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Belgio: Hsbc accetta di pagare 300 milioni di euro per frode fiscale

Belgio: Hsbc accetta di pagare 300 milioni di euro per frode fiscale
Diritti d'autore REUTERS/Hannah McKay
Diritti d'autore REUTERS/Hannah McKay
Di Eloisa Covelli Agenzie:  Reuters
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I suoi clienti, molti nel business dei diamanti, nascondevano il denaro nei paradisi fiscali tramite la filiale svizzera della banca

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Il braccio svizzero della banca britannica Hsbc ha accettato di pagare quasi 300 milioni di euro per risolvere un caso di frode fiscale in Belgio. Secondo la procura, la filiale svizzera aveva creato società offshore a Panama e in altri paradisi fiscali dei Caraibi per nascondere il denaro di ricchi clienti belgi. L'inchiesta è stata aperta nel 2014, prima quindi che cadesse il segreto bancario in Svizzera.

Le banche svizzere sono state esposte ai tribunali europei da quando nel 2004 Berna ha accettato di applicare un'imposta dell'Unione europea sul risparmio dei suoi clienti dell'Ue. I pubblici ministeri belgi hanno dichiarato che Hsbc era "accusata di una grave e organizzata frode, falsificazione di documenti, riciclaggio di denaro e l'uso illegale di intermediari finanziari ".

Hsbc, contattata da Reuters, ha rifiutato di commentare. I pubblici ministeri hanno anche detto che la banca ha sostanzialmente revisionato le sue pratiche per contrastare i rischi di criminalità finanziaria a seguito delle accuse.

I governi dell'Unione Europea hanno intensificato la loro pressione sulle banche e i paradisi fiscali negli ultimi anni dopo una serie di rivelazioni, tra cui i cosiddetti Panama Papers.

I pubblici ministeri belgi hanno affermato che in base alla transazione concordata con Hsbc (che deve essere ancora approvata dai giudici belgi) la banca dovrà pagare 294,4 milioni di euro allo Stato belga per perdite fiscali causate dalle presunte attività illecite svolte dalla banca dal 2013.

Più di un migliaio di contribuenti belgi avrebbe potuto utilizzare gli schemi illegali istituiti da Hsbc, hanno detto i pubblici ministeri, che hanno anche affermato che la banca serviva principalmente clienti attivi ad Anversa nel commercio dei diamanti.

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