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Bce in allerta per shock energetico, Lagarde assicura: "Abbiamo opzioni, non è come nel 2022"

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, parla in conferenza stampa dopo la riunione del consiglio direttivo della BCE a Francoforte, 19 marzo 2026
La presidente della Bce Christine Lagarde parla in conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio direttivo a Francoforte. 19 marzo 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Michael Probst
Diritti d'autore AP Photo/Michael Probst
Di Una Hajdari & Chiara Zampiva Agenzie: AFP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La guerra in Iran fa impennare i prezzi di petrolio e gas e si attendono rialzi dei tassi, ma Lagarde assicura che l'area euro oggi è molto più pronta ad assorbire lo shock

La Banca centrale europea non sarà "paralizzata dall'esitazione" nel rispondere allo shock energetico provocato dalla guerra in Medio Oriente, ha dichiarato mercoledì la presidente della Bce Christine Lagarde.

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Il conflitto, iniziato alla fine di febbraio con attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha fatto impennare i prezzi di petrolio e gas. La causa è stata la quasi totale chiusura dello stretto di Hormuz e gli attacchi contro obiettivi energetici nel Golfo.

Sottolineando che il mondo si trova ad affrontare una "profonda incertezza", Lagarde ha insistito sul fatto che la Bce è ben posizionata per gestire la turbolenza. L'inflazione è attualmente vicina all'obiettivo del 2 per cento e l'economia dell'eurozona poggia su basi solide.

"Disponiamo di una gamma graduata di opzioni di risposta", ha affermato in un discorso tenuto nella sede della Bce a Francoforte.

Ha sottolineato che i responsabili della politica monetaria "non agiranno prima di avere informazioni sufficienti sulla portata e sulla persistenza dello shock. Il nostro impegno a garantire un'inflazione al 2 per cento nel medio termine è incondizionato".

Nella riunione più recente, la scorsa settimana, la Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse, come previsto, ma ha avvertito di un aumento dell'inflazione e di una crescita più lenta a causa della guerra.

Tuttavia, gli analisti ora scommettono con più forza su un aumento del costo del denaro già dal mese prossimo, nel tentativo di contenere l'impennata prevista dei prezzi al consumo.

L'aumento dei costi globali di petrolio e gas ha provocato immediati rincari dei carburanti nell'eurozona e ha riacceso il ricordo dello shock energetico seguito all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.

All'epoca la Bce fu bersaglio di dure critiche per non aver frenato l'impennata dei prezzi. Lagarde ha però cercato di ridimensionare i parallelismi con quel periodo.

"Finora lo shock iniziale è stato comunque più contenuto", ha affermato, aggiungendo che il contesto attuale è più "benigno".

Quando la Russia ha ridotto le forniture di gas all'Europa dopo l'inizio della guerra in Ucraina, l'inflazione era già elevata a causa dei problemi alle catene di approvvigionamento post-pandemia e delle carenze di manodopera preesistenti, ha ricordato.

Oggi, ha sottolineato Lagarde, l'economia dell'eurozona poggia su basi più solide e l'inflazione da tempo è vicina all'obiettivo della Bce.

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