Copenhagen, nel 2024 addio al celebre ristorante stellato Noma

Uno dei piatti stellati del Noma
Uno dei piatti stellati del Noma   -   Diritti d'autore  AFP
Di Debora Gandini

La fine di un mito. Dopo aver raggiunto i vertici della gastronomia mondiale, il Noma, il ristorante danese con tre stelle Michelin di Copenhagen, chiuderà i battenti alla fine del 2024. Il famoso locale in mano a René Redzepi è stato premiato 5 volte come miglior ristorante del mondo. “Non è più sostenibile, dal punto di vista dei costi e dei ritmi di lavoro”, si legge in una nota.

La volontà dello chef è Redzepi quella di una totale riorganizzazione dei luoghi di lavoro e dello staff. Potrebbe diventare un laboratorio gastronomico dedicato all'"innovazione alimentare" e allo sviluppo di "nuovi sapori".

Il Noma è stato un tempio dell’alta cucina che ha rivoluzionato in poco tempo il settore della ristorazione proponendo un percorso gastronomico rivoluzionario, un fattore questo che lo portato in cima alle classifiche mondiali.

La fine di un mito

“Per continuare ad essere noma, dobbiamo cambiare – si legge nel post condiviso sulla propria pagina Facebook – pertanto, cari ospiti e amici, abbiamo alcune notizie interessanti da condividere con voi. L'inverno 2024 sarà l'ultima stagione di noma come lo conosciamo. Stiamo per iniziare un nuovo capitolo; noma 3.0.”.

Per il proprietario si tratta di un arrivederci e non un addio, visto che ora Redzepi, come anticipato anche dal New York Times, si concentrerà su Noma Projects, il laboratorio che ha iniziato a vendere prodotti creati ad hoc negli anni come il garum di funghi affumicati, un condimento a base di funghi che sono stati curati con sale, e il fungo di riso koji affumicato a freddo.

Basato sui principi della nuova cucina nordica, e aperto nel 2004 dall’attivista alimentare e imprenditore Claus Meyer e altri chef scandinavi, sotto Redzepi il Noma è stato in grado di esaltare la semplicità e la freschezza degli ingredienti autoctoni. 

Quella del Noma segue un'altra celebre chiusura, quello di Manresa, ristorante con tre stelle Michelin a Los Gatos, in California. “Gli chef che erano abituati ad avere eserciti di persone hanno dovuto ripensare il loro manuale operativo”, aveva spiegato il celebre chef californiano David Kinch.