Due tra gli studios cinematografici più antichi degli Stati Uniti hanno completato la loro fusione, riunendo sotto lo stesso tetto CNN, HBO e franchise come Il Padrino e Harry Potter.
Paramount ha completato l'acquisizione di Warner Bros. Discovery per 81 miliardi di dollari (72 miliardi di euro), hanno annunciato martedì le due società, dando vita a un nuovo gigante di Hollywood chiamato Skydance.
La fusione riunisce HBO Max, film che vanno da "Harry Potter" a "Sinners" e reti come CNN sotto lo stesso tetto di Paramount+, CBS e titoli come "Top Gun" e "Il padrino".
"Oggi è un giorno storico, non solo per Skydance ma per l'intero settore", ha dichiarato in un comunicato l'amministratore delegato David Ellison.
L'operazione concentra ulteriormente il potere in un'industria già controllata da pochi grandi gruppi. La Skydance di Ellison ha acquistato Paramount lo scorso anno in un accordo da 8 miliardi di dollari (7,1 miliardi di euro) e subito dopo ha puntato Warner.
Ne è seguita una tumultuosa battaglia, durata un anno, sul futuro di Warner. Inclusi i miliardi di dollari di debito, l'acquisizione di Warner da parte di Paramount arriva a quasi 111 miliardi di dollari (98,6 miliardi di euro).
La nuova società avrà ricavi annui vicini ai 70 miliardi di dollari (62,5 miliardi di euro) e punta a oltre 6 miliardi di dollari (5,4 miliardi di euro) di risparmi sui costi all'anno entro tre anni. Ellison sarà presidente e amministratore delegato, mentre l'ex numero uno di Mattel, Ynon Kreiz, seguirà la gestione operativa quotidiana e l'integrazione delle due attività.
Ellison prevede inoltre di fondere gradualmente Paramount+ e HBO Max in un unico servizio di streaming. Le azioni Skydance hanno iniziato a essere negoziate martedì alla Borsa di New York con il simbolo "SKYD".
Guerra di offerte con Netflix
I primi passi della corsa di Paramount per Warner si sono trasformati in una caotica guerra di offerte.
Alcuni mesi dopo aver comunicato di essere pronta a vendere parti o persino l'intero gruppo, Warner ha inizialmente siglato a dicembre un accordo di studio e streaming con Netflix. Ma Paramount, controllata da Skydance, che sosteneva che i vertici di Warner "non avevano mai avviato un confronto significativo" sulle proposte precedenti, ha lanciato rapidamente un'offerta ostile per rilevare l'intera società, includendo reti come CNN e Discovery.
Le aziende hanno trascorso buona parte dell'inizio del 2026 in un acceso botta e risposta su chi avesse l'offerta più solida sul tavolo, con la dirigenza di Warner che ha ripetutamente indicato Netflix come il partner preferito. Paramount però ha alzato infine la proposta per acquistare l'intera Warner a 31 dollari per azione, e Netflix ha scelto di sfilarsi dalla corsa. Warner e Paramount hanno firmato un accordo di fusione a fine febbraio.
Le star di Hollywood prendono posizione
Dalle cerimonie di premiazione alle petizioni online, le celebrità e i creativi di serie A hanno fatto sentire la loro voce.
Ad aprile, migliaia di attori, sceneggiatori e registi, tra cui Jane Fonda, Mark Ruffalo, Denis Villeneuve e J.J. Abrams, hanno firmato una lettera contro la fusione, avvertendo del rischio di meno posti di lavoro e meno scelta per il pubblico.
L'opposizione è emersa anche durante la stagione dei premi, con spille #BlockTheMerger e discorsi di ringraziamento molto critici. Ritirando il suo Emmy il mese scorso, Sally Field ha detto: "Non possiamo permettere che quelle voci vengano zittite, indebolite o fuse".
