A Mosca si è svolta la parata per il Giorno della Vittoria tra strette misure di sicurezza, in forma ridotta e senza mezzi militari. Le autorità russe hanno giustificato il nuovo format parlando di possibili attacchi ucraini. Robert Fico unico leader europeo arrivato a Mosca per l'anniversario
Si celebra oggi, sabato 9 maggio, in Russia il Giorno della Vittoria. Misure di sicurezza rafforzate sono state adottate a Mosca in vista del discorso del presidente Vladimir Putin alla parata in Piazza Rossa, dedicata alla vittoria sulla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale.
Nel frattempo, una tregua di tre giorni, raggiunta alla vigilia grazie alla mediazione degli Stati Uniti, ha attenuato i timori di possibili attacchi ucraini contro la capitale russa durante le celebrazioni.
Putin, al potere da oltre un quarto di secolo, sfrutta il Giorno della Vittoria, la più importante festività laica del Paese, per mostrare la forza militare della Russia e consolidare il sostegno all'invasione dell’Ucraina, iniziata nel 2022. Ma quest’anno, per la prima volta da quasi venti anni, la parata si svolge senza carri armati, missili e altri armamenti pesanti, ad eccezione del tradizionale sorvolo di aerei da combattimento.
Le autorità russe hanno giustificato il cambio di formato con la ‘situazione operativa attuale’ e hanno evocato la minaccia di attacchi ucraini. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato che sono state adottate ‘ulteriori misure di sicurezza’. Gli accordi di cessate il fuoco precedenti non hanno retto.
Gli annunci sul cessate il fuoco e l'intervento Usa
La Russia ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale per venerdì e sabato, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proclamato una tregua a partire dal 6 maggio, ma nessuno di questi accordi è stato rispettato: le due parti si sono scambiate accuse reciproche di aver continuato gli attacchi.
Venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Russia e Ucraina hanno accettato la sua richiesta di un cessate il fuoco da sabato a lunedì e hanno concordato uno scambio di prigionieri, affermando che la pausa nei combattimenti potrebbe essere "l’inizio della fine" della guerra.
Zelensky, che all’inizio della settimana aveva affermato che le autorità russe "temono che il 9 maggio i droni possano sorvolare la Piazza Rossa", ha ripreso l’annuncio di Trump emanando un decreto che, in tono sarcastico, autorizza la Russia a celebrare il Giorno della Vittoria sabato e dichiara la Piazza Rossa temporaneamente chiusa agli attacchi ucraini.
Peskov, portavoce del Cremlino, ha definito il decreto di Zelensky "una stupida battuta". "Non abbiamo bisogno del permesso di nessuno per essere orgogliosi del Giorno della Vittoria", ha dichiarato Peskov ai giornalisti.
Le autorità russe hanno avvertito che, se l’Ucraina tenterà di rovinare le celebrazioni di sabato, la Russia lancerà un "massiccio attacco missilistico contro il centro di Kiev". Il ministero della Difesa russo ha invitato la popolazione civile e il personale delle missioni diplomatiche straniere a "lasciare immediatamente la città". L’Ue ha fatto sapere che i suoi diplomatici non lasceranno la capitale ucraina, nonostante le minacce russe.
Putin: la vittoria in Ucraina sarà nostra
Il presidente russo sfrutta le celebrazioni del Giorno della Vittoria per rafforzare l’orgoglio nazionale e ribadire il ruolo della Russia come potenza mondiale. L’Unione Sovietica perse 27 milioni di persone tra il 1941 e il 1945 nella cosiddetta Grande Guerra Patriottica.
Rivolgendosi ai partecipanti alla parata, il presidente russo ha ricordato il ruolo decisivo del popolo sovietico nella vittoria sul fascismo e ha affermato che oggi i suoi soldati combattono in Ucraina contro una «forza aggressiva» sostenuta dalla Nato.
Putin ha ribadito di essere certo della vittoria in Ucraina. "La vittoria è sempre stata e sarà nostra", ha detto Putin, mentre le colonne di soldati si schieravano sulla Piazza Rossa. "La chiave del successo è la nostra forza morale, il coraggio e il valore, la nostra unità e la capacità di sopportare qualsiasi cosa e superare ogni sfida", ha aggiunto.
In seguito, ai presenti sulla Piazza Rossa è stato mostrato un montaggio video di propaganda, pensato per mettere in risalto la potenza dell’esercito russo e i suoi presunti ‘successi’ nella guerra contro l’Ucraina.
Un Giorno della Vittoria in forma ridotta
Dal 2008, alle parate del Giorno della Vittoria sulla Piazza Rossa viene esposto ogni anno un ampio ventaglio di armamenti pesanti, dai mezzi corazzati ai missili balistici intercontinentali con testate nucleari. In altre parti del Paese si tengono parate più piccole, ma questa volta molte sono state ridotte o addirittura cancellate per motivi di sicurezza.
Sulla piazza principale di Mosca hanno sfilato i reparti di diversi corpi dell’esercito russo, accompagnati dall’enfatico elenco dei loro meriti letto dallo speaker. Tra i soldati in marcia c’erano anche militari nordcoreani, inviati in aiuto dell’esercito russo nella guerra contro l’Ucraina. Secondo il commento ufficiale, avrebbero dato un contributo decisivo "alla sconfitta degli invasori neonazisti nella regione di Kursk". E appena 45 minuti dopo l’inizio, la parata è stata dichiarata conclusa.
Sabato, mentre le truppe si preparavano a marciare sulla Piazza Rossa, le autorità hanno imposto limiti all'accesso a Internet mobile e ai servizi di messaggistica di testo nella capitale russa, invocando la necessità di garantire la sicurezza pubblica. Il governo irrigidisce in modo sistematico la censura su Internet e rafforza sempre più il controllo sulle attività online, suscitando malcontento e, seppur di rado, proteste pubbliche.
A Mosca, per le celebrazioni, sono arrivati il re della Malesia Sultan Ibrahim Iskandar, il presidente del Laos Thongloun Sisoulith, il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, il presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko e il primo ministro slovacco Robert Fico, unico leader europeo presente, che però non ha partecipato alla parata.