Prima dell'apertura delle Borse europee, giovedì mattina i listini asiatici e i futures USA sono risultati contrastati, penalizzati dai colossi tech dopo utili di Alphabet sotto le attese.
L'ultima tornata di risultati dei colossi tecnologici statunitensi ha scosso i mercati, alimentati dalle alte aspettative degli investitori sulla scia della corsa globale all'intelligenza artificiale.
I titoli di Alphabet Inc., la holding che controlla Google, sono scesi di circa il 10% nelle contrattazioni dopo la chiusura. Il colosso tecnologico con sede in California ha registrato ricavi trimestrali deludenti per gli investitori, alimentando dubbi sulla capacità di generare vendite sufficienti a giustificare i suoi ingenti investimenti nell'IA.
I titoli Microsoft, invece, hanno guadagnato quasi il 3% nelle contrattazioni fuori orario, grazie a risultati trimestrali superiori alle attese.
Mercoledì l'indice S&P 500 di Wall Street è salito dello 0,3% e il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,2%. Il Nasdaq Composite, a forte componente tecnologica, è avanzato dello 0,3%.
Sul mercato obbligazionario, il rendimento dei Treasury decennali statunitensi è sceso sotto il 5,00% dopo aver toccato brevemente circa il 5,04% mercoledì. Anche il rendimento dei titoli a due anni si è stabilizzato al 4,68%, in calo da oltre il 4,77% segnato mercoledì.
Nelle negoziazioni di giovedì mattina, il Brent, il riferimento internazionale per il petrolio, è sceso dell'1,2% a 110,32 dollari al barile. È comunque ben al di sopra dei circa 72 dollari al barile registrati prima dell'inizio della guerra con l'Iran, a fine febbraio.
Il greggio statunitense di riferimento (WTI) è diminuito dell'1,3% a 101,46 dollari al barile.
Il dollaro statunitense è sceso a 157,72 yen giapponesi da 157,84 yen. L'euro veniva scambiato a 1,1146 dollari, in lieve calo rispetto a 1,1154.
Nel frattempo gli investitori stavano valutando anche le ultime indicazioni arrivate dalla Federal Reserve. Come previsto, essa ha lasciato invariati i tassi al termine della riunione di politica monetaria di mercoledì. Due membri della Fed si sono espressi a favore di un rialzo e, secondo gli analisti, un aumento a dicembre è probabile, dato che l'inflazione resta troppo elevata.
I mercati attendono l'esito della riunione della Banca centrale europea in programma più tardi oggi. La Banca del Giappone dovrebbe invece confermare l'attuale impostazione quando concluderà la riunione di politica monetaria venerdì.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre l'1% nonostante le autorità statunitensi abbiano avvertito che nuove azioni militari contro l'Iran potrebbero arrivare dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.
Nelle contrattazioni asiatiche, il Nikkei 225 giapponese è salito dello 0,2% a 64.073,17 punti. Le azioni di SoftBank Group, investitore in OpenAI, hanno perso lo 0,5%.
In Corea del Sud l'indice Kospi ha ceduto il 2,2% a 5.880,25 punti.
Samsung Electronics, uno dei titoli principali del mercato coreano, è scesa del 5,4% nonostante abbia annunciato risultati trimestrali solidi. Le ultime misure sulla distribuzione di valore agli azionisti hanno però deluso parte del mercato. Il produttore di chip di memoria SK Hynix è salito dell'1,6%. Il giorno prima le sue azioni erano balzate del 10,9% grazie a risultati trimestrali migliori delle attese.
Il Taiex di Taiwan, che ha beneficiato a sua volta del boom dell'IA, ha chiuso in calo dell'1,9%.
A Hong Kong l'indice Hang Seng è avanzato di meno dello 0,1%, attestandosi a 23.101,86 punti. Il Shanghai Composite è arretrato dello 0,9% a 3.647,12 punti.
In Australia l'indice S&P/ASX 200 è salito dello 0,5% fino a 8.888,50 punti.