Il Servicio Público de Empleo Estatal ha registrato a giugno 2.291.982 disoccupati, 28.739 meno di maggio. È la prima volta dal 2008 sotto 2,3 milioni. La Sicurezza sociale segna un numero di iscritti record.
I dati pubblicati giovedì dal Ministero del Lavoro confermano una tendenza che da mesi si intuiva. La disoccupazione registrata è diminuita a giugno di 28.739 persone rispetto a maggio, portando il totale a 2.291.982 disoccupati. Non si vedeva un numero così basso da gennaio 2008, cioè da prima dello scoppio della crisi finanziaria.
Il calo non è uniforme tra i diversi settori. I servizi concentrano quasi tutto l’aggiustamento, con 28.498 disoccupati in meno, spinti dall’avvio della stagione turistica.
Seguono l’industria, con 2.829 persone senza lavoro in meno, l’edilizia, con 1.326, e l’agricoltura, che si riduce di 384. C’è però un dato che interrompe la serie positiva: il numero di persone senza precedenti esperienze lavorative è aumentato di 4.298 unità, un segnale che per chi cerca il primo impiego, o prova a rientrare nel mercato dopo un periodo di assenza, non è così semplice trovare spazio.
Per fasce d’età, la disoccupazione giovanile continua a diminuire: 5.155 giovani in meno rispetto a maggio e 6.907 in meno rispetto a un anno fa, con un totale di 159.800, il livello più basso dell’intera serie storica per questo gruppo. La riduzione su base annua è più evidente tra le giovani donne, con 4.090 disoccupate in meno, che tra gli uomini, con 2.817.
Le donne, motore del calo della disoccupazione
La disoccupazione femminile è scesa sotto 1,4 milioni per la prima volta da agosto 2008. Attualmente ci sono 1,39 milioni di donne disoccupate, a fronte di 903.673 uomini. Nell’ultimo mese il calo è stato di quasi 16.000 donne e 13.000 uomini; nell’ultimo anno, rispettivamente di 72.000 e 41.000.
La vicepresidente seconda e ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, ha collegato parte di questo miglioramento al processo di regolarizzazione dei lavoratori in corso che, ha spiegato, ha permesso di “far emergere” occupazione che esisteva senza riconoscimento legale e che ora si aggiunge sia alle cifre di affiliazione sia al riconoscimento dei diritti lavorativi. Nel caso delle donne, l’aumento delle iscritte nell’ultimo anno sfiora le 300.000, portando il totale a 10,6 milioni, il dato più alto mai registrato in Spagna.
Tra gli stranieri disoccupati, la cifra arretra anch’essa: 342.086 persone, 4.208 in meno rispetto a maggio e 10.068 in meno rispetto a un anno fa.
L’affiliazione segna un nuovo record e il commercio traina l’estate
La Seguridad Social ha registrato in media 128.533 iscritti in più rispetto a maggio, arrivando a 22,47 milioni, un massimo storico. Al netto dell’effetto calendario, anche la cifra destagionalizzata segna un record, sopra i 22,2 milioni. Negli ultimi 12 mesi il sistema ha guadagnato 600.595 contribuenti e ha perso 113.981 disoccupati.
Il commercio, all’ingrosso e al dettaglio, guida la crescita mensile con 39.325 nuove affiliazioni, davanti alla ristorazione, con 37.696, e alle attività amministrative e ai servizi ausiliari, con 29.316. Se si guarda all’intero anno, la spinta arriva da altri settori: sanità e servizi sociali sommano 78.373 iscritti e l’edilizia 66.280.
I lavoratori autonomi continuano a crescere, a quota 3,47 milioni dopo aver aggiunto 12.000 unità nel mese e 50.800 nell’anno.
L’affiliazione degli stranieri raggiunge i 3,45 milioni, più di mezzo milione dei quali lavoratori autonomi, con un incremento di 86.630 persone a giugno e 350.163 negli ultimi 12 mesi; rappresentano ormai oltre il 15% del totale degli iscritti. La ministra della Sicurezza sociale, Elma Saiz, ha sottolineato che la Spagna ha contribuito per il 54,5% a tutto l’impiego creato nell’Unione europea in questo periodo.