Il 7 maggio la Venerabile Ordine Terziaria di San Francesco ha tentato per la quinta volta di sfrattare Mariano Ordaz, pensionato 67enne che ha vissuto tutta la vita nello stesso appartamento a Embajadores. Il caso ha scatenato proteste e riacceso il dibattito sulla casa.
Mariano Ordaz, un pensionato di 67 anni, è stato finalmente sfrattato giovedì scorso dall'abitazione in cui aveva vissuto per tutta la vita, nel quartiere di Embajadores, nel distretto Centro di Madrid. Lo sfratto è arrivato con l'esecuzione del quinto ordine di sgombero. In quattro occasioni precedenti, la pressione del vicinato era riuscita a fermare la procedura; questa volta non è stato possibile.
Dalle prime ore del mattino, un massiccio dispiegamento della Polizia Nazionale ha cinturato la zona con fino a otto furgoni e quattro volanti. La portavoce del Sindacato degli Inquilini di Madrid, Carolina Vilariño, lo ha riassunto senza giri di parole: troppi agenti per far uscire di casa un pensionato.
Ora Ordaz non sa che cosa farà. Pensa di poter andare per qualche settimana in un ostello e un amico gli ha offerto una stanza per circa 400 euro. Non ha altre soluzioni abitative.
Un proprietario con voti di povertà e oltre 300 appartamenti
Il proprietario dell'immobile è la Venerable Orden Tercera de San Francisco de Asís (VOT), un'istituzione religiosa che, secondo i suoi critici, gestisce il proprio patrimonio con una logica più vicina a quella di un fondo d'investimento che a quella di una congregazione religiosa. L'ordine possiede più di 300 appartamenti solo nel centro di Madrid.
Diversi inquilini degli appartamenti della VOT sottolineano alcune peculiarità come locatore: il canone veniva fissato leggermente sotto il prezzo di mercato in cambio di lavori di ristrutturazione, perché gli appartamenti erano molto degradati. La manutenzione delle parti comuni era disastrosa: infiltrazioni, finestre rotte, luci fuori uso, tubature piene di ruggine.
La vicenda di Mariano Ordaz si inserisce in questo schema. Dopo la pandemia ha perso il lavoro e non è più riuscito a sostenere gli aumenti dell'affitto. Quando gli hanno chiesto 800 euro mensili in più, oltre a un debito accumulato di 15.000 euro, per lui è stato chiaro: era insostenibile. Doveva mangiare, pagare luce e acqua.
L'ordine giustifica lo sfratto sostenendo la necessità di lavori a causa del deterioramento dell'edificio. Ma il Sindacato degli Inquilini indica la direzione opposta: il deplorevole stato dell'immobile sarebbe dovuto alla mancanza di manutenzione da parte degli stessi proprietari, che avrebbero usato quel degrado come pretesto per procedere allo sfratto e svuotare il palazzo.
L'organizzazione denuncia che l'ordine francescano non è un piccolo proprietario, ma un ente con un vasto patrimonio immobiliare esentasse e gestore di strutture sanitarie come l'Hospital VOT San Francisco de Asís.
Senza moratoria e con la porta aperta a migliaia di sfratti
Il caso di Mariano non si può comprendere senza il contesto politico che lo circonda. La moratoria antisfratti è decaduta al Congresso dei Deputati lo scorso 26 febbraio con il voto contrario delle destre. Con la sua abrogazione, il Sindacato degli Inquilini avverte che persone come Mariano hanno perso uno dei pochi strumenti di cui disponevano per difendersi.
Il Sindacato avverte che questo caso apre la porta a un'ondata fino a 60.000 sfratti di famiglie vulnerabili in tutto lo Stato. Le organizzazioni di inquilini attribuiscono la responsabilità a diverse amministrazioni: la Delegación del Gobierno, il Governo centrale per non aver abrogato la Ley Mordaza (la 'legge bavaglio'), la ministra della Casa, la Comunidad de Madrid e il Comune della capitale.
Il prossimo 24 maggio è stata convocata una manifestazione a Madrid con lo slogan 'La vivienda nos cuesta la vida. Bajemos los precios' (La casa ci costa la vita. Abbassiamo i prezzi), che partirà da Atocha alle 12:00.
Madrid, il mercato immobiliare più surriscaldato di Spagna
Lo sfratto di Mariano non è un caso isolato; secondo le organizzazioni di quartiere è il sintomo di un mercato al collasso. Il mercato registra da 44 mesi consecutivi aumenti su base annua, una serie iniziata a marzo 2022. Da allora i prezzi sono schizzati del 33%, escludendo dal mercato un numero crescente di famiglie.
A Madrid, il distretto Centro ha registrato in un anno un aumento degli affitti del 21%, con canoni che raramente scendono sotto i 2.000 euro mensili. Che un ordine religioso con centinaia di appartamenti proprio in quel centro scelga di aumentare gli affitti fino a renderli insostenibili, e poi ricorra ai tribunali per eseguire gli sfratti, dà al caso una dimensione che va oltre il semplice conflitto tra proprietario e inquilino.
L'aumento degli affitti e dei prezzi delle abitazioni sta estromettendo dal mercato molti spagnoli, nonostante il recente boom economico. Gli stipendi non sono cresciuti allo stesso ritmo e, secondo gli analisti, il boom del turismo e la crescita demografica nelle città, spinta dall'immigrazione, hanno messo ulteriormente sotto pressione l'offerta.