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La Banca centrale europea concede una tregua ai tassi d'interesse: invariati tra il 4 e il 4,75%

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Image Diritti d'autore ΔΗΜΗΤΡΗΣ ΠΑΠΑΜΗΤΣΟΣ/ 2023 ΑΘΗΝΑΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ - ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ
Diritti d'autore ΔΗΜΗΤΡΗΣ ΠΑΠΑΜΗΤΣΟΣ/ 2023 ΑΘΗΝΑΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ - ΜΑΚΕΔΟΝΙΚΟ ΠΡΑΚΤΟΡΕΙΟ ΕΙΔΗΣΕΩΝ
Di Michela Morsa
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La presidente Christine Lagarde si è detta fiduciosa di poter riportare l'inflazione al 2% senza ulteriori rialzi

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La Banca Centrale Europea concede una tregua ai tassi d'interesse. Dopo dieci rialzi consecutivi in 15 mesi, volti a contrastare l'inflazione nell'eurozona che ha subito un'impennata a causa della pandemia e della guerra in Ucraina, la presidente della Bce Christine Lagarde ha annunciato che il costo del denaro rimarrà invariato. Il tasso sui rifinanziamenti principali resta fermo al 4,50%, quello sui depositi al 4%, e quello sui prestiti marginali al 4,75%.

Secondo le valutazioni del Consiglio direttivo, infatti, l'attuale livello dei tassi d'interesse, che è comunque il più alto di sempre, è sufficiente a raggiungere l'obiettivo di un'inflazione al 2%, a condizione che sia mantenuto così alto per un certo periodo di tempo. 

Da luglio 2022 l'aumento dei prezzi ha gradualmente rallentato - sia grazie all'esaurirsi delle cause che l'avevano prodotto sia per le politiche della Bce - e a settembre l'inflazione annuale è stata pari al 4,3%, poco più della metà rispetto al livello dello scorso anno e quasi un punto percentuale in meno rispetto ad agosto.

Con questa pausa ampiamente attesa, la Bce si concede più tempo per valutare l’impatto della stretta monetaria, ma non è detto che i tassi d'interesse non tornino ad aumentare in futuro. Lagarde si è detta fiduciosa, ma ha comunque sottolineato che i rischi per l'economia sono ancora elevati e ha messo in guardia dalle significative tensioni geopolitiche legate alla situazione in Medio Oriente, che potrebbero far salire i prezzi dell'energia.

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