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Meloni difende i conti pubblici ma l'Italia resta nella procedura Ue

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la trasmissione "Porta a porta", Roma, Martedì 22 settembre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la trasmissione "Porta a porta", Roma, Martedì 22 settembre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Diritti d'autore  LaPresse
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Di Lisa Duso
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La premier sottolinea il calo dall'8,1%, ma il dato resta sopra la soglia del 3% necessaria per uscire dall'infrazione

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al programma "Porta a Porta" su Rai 1, ha difeso il risultato ottenuto con i conti pubblici italiani nonostante l'Italia non sia in grado di uscire dalla procedura Ue per deficit eccessivo e non avrà più margini per la prossima manovra.

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Sul fronte scolastico, ha confermato la necessità di intervenire sulla distribuzione degli studenti stranieri nelle classi, rilanciando il dibattito seguito alla sua proposta di introdurre un tetto massimo.

Meloni ha inoltre risposto alle parole del presidente Sergio Mattarella che ha invitato a "non formare ghetti", ricordando che, quando era ministro dell'Istruzione, "aveva firmato circolari volte a evitare la concentrazione degli studenti stranieri nelle stesse classi".

Deficit, "Dispiaciuta per il 3,08%"

Il dato sull'indebitamento della pubblica amministrazione resta appena al di sopra della soglia europea del 3%. Meloni ha detto di essere "dispiaciuta" per il risultato, ricordando il percorso di riduzione del deficit realizzato dal governo.

"Nella stessa giornata in cui l'Istat dice che siamo a 3,08 dice anche che rivede le stime della crescita del 2024", spiega.

"Quando ci dissero che la crescita italiana era stata dello 0,7, oggi si scopre che è dell'1, era è è stata dell'1,1%, c'è un errore del 30%" ha denunciato la presidente del Consiglio. "È accaduto ogni anno che dopo un anno sono state riviste in crescita", ha aggiunto Meloni, chiedendosi se l'Istat "sottostimi gli italiani o il governo", dicendosi preoccupata che una situazione analoga possa ripetersi nei prossimi anni.

"Abbiamo fatto un lavoro molto complesso che ci ha portato a ridurre il deficit dall'8,1 al 3,08", ha rivendicato la premier,"quindi il classico hai fatto 30, eri molto vicino al 31. Stare sotto il 3% ci avrebbe consentito di uscire dall'infrazione in anticipo".

La permanenza nella procedura d’infrazione impone all’Italia di ridurre il deficit strutturale di 0,5 punti di Pil all’anno e di rispettare i vincoli sulla spesa. Inoltre, rende più complesso utilizzare la clausola europea che permetterebbe di escludere dal calcolo del deficit fino a 1,5 punti di Pil di spesa aggiuntiva per difesa ed energia nel prossimo biennio.

La manovra dovrebbe comunque aggirarsi intorno ai 25 miliardi di euro, da finanziare attraverso tagli e nuove entrate.

Limite degli studenti stranieri nelle scuole

Il governo intende intervenire sulla distribuzione degli studenti stranieri nelle classi, con l'obiettivo di evitare concentrazioni di alunni che non parlano italiano.

La proposta, annunciata domenica, prevede un tetto alla presenza di studenti stranieri per classe, insieme a misure sull'apprendimento della lingua italiana e al divieto di burqa e niqab nelle scuole.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita per l'inizio dell'anno in una scuola di Amatrice, ha parlato invece lunedì di una "scuola aperta a tutti", che deve aiutare a superare "i muri dell’indifferenza" e "l'incomunicabilità", oltre ad aiutare "a non formare ghetti".

Mattarella ha descritto la scuola come "la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati".

Meloni, nell'intervento su Rai 1, ha risposto alle parole del capo dello Stato presentando l'intervento come una questione di "buonsenso" e di integrazione. Secondo la premier, le parole di Mattarella, interpretate come un attacco alla sua proposta, sarebbero invece un sostegno alla necessità di evitare la creazione di ghetti nelle scuole, che potrebbero verificarsi in classi con una maggioranza di studenti stranieri.

"Non credo che il presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto" ha spiegato la premier.

"Il presidente della Repubblica per l'appunto dice: la scuola deve superare i ghetti, deve non creare ghetti. Ora, il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto", ribadisce Meloni, che propone invece una soluzione al ghetto proprio una distribuzione "più equilibrata" di "ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua".

Opposizioni, "Meloni manipola le parole di Mattarella"

A ridimensionare il problema degli stranieri nelle classi sono intervenuti diversi membri dell'opposizione.

Il segretario di +Europa Riccardo Magi ha citato i dati della Fondazione Ismu (2022/2023) per ridimensionare la portata del fenomeno. Solo lo 0,6% delle classi italiane supera la soglia del 30% di alunni stranieri nati all'estero, per un totale di circa 1.000 classi su 300.000 in tutto il Paese. Un dato che, secondo Magi, dimostra come la proposta di un tetto sia scollegata dalla realtà sociale e demografica del sistema scolastico italiano.

In risposta alle parole pronunciate in televisione, è intervenuto il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

Pirondini ha contestato l'interpretazione data dalla premier alle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Secondo il senatore del M5S, Meloni o "non ha capito" le parole del capo dello Stato oppure le starebbe "manipolando a suo favore".

Il capogruppo 5 Stelle ha inoltre criticato l'ipotesi di intervenire sulla composizione delle classi attraverso una legge, sostenendo che la materia sia stata finora regolata da circolari proprio per garantire flessibilità nell'applicazione delle regole e autonomia alle singole scuole. "Questo Melonilo sa benissimo, ma ha deciso di avviare la sua campagna elettorale in maniera ancora più sfacciata di quanto non abbia governato in questi anni" spiega, accusando la premier di utilizzare il tema per fini propagandistici.

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