L'Ue cerca nuove rotte commerciali dalla Cina: il Corridoio di mezzo attraverserà Caucaso e Turchia

Porto di Francoforte, Germania, 13 febbraio 2024
Porto di Francoforte, Germania, 13 febbraio 2024 Diritti d'autore Michael Probst/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Michela Morsa
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Al quinto Forum dei Balcani e del Mar Nero gli esperti hanno promosso il Corridoio come l'opzione migliore per affrontare la crisi del trasporto globale delle merci

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Nonostante gli sforzi dei governi nazionali e della Banca centrale europea, l'inflazione nel continente persiste in quasi tutti i settori. Giocano un ruolo fondamentale non solo gli alti costi dell'energia, ma anche le crisi geopolitiche in corso, che influenzano le rotte commerciali globali: le guerre in Ucraina e a Gaza, gli attacchi Houthi nel Mar Rosso e la tensione nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. 

A preoccupare l'Unione europea è soprattutto l'aumento dei costi di trasporto delle merci, che incidono pesantemente sul prezzo finale dei prodotti. I più importanti corridoi di trasporto dall'Asia, soprattutto dalla Cina, all'Europa e le catene di approvvigionamento dei prodotti consumati dagli europei sono stati compromessi: per garantire ai clienti europei merci sufficienti e a prezzi accessibili è necessario sviluppare nuovi corridoi di trasporto

Cos'è il Corridoio di mezzo e come può aiutare l'Europa

Di questo si è parlato al quinto Forum dei Balcani e del Mar Nero in corso al porto del Pireo, dove gli esperti hanno promosso l'opzione più plausibile sul tavolo: il cosiddetto Corridoio di mezzo

Dal nome tecnico Via di trasporto internazionale trascaspica (Titr), il Corridoio di mezzo è un progetto di sviluppo istituzionale multilaterale che collegherebbe le reti di trasporto merci della Repubblica popolare cinese (Rpc) e dell'Unione europea attraverso le economie dell'Asia centrale, del Caucaso, della Turchia e dell'Europa orientale. 

Sia l'Unione Europea che la Cina hanno espresso la volontà comune di sviluppare il Corridoio di mezzo per affrontare le attuali sfide geopolitiche e rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento.

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