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Difesa, 5,4 miliardi all'Ungheria: l'Ue chiude il primo ciclo del programma Safe

Il primo ministro ungherese Péter Magyar con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles, il 29 aprile 2026
Il primo ministro ungherese Péter Magyar con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles, il 29 aprile 2026 -  Diritti d'autore  AP
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Di Angela Skujins
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La Commissione europea ha approvato la richiesta dell'Ungheria di un prestito per la difesa da 5,4 miliardi di euro. Ha così completato il primo ciclo di assegnazioni del programma Safe, lasciando poco più di 21 miliardi disponibili per un nuovo ciclo di finanziamenti

La Commissione europea ha approvato la richiesta dell'Ungheria di un prestito per la difesa da 5,4 miliardi di euro nell’ambito del programma Security Action For Europe (Safe), chiudendo ufficialmente il primo ciclo di finanziamenti, pensato per rafforzare la prontezza militare dell’Europa.

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Il primo ministro ungherese Péter Magyar ha ridotto l’importo richiesto da 16,4 a 5,4 miliardi di euro dopo il suo insediamento ad aprile. La domanda ufficiale, rivista, è stata poi presentata a fine settembre. Magyar avrebbe riesaminato la proposta iniziale anche per via dei presunti rischi di corruzione legati al precedente governo.

Restano ancora 21 miliardi di euro nella dotazione di Safe

Prima che i fondi possano essere erogati, però, la richiesta deve ottenere il via libera dei governi dell'Ue. Successivamente il contratto di prestito dovrà essere firmato dai rappresentanti di Bruxelles e Budapest.

Il portavoce della Commissione europea Thomas Reginer ha confermato che restano oltre 21 miliardi di euro nella dotazione complessiva da 150 miliardi. Gli Stati membri saranno invitati a manifestare interesse per ulteriori prestiti, o per nuovi, entro dicembre. In seguito la Commissione li esaminerà.

Paesi come l’Irlanda, che non ha richiesto un prestito Safe nella fase iniziale, hanno già manifestato l’intenzione di partecipare al prossimo ciclo. A ottobre la ministra della Difesa Helen McEntee ha dichiarato: "Ho espresso chiaramente questa ambizione".

In totale, 19 Stati membri hanno presentato domande di prestito nell'ambito del programma Safe, per un ammontare complessivo di 129 miliardi di euro. Il piano rappresenta uno dei pilastri del piano ReArm Europe 2030 della Commissione europea, che punta ad accelerare gli ordini, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento e rafforzare la capacità produttiva, sostenendo gli Stati negli acquisti congiunti.

Alla Polonia la quota maggiore: 43 miliardi di euro

Tra questi figurano munizioni, sistemi di droni e anti-drone, difesa aerea, mobilità militare e capacità di guerra elettronica. Diverse agenzie di intelligence hanno indicato il 2030 come l’anno in cui la Russia potrebbe lanciare un’aggressione armata contro la Nato.

Il programma promuove gli appalti congiunti, una cooperazione industriale più stretta e una maggiore interoperabilità tra i Paesi europei. Almeno il 65% dei costi dovrà andare a componenti provenienti dall'Ue, dall’Ucraina e da alcuni Paesi dello Spazio economico europeo e dell’Associazione europea di libero scambio. Il restante 35% può provenire da qualsiasi Paese terzo.

La Polonia ha ottenuto il prestito più elevato, pari a 43 miliardi di euro, mentre la Danimarca ha richiesto quello più contenuto, pari a 46,8 milioni di euro.

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