Il governo del primo ministro ungherese Péter Magyar ha ridotto in modo significativo la richiesta di prestito Ue per la difesa, da 16,4 a 5,4 miliardi di euro, ha annunciato Bruxelles venerdì
Le autorità ungheresi hanno informato Bruxelles che intendono limitare la loro richiesta di un prestito europeo per la difesa a 5,4 miliardi di euro nell’ambito del programma dell’Ue Security Action For Europe (SAFE), ha confermato venerdì il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier.
Questo nuovo importo è meno della metà dei 16,4 miliardi di euro richiesti inizialmente dall’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán.
La proposta iniziale era stata contestata dal successore di Orbán, Péter Magyar, che ha assunto la carica ad aprile. Secondo quanto si apprende, Magyar voleva riesaminare il piano originario a causa dei presunti rischi di corruzione legati al precedente governo.
"Abbiamo sempre detto con chiarezza alle nuove autorità e al nuovo governo ungherese che avrebbero potuto valutare la situazione attuale e ora hanno deciso di chiedere meno di quanto avevamo inizialmente assegnato all’Ungheria", ha aggiunto Regnier.
Anche l'Italia i fondi richiesti all'Ue nell'ambito del prestito SAFE
Venerdì è stato confermato anche l’ammontare del prestito SAFE per la difesa richiesto dall’Italia: Regnier ha precisato che l’Italia ha presentato una richiesta formale per otto miliardi di euro nell’ambito del programma.
Si tratta anche in questo caso di circa la metà dei 14,9 miliardi di euro inizialmente previsti dal governo di Giorgia Meloni.
L’annuncio arriva dopo negoziati tesi tra Bruxelles e Roma sull’ammontare del prestito, che non è mai stato formalmente definito ma ha comunque suscitato malumori tra le due capitali.
Il programma di prestiti SAFE a basso interesse è stato lanciato da Bruxelles lo scorso anno per rafforzare le industrie della difesa e la prontezza militare in tutta l’Unione, in risposta alla minaccia posta dalla Russia.
Il programma dispone di una dotazione complessiva di 150 miliardi di euro, da ripartire tra 19 Stati membri.
SAFE rientra nel piano Readiness 2030 della Commissione, che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per la difesa entro la fine del decennio. Il programma pone un’attenzione particolare al rafforzamento degli acquisti di prodotti di difesa considerati prioritari.
Nel quadro del programma, almeno il 65% del valore del sistema d’arma acquistato deve provenire da uno Stato membro dell’Ue, dall’Ucraina o da un Paese appartenente allo Spazio economico europeo o all’Associazione europea di libero scambio. Il restante 35% può provenire da qualunque Paese terzo.