Dall'altra parte, Tom Cruise e James Cameron hanno sostenuto Paramount, mentre Ellison ha ribadito il suo impegno per l'uscita dei film in sala. Il futuro delle pellicole sul grande schermo era stato anche uno dei principali motivi di preoccupazione per i critici della precedente offerta di Netflix.
Trump e l'indipendenza editoriale di CNN
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato regolarmente i servizi di CNN e ha chiesto che la rete fosse venduta durante la battaglia per il controllo. La sua amministrazione ha anche accolto con favore la prospettiva che Ellison ne prendesse le redini. A marzo, il segretario alla Difesa USA Pete Hegseth ha dichiarato: "Prima David Ellison prenderà il controllo di quella rete, meglio sarà".
Ellison ha assicurato che l'indipendenza editoriale sarà mantenuta a CNN. In base a un accordo con 12 Stati, la società ha accettato di creare un "News Editorial Independence Board" (Consiglio per l'indipendenza editoriale delle notizie) che vigilerà su CNN e CBS. Ma i critici ricordano il caos già registrato a CBS sotto la proprietà Skydance e mettono in dubbio l'efficacia del board, visto l'influenza di Ellison sulle nomine. La nuova società manterrà Mark Thompson come direttore di CNN.
La sorveglianza è ancora più intensa per i legami di lunga data tra Trump e la famiglia Ellison, anche se il presidente ha continuato a criticare la copertura di CBS sotto la gestione Skydance.
Gli investimenti del Golfo alimentano timori di ingerenze
Per finanziare l'acquisizione di Warner, Paramount ha ottenuto miliardi di dollari di sostegno da tre Paesi del Golfo: Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. La Federal Communications Commission (FCC), l'autorità statunitense per le comunicazioni, ha approvato la richiesta dell'azienda di un'ampia partecipazione indiretta da parte di questi investitori esteri.
In precedenza Paramount aveva indicato che si aspettava che quei fondi possedessero indirettamente quasi il 50% del capitale della nuova società, ma senza diritti di voto. Il gruppo ha chiesto l'autorizzazione perché gli investitori stranieri potessero arrivare a detenere fino al 100% delle partecipazioni indirette nel capitale, per tenere conto di eventuali investimenti futuri. L'FCC ha concesso il via libera, sostenendo tra l'altro che un maggiore accesso ai capitali avrebbe rafforzato il settore radiotelevisivo e sarebbe quindi "nell'interesse pubblico".
I critici, tra cui l'unica commissaria democratica della FCC, Anna Gomez, hanno definito la decisione allarmante e senza precedenti. A loro avviso un investimento così massiccio apre la porta a forme di influenza dietro le quinte.
Gli accordi giudiziari rimuovono gli ultimi ostacoli legali
Paramount ha superato in estate gli ostacoli antitrust per l'acquisizione di Warner, ottenendo il via libera dalle autorità garanti di tutto il mondo, compreso il Dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Trump.
Ma a luglio i procuratori generali democratici di 12 Stati, guidati dal californiano Rob Bonta, hanno fatto causa per bloccare la fusione, sostenendo che la nuova entità avrebbe "cancellato la concorrenza" e ridotto le opzioni per i consumatori, in particolare per gli spettatori in sala e gli abbonati alla tv via cavo negli Stati Uniti.
La Writers Guild of America, il sindacato degli sceneggiatori, ha presentato a sua volta un ricorso. Paramount ha inizialmente accettato di rinviare il completamento dell'operazione all'anno prossimo mentre i ricorsi avanzavano verso un processo antitrust.
Gli accordi transattivi sono arrivati a settembre. I termini negoziati con gli Stati, poi approvati da un giudice, includono l'impegno dell'azienda ad aumentare la produzione cinematografica negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni, investire nella formazione e nello sviluppo professionale del personale e istituire un board per l'indipendenza editoriale di CNN e CBS.
La chiusura di questi contenziosi ha eliminato un ostacolo decisivo al completamento dell'intesa. I critici hanno denunciato gli accordi come una resa alle pressioni delle corporation e hanno giudicato i rimedi troppo deboli.