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Spagna, il ministro dei Trasporti: "Inspiegabile il via libera al treno"

Oscar Puente, ministro dei Trasporti della Spagna
Oscar Puente, ministro dei Trasporti della Spagna -  Diritti d'autore  Ministerio de Tranportes
Diritti d'autore Ministerio de Tranportes
Di Marina Neila
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Il ministro dei Trasporti spagnolo ha spiegato che un guasto informatico ha messo fuori uso il sistema automatizzato, facendo scattare un meccanismo di blocco per vari treni. Il centro di controllo ha però opi autorizzato l’AVE a riprendere la marcia normalmente

Il ministro dei Trasporti della Spagna, Óscar Puente, ha confermato un bilancio di almeno 64 morti e 50 feriti nell'incidente ferroviario avvenuto mercoledì in Castilla-La Mancha. Ha quindi definito il sinistro "uno dei momenti più duri che si possano affrontare" e ha espresso solidarietà ed empatia alle vittime. Ha inoltre descritto quanto accaduto come un "incidente inverosimile" e ha assicurato che si sta indagando sulle circostanze dello scontro.

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Il luogo dell'incidente tra due treni avvenuto a Urda, in Spagna, mercoledì 28 ottobre 2026
Il luogo dell'incidente tra due treni avvenuto a Urda, in Spagna, mercoledì 28 ottobre 2026 AP Photo/Manu Fernandez

Secondo quanto indicato, un guasto informatico avrebbe provocato il blocco del sistema di controllo ferroviario LZB in un tratto di 63 chilometri in cui si trovavano circa sei treni. Tuttavia, il ministro ha sottolineato che il problema non è stato l'elemento determinante, perché si è attivato un meccanismo di sicurezza che ha fermato i convogli.

Un guasto informatico al momento dello scontro, ma non è stato l'elemento determinante

Dopo l'arresto del sistema, il centro di controllo ha assunto la gestione della circolazione e ha stabilito comunicazioni con i treni interessati. È stato allora che, secondo Puente, una o più persone del centro di controllo, senza che sia ancora chiaro se la decisione sia stata individuale o collettiva, hanno autorizzato l'AVE a riprendere la marcia in condizioni di normalità, nonostante dovesse procedere secondo il protocollo di "marcia a vista".

Il ministro ha spiegato che la procedura corretta sarebbe stata autorizzare la ripresa della circolazione proprio con la "marcia a vista", che impone al macchinista di avanzare a una velocità sufficientemente ridotta da poter fermare il treno davanti a qualsiasi ostacolo, problema o altro convoglio presente sulla linea. Puente ha definito "inspiegabile" la decisione di permettere che l'AVE riprendesse la marcia normalmente, invece di applicare questa misura di sicurezza.

In ogni caso, Puente ha evitato di indicare responsabili e ha lasciato all'inchiesta l'accertamento di eventuali responsabilità. Il ministro ha precisato che il suo racconto si basa esclusivamente sui fatti verificati finora. L'AVE ha percorso circa 25 chilometri su un tratto in cui è consentito viaggiare a velocità fino a 200 chilometri orari, finché non è entrato in collisione con il treno di Iryo che era fermo. L'impatto si è verificato alle 8.53 del mattino.

Interrogato sulla sicurezza del trasporto su rotaia, Puente ha sostenuto che "il sistema ferroviario è sicuro", pur riconoscendo che esistono limiti, soprattutto legati all'intervento umano. Infine, a una domanda una possibili dimissioni ha risposto: "Non sto pensando a me stesso". Le circostanze dell'incidente e le decisioni assunte dopo il guasto informatico restano da chiarire.

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