La Francia si prepara a presentare un piano per liberare le riserve petrolifere d’emergenza dopo le pressioni degli Stati Uniti, valutando un rilascio congiunto di greggio e diesel. Il presidente Emmanuel Macron terrà una riunione del G7 in videoconferenza venerdì
La Francia sta valutando di rilasciare parte delle scorte petrolifere di emergenza per attenuare il forte aumento dei prezzi del diesel e affrontare le preoccupazioni sull'approvvigionamento, secondo quanto riferito da tre diplomatici dell'UE.
L'idea è stata avanzata durante una riunione tra la Commissione europea e i Paesi dell'UE venerdì mattina, poco dopo che il presidente francese Emmanuel Macron aveva parlato con il presidente statunitense Donald Trump della situazione energetica mondiale.
Secondo i diplomatici, la Francia non ha ancora presentato una proposta formale, ma ha suggerito di rilasciare 50 milioni di barili di dieselinsieme ad altri 50 milioni di barili di petrolio greggio provenienti dalle scorte di emergenza dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE).
"Gli Stati Uniti hanno chiesto 100 milioni di barili, ma l'UE non accetta e la Francia ha proposto la formula 50 + 50", ha dichiarato a Euronews un diplomatico dell'UE.
Gli Stati Uniti stanno facendo pressione sui Paesi europei perché mettano sul mercato una quota maggiore delle loro riserve strategiche di petrolio, mentre Washington cerca di contenere l'aumento dei prezzi dei carburanti in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. L'amministrazione Trump sta valutando anche un divieto di esportazione di diesel.
La reazione dell'UE
In precedenza, il segretario all'Energia degli Stati Uniti aveva suggerito che l'UE rilasciasse 120 milioni di barili dalle proprie riserve nell'arco di tre mesi, come alternativa a un drastico divieto statunitense di esportazione di diesel.
Macron ha in passato definito un eventuale divieto statunitense di esportazione di diesel come "catastrofico", con la Francia tra i Paesi che si prevede sarebbero più colpiti.
Il prezzo del Brent ha superato i 100 dollari al barile il 1º ottobre, spinto dall'invio di una terza portaerei statunitense in Medio Oriente e dalla sospensione delle esportazioni di carburante da parte della Cina.
Al termine della riunione sull'energia di venerdì, la Commissione europea ha dichiarato che l'UE è "pronta ad agire collettivamente", sottolineando però che l'AIE sarebbe responsabile dell'organizzazione di un eventuale rilascio di scorte.
La ripartizione proposta tra diesel e greggio è significativa perché il diesel può arrivare ai consumatori più rapidamente, mentre il greggio deve prima essere raffinato in carburante.
Qualsiasi rilascio richiederebbe inoltre un coordinamento tra i Paesi che partecipano al sistema di scorte di emergenza dell'AIE.
Nel pomeriggio di venerdì è prevista una videoconferenza dei leader del G7, con la Francia che detiene attualmente la presidenza del gruppo.
"L'obiettivo è coordinare le misure per contribuire ad attenuare le pressioni sui prezzi e garantire le forniture di petrolio greggio e di prodotti raffinati, sia tra i Paesi del G7 che a livello mondiale", ha dichiarato l'Eliseo.