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Riserve di oro in Francia: 2.437 tonnellate ne La Souterraine, la storia del bunker di Parigi

Lingotti d'oro impilati in un caveau della Zecca degli Stati Uniti il 22 luglio 2014 a West Point, New York.
Lingotti d'oro impilati in un caveau della Zecca degli Stati Uniti il 22 luglio 2014 a West Point, New York. Diritti d'autore  AP Photo/Mike Groll, File
Diritti d'autore AP Photo/Mike Groll, File
Di Nathan Joubioux
Pubblicato il
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Con 2.437 tonnellate, la Francia ha le quarte riserve d'oro mondiali. Queste risorse garantiscono stabilità finanziaria ma anche la Francia dopo l'Italia si chiede se utilizzarle per il debito pubblico. Euronews lo ha chiesto alla Banque de France

Le valute che circolano nel mondo come l'euro, il dollaro o lo yen hanno un valore che fluttua costantemente per via di conflitti, decisioni di politica monetaria o shock economici. Ma c**'è un bene che mantiene il suo valore indipendentemente** dai capricci del mondo: l'oro, il tradizionale "bene rifugio" che non dipende dalla politica di un singolo Paese.

Dietro gli Stati Uniti (8.133 tonnellate), la Germania (3.350 tonnellate) e l'Italia (2.452 tonnellate), la Francia ha le quarte maggiori riserve di oro al mondo, se si esclude la dotazione del Fondo Monetario Internazionale (2.800 tonnellate).

Parigi custodisce 2.437 tonnellate di oro, secondo un rapporto pubblicato nel novembre 2025. È una quantità immutata dal 2009, quando si sono svolte le ultime vendite di oro e "non ci sono piani per aumentare o diminuire lo stock di oro nei prossimi anni" ha dichiarato a Euronews la Banca centrale francese.

"Le riserve auree sono un asset strategico che rafforza la credibilità e la solidità finanziaria", specifica la banca, "e le consentono di attuare la politica monetaria in modo indipendente e di adempiere così alla sua missione di stabilità finanziaria e dei prezzi".

Sebbene le riserve auree della Francia siano invariate da quasi vent'anni, non è sempre stato così. Il sito web specializzato Vie publique ha ricostruito che alla fine della Seconda guerra mondiale le riserve francesi erano "molto basse".

Negli anni Cinquanta sono poi aumentate, "in particolare per rispettare gli accordi di Bretton Woods", che hanno istituito un sistema monetario internazionale in cui le valute erano ancorate al dollaro Usa, a sua volta convertibile in oro a 35 dollari l'oncia.

Le riserve auree francesi hanno raggiunto i massimi livelli negli anni '60, prima che 589 tonnellate venissero vendute tra il 2004 e il 2009, una quantità pari al 20 per cento dello stock.

Nel 2007 la Banca di Francia ha venduto 214,6 tonnellate d'oro, 102,9 tonnellate l'anno successivo e 56 tonnellate nel 2009. Questo programma "aveva lo scopo di diversificare e gestire più attivamente le riserve valutarie" e i proventi delle vendite sono stati reinvestiti in valuta estera "per rafforzare le riserve valutarie e il reddito associato", spiega la Banque de France.

L'oro, uno strumento per rafforzare la solidità della Francia

Sebbene la Francia disponga di 2.437 tonnellate d'oro, queste riserve sono immobilizzate nei sotterranei della Banca centrale.

Non sarebbe possibile utilizzarle per ridurre il debito pubblico nazionale, che ammontava a 3.416,3 miliardi di euro, pari al 115,6 per cento del Pil, alla fine del secondo trimestre del 2025?

La questione si è posta ampiamente nella maggioranza anche in Italia in occasione dell'approvazione dell'ultima manovra finanziaria.

"Sì, si potrebbe fare. Ma sarebbe uno spreco assoluto, perché gli importi non sono affatto dello stesso ordine", spiega a Euronews Bruno Tinel, docente all'Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne e direttore del Master in moneta, banche, finanza e assicurazioni.

"Se per caso avessimo la cattiva idea di farlo, sarebbe un affare isolato: spenderemmo tutto e ridurremmo pochissimo il nostro debito", continua Tinel.

La Banque de France argomenta in effetti che "le attuali disponibilità in oro" delle riserve "rappresentano più di 280 miliardi di euro al tasso di cambio attuale", ossia meno del 10 per cento dell'ammontare del debito pubblico francese.

"Realizzare una plusvalenza vendendo oro è un'azione una tantum che fornirebbe solo un reddito aggiuntivo temporaneo", prosegue la dichiarazione dell'istituto centrale, "non risolverebbe la causa del nostro problema: la nostra spesa pubblica è strutturalmente molto più alta delle nostre entrate".

La Souterraine, una fortezza impenetrabile

Le riserve auree francese sono conservate dal 1927 ne La Souterraine . I sotterranei della Banque de France si trovano a 27 metri di profondità in uno spazio grande un ettaro, un vero e proprio bunker sotterraneo a Parigi, talvolta paragonato al deposito aureo degli Usa, il famoso Fort Knox.

Sul suo sito web, la Banque de France afferma che potrebbe ospitare "senza difficoltà" "tutto l'oro del mondo, conosciuto ed estratto dalla notte dei tempi", ossia circa 180.000 tonnellate, pari a circa 9.000 m³.

Costruito tra il 1924 e il 1927, La Souterraine era all'epoca il più grande caveau del mondo. Una fortezza di 10mila tonnellate di acciaio e 20mila di cemento, "la cui porta d'ingresso pesa sette tonnellate, e poi ci sono una serie di altri dispositivi di sicurezza", ha spiegato a TF1 Nathalie Boutin, responsabile del sito.

Per accedere, il personale deve passare attraverso un sistema di riconoscimento della retina e poi utilizzare un intero sistema di chiavi. "Oltre a detenere le riserve auree del governo francese, la Banque de France detiene anche le riserve auree di diversi clienti istituzionali, come banche centrali straniere e organizzazioni internazionali", spiega l'istituto.

Tuttavia, "La Souterraine" non custodisce solo oro. Dopo la spettacolare rapina al Louvre dello scorso ottobre, alcuni gioielli del museo sono stati trasportati in questo bunker impenetrabile.

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