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Esclusivo: Quello del G7 non è un nuovo impegno, i 100 milioni di barili compresi nei 400 già stanziati da IEA

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen (a destra) e Fatih Birol, direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia, durante conferenza stampa, dicembre 2025.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale per l'energia, in conferenza stampa a dicembre 2025 -  Diritti d'autore  Harry Nakos/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Harry Nakos/Copyright 2025 The AP. All rights reserved.
Di Marta Pacheco
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Secondo un documento della Commissione europea visionato in esclusiva da Euronews, l’annuncio del G7 di ottobre punta a completare il rilascio d’emergenza delle scorte petrolifere deciso a marzo scorso dall’AIE. Non è un nuovo impegno da 100 milioni di barili da aggiungere ai 400 già stanziati

La proposta del rilascio da parte del G7 di fino a 100 milioni di barili di petrolio per frenare il caro energia punta a completare la parte restante del rilascio d'emergenza da 400 milioni di barili coordinato a marzo dall'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), secondo un documento interno della Commissione europea visionato da Euronews.

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I 100 milioni di barili citati nella dichiarazione del G7 possono rientrare nell'azione già in corso, a condizione che tutti rispettino i loro impegni

"Dei 400 milioni di barili, 326 milioni sono già stati rilasciati. Poiché alcuni membri hanno superato le quote previste, i 100 milioni di barili citati nella dichiarazione del G7 possono rientrare nell'azione già in corso, a condizione che tutti rispettino i loro impegni", si legge nel documento.

Cosa aveva deciso l'AIE sul rilascio di barili dalle corte di greggio e disel

I membri dell'AIE hanno appoggiato l'idea di accelerare i rilasci decisi a marzo e di completarli 'il prima possibile' nel corso di una riunione dell'Agenzia, tenuta insieme alla Commissione europea il 7 ottobre.

La corsa è seguita a un ultimatum di Washington, che ha fatto pressione sull'Europa perché rilasciasse più greggio e diesel minacciando un divieto di esportazione sul diesel USA. I mercati petroliferi globali restano volatili a causa delle continue perturbazioni in Medio Oriente e giovedì il Brent è stato scambiato a 105 dollari al barile.

Il direttore dell'AIE Fatih Birol ha dichiarato che i flussi di greggio dal Medio Oriente si stanno riprendendo in misura significativa. I flussi di prodotti raffinati, come diesel o cherosene, restano però fortemente limitati, con le interruzioni delle capacità di raffinazione russe e il divieto di esportazione imposto dalla Cina che inaspriscono ulteriormente la stretta.

Nella riunione AIE-UE, tutti i partecipanti hanno sostenuto la necessità di dare priorità alle scorte di diesel, dato l'attuale scarso margine sul mercato, con i dati dell'AIE che indicano "una reale interruzione fisica delle forniture di diesel".

Come si sono comportati gli stati UE di fronte alle decisioni dell'AIE

Diversi governi europei hanno già rispettato i propri obblighi, mentre altri devono ancora completare le procedure nazionali.

Pur esistendo un accordo politico, l'attuazione concreta dipende dalle decisioni nazionali su come contabilizzare e rilasciare le scorte strategiche.

Grecia, Italia e Portogallo hanno rispettato gli impegni assunti. Le scorte petrolifere d'emergenza di Francia, Germania, Paesi Bassi e Spagna sono ancora in fase di valutazione.

Il Portogallo ha sollevato dubbi sull'efficacia con cui l'AIE gestisce i rilasci d'emergenza e ha affermato che prenderà in considerazione nuovi impegni solo quando tutti i membri avranno rispettato quelli esistenti, osservando che a livello UE restano in sospeso circa 50 milioni di barili, secondo il documento.

La Grecia vuole sapere quanto margine di tempo abbia finora garantito il rilascio deciso a marzo.

Perché il documento visionato da Euronews chiarisce il linguaggio ambiguo del G7

Il documento interno visionato da Euronews chiarisce la formulazione, considerata piuttosto ambigua, utilizzata dal G7 nelle sue ultime comunicazioni.

Il 2 ottobre il gruppo ha dichiarato che avrebbe rispettato i suoi impegni attraverso un rilascio coordinato di 100 milioni di barili nell'arco di quattro mesi, con una consistente quota di diesel anticipata nei primi 20 giorni. Ha collegato la misura alla "piena e immediata attuazione" degli impegni presi a marzo 2026.

La Commissione ha rinviato all'AIE le domande di Euronews sui dettagli dell'ultima dichiarazione del G7.

L'AIE non ha risposto alle richieste di chiarimento di Euronews sui volumi e sui prodotti raffinati.

Nella dichiarazione del 7 ottobre, il G7 ha affermato che i partecipanti alla riunione AIE-UE "hanno sottolineato il loro impegno a dare attuazione all'Azione collettiva di marzo 2026".

L'intervento di marzo è stato una risposta straordinaria allo shock di offerta dal Medio Oriente, seguito agli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l'Iran del 28 febbraio e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

I membri dell'AIE avevano inizialmente concordato di rendere disponibili al mercato 400 milioni di barili, in gran parte sotto forma di greggio, con i Paesi europei chiamati a fornire una quota maggiore di prodotti raffinati.

Perché si pensa già a un nuovo rilascio di barili dalle scorte AIE

L'AIE ha affermato che i membri dispongono ancora di circa 1,1 miliardi di barili di scorte d'emergenza detenute dal settore pubblico, inclusi più di 200 milioni di barili di diesel.

L'agenzia con sede a Parigi non ha escluso ulteriori rilasci, se necessario. Per ora sta cercando di utilizzare fino in fondo i barili ancora disponibili nel meccanismo concordato sette mesi fa.

L'AIE ha dichiarato che i rilasci di marzo hanno già contribuito a coprire in parte il divario di offerta, ma ha sottolineato che i mercati del diesel restano particolarmente tesi, rendendo l'intervento di ottobre diverso per impostazione rispetto a quello di marzo.

Il prossimo banco di prova politico sarà il 15 ottobre, quando il Consiglio direttivo dell'AIE riunirà i governi per definire i dettagli dell'operazione, compresi i volumi, la tempistica e il tipo di prodotti petroliferi raffinati da rilasciare.

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