Parigi e Berlino chiedono un nuovo strumento UE di "reazione sistemica" che permetta a Bruxelles di intervenire contro le distorsioni di mercato legate alla Cina, pianificare ritorsioni e rivedere gli strumenti di difesa commerciale
Francia e Germania hanno proposto nuovi poteri per la Commissione europea per contrastare le distorsioni del mercato, mentre l’UE affronta una crescente pressione commerciale da parte della Cina.
In una lettera indirizzata lunedì alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, accompagnata da un documento di orientamento sugli squilibri economici globali, Parigi e Berlino chiedono nuovi strumenti per limitare l’accesso al mercato dell’UE, diversificare le forniture e prepararsi a possibili ritorsioni.
Bruxelles definisce insostenibile la sua relazione economica con Pechino, con il deficit commerciale dell’UE che nel 2025 dovrebbe raggiungere circa 1 miliardo di euro al giorno. Ha dato alla Cina tempo fino a questo mese per presentare concessioni.
La questione sarà affrontata dai leader dell’UE al vertice del Consiglio europeo della prossima settimana, dove Francia e Germania insisteranno per un’azione urgente.
"Abbiamo bisogno di un quadro globale che completi la nostra cassetta degli attrezzi con nuovi strumenti giuridici, in modo snello e non burocratico", si legge nella lettera, firmata dal presidente Emmanuel Macron e dal cancelliere Friedrich Merz.
Il documento allegato avverte che "un massiccio shock industriale" sta colpendo settori centrali per il modello economico europeo, tra cui farmaceutica, aerospazio, automotive, macchinari industriali e chimica.
Nuovi poteri
La lettera chiede un nuovo strumento da attivare "quando i Paesi terzi cercano di compromettere, con mezzi politici o economici, il ripristino di condizioni di parità e di un mercato equo, provocando distorsioni gravi e sistematiche".
Questo strumento limiterebbe l’accesso al mercato unico europeo, che Parigi e Berlino considerano la principale leva dell’UE nei negoziati con la Cina.
I due Paesi vogliono decisioni rapide attraverso una procedura nota come comitologia, in cui i rappresentanti degli Stati membri esaminano le misure della Commissione.
Elemento decisivo, lo strumento verrebbe attivato "a meno che una maggioranza qualificata non si opponga", rendendo più semplice l’azione della Commissione.
Secondo il documento, lo strumento dovrebbe inoltre essere "neutrale rispetto ai Paesi, cogliere tutte le distorsioni di mercato, da una singola produzione a un intero settore, dai sussidi alla manipolazione valutaria".
L’obiettivo è consentire alla Commissione di mettere a punto soluzioni su misura che rispecchino gli interessi dell’UE e non impongano obblighi solo alle imprese europee.
Diversificare le forniture
La lettera chiede anche uno strumento per la diversificazione, già annunciato da von der Leyen durante l’ultimo Consiglio europeo a giugno.
Secondo il documento, tale strumento dovrebbe "ridurre le dipendenze europee, risolvere le attuali concentrazioni nelle catene di approvvigionamento e prevenire nuovi rischi di concentrazione, tenendo conto delle concentrazioni delle importazioni da un determinato Paese, impresa o nazionalità degli attori, della quota di mercato a livello globale".
In altre parole, Berlino e Parigi vogliono un quadro completo che persegua gli obiettivi di diversificazione in linea con l’agenda sulla sicurezza economica e che copra le distorsioni oltre la sfera commerciale.
Prepararsi alle ritorsioni
Il documento riconosce che eventuali misure di ritorsione metteranno probabilmente alla prova l’unità politica dell’UE e che un fronte compatto sarà essenziale in qualsiasi guerra commerciale con la Cina.
"L’UE deve essere preparata e deve tenere conto delle reazioni internazionali e delle possibili ritorsioni rispetto alle sue politiche, ai suoi strumenti e alle sue misure. Comprendere l’entità e la varietà delle coercizioni è fondamentale", prosegue il testo.
La proposta sollecita un inventario delle possibili misure di ritorsione e una valutazione del loro impatto su ciascuno Stato membro, insieme a una stretta coordinazione tra i leader dell’UE.
Rafforzare le difese commerciali
Il documento chiede inoltre misure per ridurre i rischi e spezzare le dipendenze, invitando la Commissione a utilizzare più intensamente gli strumenti di difesa commerciale, avviando più indagini di propria iniziativa e riallocando personale e risorse a loro sostegno.
Sostiene anche un approccio più ampio alle controversie commerciali settoriali, quando "la protezione per categorie ristrette di beni è ormai insufficiente di fronte a distorsioni più sistemiche e al dominio globale dei Paesi terzi sull’intera catena del valore di specifici settori".
Parigi e Berlino propongono inoltre modifiche mirate alle norme anti-dumping, anti-sovvenzioni e di salvaguardia per rendere più difficile aggirare le misure commerciali dell’UE.