenda, ma rappresentanti dell'opposizione nella nazione mediorientale hanno criticato il fatto di aver permesso all'attrice di entrare in Iran, sottolineando l'esistenza di un "evidente doppio standard". 

Secondo la legge iraniana, la realizzazione di materiale hard è illegale. Mentre il governo permette l'ingresso di un'attrice pornografica straniera, continua a reprimere i diritti delle donne che violano la legge sull'hijab obbligatorio. Tra l'altro, i cittadini statunitensi hanno bisogno di un visto per visitare il Paese, e non è chiaro come l'attrice lo abbia ottenuto.

L'attivista statunitense Masih Alinejad, che ha subito tentativi di assassinio da parte dell'Iran, ha condannato la Wright per aver compiuto il viaggio e per le presunte affermazioni in cui l'attrice avrebbe affermato "se si rispetta la legge, si è al sicuro in Iran". Su X ha scritto: "La pornostar americana Whitney Wright è in Iran, il mio Paese di nascita, dove le donne vengono uccise per aver semplicemente mostrato i capelli ed essere fedeli a loro stesse".

Nel post, l'attivista ha aggiunto: "Le donne iraniane non vogliono obbedire a una legge discriminatoria. Rosa Parks si è opposta alle leggi razziste in America ed è diventata un simbolo di resistenza. Noi donne iraniane vogliamo essere come lei, non come Whitney Wright".E ha quindi concluso: "A proposito, i veri guerrafondai sono gli agenti della Repubblica islamica che vi giustizieranno se volete essere voi stesse".

La visita della Wright avviene dopo la carcerazione da parte dell'Iran del premio Nobel per la pace e attivista per i diritti delle donne Narges Mohammadi, dopo l'approvazione della legge sull'obbligo del velo e dopo le proteste in tutto il Paese per la morte di Mahsa Amini, avvenuta due anni fa mentre era in custodia presso una caserma della polizia.

Gli utenti dei social media, in proposito, hanno affermato che Mahsa Amini è stata uccisa perché non indossava "correttamente" l'hijab, mentre i "predicatori islamici" hanno permesso all'attrice porno di entrare, sostenendo che l'approvazione è stata data perché Wright è una sostenitrice della "causa palestinese".

Nel frattempo, la televisione della Repubblica islamica ha invitato come ospite di un suo programma un'analista portoghese che non indossava il velo. Gli oppositori hanno affermato che il permesso di apparire in questo modo è dovuto al fatto che è un'avversaria di Israele. In passato, alcune persone vicine al governo iraniano hanno sostenuto pubblicamente le posizioni anti-israeliane della pornostar libanese Mia Khalifa.

Alcuni ritengono che in questo periodo l'Iran stia cercando di mostrare una sorta di tolleranza in vista delle elezioni. Nelle ultime settimane si è parlato anche di un possibile ritorno della popolare cantante pop iraniana Moeen, che vive a Los Angeles. Molti cantanti iraniani sono stati costretti a lasciare l'Iran perché perseguitati dal regime.

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