Il leader del partito della sinistra radicale La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, è attualmente secondo nei sondaggi in vista delle presidenziali della prossima primavera, secondo un sondaggio svolto a fine ottobre
Il candidato alle presidenziali francesi Jean-Luc Mélenchon ha pubblicato il suo libro-manifesto "L’Avenir en commun" (Un futuro in comune) il 6 novembre, alla vigilia di un grande comizio elettorale organizzato vicino a Parigi dal suo partito di sinistra radicale France Unbowed.
Al momento Mélenchon è dato al secondo posto nei sondaggi, con il 17,6% delle intenzioni di voto in vista delle elezioni presidenziali della prossima primavera. È dietro alla candidata dell'estrema destra del National Rally, Marine Le Pen, accreditata del 36% secondo un sondaggio IFOP per l'emittente LCI realizzato dal 27 al 29 ottobre.
Sul tema dell'Europa, il manifesto sostiene l'abrogazione delle norme e dei regolamenti che non siano in linea con gli interessi francesi, compresi quelli relativi al patto sulla migrazione dell'Ue e alla difesa europea.
Il manifesto della France insoumise
Il partito di Mélenchon, La France insoumise (LFI) ha inoltre chiesto di ridurre di circa nove miliardi di euro il contributo netto della Francia al bilancio dell'Ue, una proposta ribadita a ottobre dal responsabile economico del partito, Eric Coquerel.
Questa posizione euroscettica presenta alcune similitudini con quella del Rassemblement national, che ha promesso di abolire una serie di regolamenti e standard dell'Ue, in particolare quelli legati al settore delle imprese, all'agricoltura, all'energia e alle politiche ambientali.
Tuttavia, sebbene entrambi i partiti difendano una maggiore sovranità nazionale e mettano in discussione alcuni aspetti dell'integrazione europea, le loro posizioni si fondano su priorità ideologiche diverse.
Il manifesto dedica meno spazio alla guerra della Russia contro l'Ucraina rispetto al rapporto della Francia con Israele, accusando il governo di permettere che "sia commesso un genocidio" a Gaza e denunciando quelli che definisce "doppi standard diplomatici".
Sull'Ucraina, il manifesto sostiene "un quadro diplomatico che permetta di ottenere un cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe", oltre a un graduale disimpegno dalla NATO, nel quadro di una politica estera più ampia basata su indipendenza militare e non allineamento.
Le proposte di La France Insoumise tra aumento del salario minimo, imposte su grandi patrimoni e pensionamento a 60 anni
Per quanto riguarda le politiche interne, il partito propone il pensionamento a 60 anni, un aumento del salario minimo, una legislazione per limitare la concentrazione della proprietà dei media e un ampliamento dei servizi pubblici.
LFI propone anche aumenti delle imposte mirati sui grandi patrimoni e sulle principali aziende, insieme all'abolizione di diverse agevolazioni fiscali.
Secondo il progetto di bilancio 2027 del partito, tali misure dovrebbero generare un gettito addizionale stimato in 106,4 miliardi di euro all'anno, di cui 81,7 miliardi servirebbero a finanziare una maggiore spesa pubblica, mentre il resto contribuirebbe a ridurre il deficit pubblico del Paese.
Il tutto avviene mentre la Francia registra uno dei livelli di debito pubblico più alti dell'eurozona, con una situazione finanziaria che suscita preoccupazioni sui mercati e l'attenzione delle istituzioni dell'Unione europea.
Negli ultimi mesi, la proposta di Mélenchon di congelare o di fatto cancellare una parte del debito pubblico francese detenuto dalla Banque de France, nell'ambito dell'Eurosistema supervisionato dalla Banca centrale europea, ha suscitato polemiche.
La proposta richiederebbe una decisione coordinata a livello europeo. Sia il governatore della Banque de France, Emmanuel Moulin, sia la presidente della BCE, Christine Lagarde, hanno sostenuto che una misura del genere violerebbe i trattati dell'Ue, in particolare l'articolo 123, che vieta il finanziamento monetario dei governi.