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Ue-Cina, intesa su auto ibride e terre rare. Ma l'Europa vuole di più

Bruxelles e Pechino hanno avviato i negoziati sulle relazioni commerciali lo scorso giugno.
Bruxelles e Pechino hanno avviato i negoziati sulle loro relazioni commerciali lo scorso giugno. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Peggy Corlin
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Il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič ha definito l'accordo la fine della "prima fase" dei negoziati. Bruxelles punta a riequilibrare in modo sostanziale le relazioni commerciali con Pechino

L'Unione europea e la Cina cercano un'intesa per ridurre gli squilibri commerciali. Bruxelles punta a limitare le importazioni di auto ibride cinesi e a ottenere maggiori garanzie sulle forniture di terre rare, mentre Pechino si impegna a facilitare l'accesso al proprio mercato per alcuni prodotti europei.

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L'accordo, annunciato venerdì dal commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, rappresenta un primo passo diplomatico, ma resta da vedere se sarà sufficiente a placare le richieste di misure più incisive contro la concorrenza cinese.

Auto ibride cinesi, intesa per ridurre le esportazioni verso l'Ue

Dopo due giorni di colloqui a Pechino con il ministro cinese del Commercio Wang Wentao, Šefčovič ha annunciato un'intesa per moderare le esportazioni di veicoli ibridi e ibridi plug-in dalla Cina verso l'Unione europea.

"Abbiamo raggiunto un'intesa comune per moderare l'export di ibridi e ibridi plug-in dalla Cina verso l'Unione europea", ha dichiarato il commissario, secondo cui l'accordo apre la prospettiva di ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di questi veicoli.

L'intesa punta anche a migliorare l'accesso delle imprese europee al mercato cinese per prodotti che vanno dai componenti automobilistici all'olio d'oliva e alle calzature. Le esportazioni interessate valgono già oggi quasi 4 miliardi di euro e, secondo Šefčovič, la riduzione degli oneri doganali potrebbe generare risparmi per almeno 225 milioni di euro.

Terre rare, Pechino promette licenze più semplici

Un altro punto centrale dell'accordo riguarda le terre rare, materie prime strategiche per l'industria automobilistica, le tecnologie verdi e la difesa europea.

La Cina ha accettato di semplificare ulteriormente il rilascio delle licenze di esportazione per terre rare e magneti permanenti, ha spiegato Šefčovič. Si tratta di un tema cruciale per Bruxelles, che accusa Pechino di sfruttare la dipendenza europea da queste risorse come strumento di pressione economica.

Nel 2025, durante l'escalation della guerra commerciale con gli Stati Uniti, la Cina aveva introdotto restrizioni sulle esportazioni di terre rare, alimentando i timori europei sulle possibili conseguenze per le catene di approvvigionamento industriali.

Il commissario ha definito l'intesa la conclusione di una "prima fase dei negoziati". I dettagli dovranno ora essere valutati dai leader europei, attesi la prossima settimana a Bruxelles.

Disavanzo commerciale record, cresce la pressione su Pechino

L'accordo arriva in una fase di crescente preoccupazione per i rapporti economici tra le due potenze. Il disavanzo commerciale dell'Ue con la Cina ha raggiunto livelli record, pari a circa un miliardo di euro al giorno, mentre le importazioni a basso costo mettono sotto pressione diversi comparti industriali europei.

Da mesi la Commissione europea conduce negoziati per conto degli Stati membri, cercando di ottenere condizioni di concorrenza più equilibrate e maggiori opportunità per le imprese europee in Cina. Pechino, tuttavia, resta riluttante a rinunciare ai vantaggi garantiti dall'accesso al mercato europeo, che conta circa 450 milioni di consumatori.

Parallelamente, Bruxelles ha proposto nuove misure legislative per limitare l'accesso delle aziende cinesi al mercato interno e contrastare le pratiche considerate sleali.

Germania e Francia chiedono misure più dure

La disponibilità al dialogo non ha fermato le richieste di una linea più ferma nei confronti di Pechino. Lunedì Germania e Francia hanno sollecitato la Commissione europea a intervenire contro le pratiche commerciali cinesi che provocano gravi distorsioni del mercato. In un documento congiunto, i due Paesi hanno evocato anche la possibilità di un'esclusione immediata dal mercato interno, se necessario.

Mercoledì, inoltre, il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che chiede misure decise contro la Cina.

Venerdì è arrivato anche l'appello di 44 settori industriali europei, tra cui chimica, macchinari, metallurgia, solare, vetro e cemento. Le associazioni hanno avvertito che l'Europa non può proteggere la propria base industriale, i posti di lavoro qualificati e gli investimenti senza strumenti efficaci contro le pratiche commerciali scorrette e le distorsioni della concorrenza.

Il vertice europeo della prossima settimana sarà quindi un banco di prova per la strategia di Bruxelles: verificare se l'intesa raggiunta a Pechino possa produrre risultati concreti o se serviranno ulteriori misure per riequilibrare i rapporti commerciali con la Cina.

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