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Capo della difesa UE avverte: rischio carenza di carburante se l'Europa va in guerra

Soldati della Bundeswehr tedesca al poligono di tiro di Pabrade, vicino alla capitale Vilnius, in Lituania, lunedì 6 maggio 2024.
Soldati della Bundeswehr tedesca al poligono di Pabrade, vicino alla capitale Vilnius, Lituania, lunedì 6 maggio 2024. -  Diritti d'autore  AP
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Di Angela Skujins
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Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha avvertito che l’Europa deve essere pronta ad aumentare rapidamente la produzione di energia per alimentare i suoi eserciti in caso di conflitto

L'Europa deve assicurarsi di poter aumentare rapidamente la produzione di carburante per aerei e diesel per sostenere le proprie forze armate in caso di guerra. Lo ha avvertito mercoledì il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius.

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Kubilius ha spiegato che le scorte attuali sono sufficienti: in tempo di pace il consumo di carburante delle forze armate rappresenta circa l'8 per cento della capacità totale, secondo i dati del settore. Ma in caso di conflitto la domanda potrebbe aumentare in modo drastico.

"Se dovesse arrivare una crisi, il fabbisogno potrebbe essere molto più elevato", ha avvertito.

"In una crisi militare, secondo il modello di forze della NATO, nei primi dieci giorni l'Alleanza dovrà spostare e sostenere 100mila soldati, e possiamo immaginare cosa significhi in termini di consumo e produzione di carburante".

Kubilius non ha saputo indicare per quanto tempo l'Europa sarebbe in grado di respingere un aggressore con le attuali scorte di carburante, poiché questi dati sono riservati.

Le dichiarazioni sono arrivate dopo il primo dialogo della Commissione europea sulla capacità di raffinazione nell'Ue. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva promosso l'incontro alla luce della carenza di energia che interessa l'Europa e delle possibili conseguenze sulle capacità militari del continente.

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della NATO e dell'industria.

Le raffinerie europee, che trasformano il petrolio greggio in prodotti come cherosene per l'aviazione e diesel, da anni chiudono o riducono la capacità produttiva. Gli impianti invecchiati sono diventati meno redditizi e i modelli di domanda sono cambiati.

I conflitti internazionali, tra cui la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, hanno reso più difficile per l'Europa assicurarsi forniture energetiche affidabili a prezzi accessibili.

L'UE ha un obiettivo giuridicamente vincolante di ridurre del 90 per cento le emissioni di carbonio entro il 2040.

Il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen, ha dichiarato che l'Europa continuerà a ridurre la propria dipendenza dai combustibili fossili e a rispettare questo obiettivo. Nell'immediato, tuttavia, è necessario garantire un'ampia disponibilità di fonti energetiche convenzionali.

"Il diesel e il carburante per aerei sono essenziali per la mobilità, per l'economia nel suo complesso e per la nostra difesa", ha affermato.

"Dobbiamo creare condizioni favorevoli a una produzione interna sufficiente di carburanti in Europa, garantendo al tempo stesso la sostenibilità a lungo termine delle raffinerie europee mentre l'Ue procede verso la decarbonizzazione".

I carburanti più importanti per le forze armate europee sono quelli per l'aviazione, necessari a mantenere operative le flotte aeree, e il diesel, utilizzato anche per alimentare i sistemi di generazione elettrica di riserva nelle basi militari.

Un portavoce della Nato ha dichiarato a Euronews che è "fondamentale" che la capacità produttiva europea di carburanti possa soddisfare sia la domanda civile sia quella militare durante le crisi e i conflitti. Gli alleati si sono inoltre impegnati a garantire un accesso continuativo a queste forniture.

A luglio, i Paesi membri della NATO hanno approvato un piano da 27 miliardi di euro per il programma di potenziamento delle capacità della catena di approvvigionamento dei carburanti dell'Alleanza.

L'iniziativa mira a modernizzare le infrastrutture per lo stoccaggio e la distribuzione dei carburanti, in particolare gli oleodotti nelle aree orientali e sud-orientali del territorio dell'Alleanza, oltre a sviluppare altre capacità.

L'obiettivo, ha spiegato il portavoce, è garantire la "prontezza operativa per il combattimento".

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