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Calore di scarto, la più grande risorsa inesplorata: Europa verso l’addio al gas

Vapore fuoriesce da una torre di raffreddamento della centrale a gas di Lichterfelde, a Berlino, in Germania, il 30 marzo 2022.
Vapore fuoriesce da una torre di raffreddamento della centrale a gas di Lichterfelde, a Berlino, Germania, il 30 marzo 2022. Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
Di Liam Gilliver
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"Stiamo buttando via energia che abbiamo già pagato, sprecando risorse preziose per cui abbiamo lavorato."

La cattura e il riutilizzo del calore di scarto potrebbero rappresentare la prossima "svolta" per la sicurezza energetica e la competitività dell'Europa, contribuendo a ridurre la sua dipendenza dal gas.

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Un nuovo rapporto della società di ingegneria danese Danfoss ha rilevato che nel 2024 due terzi dell'energia globale sono stati dissipati sotto forma di calore. Con la domanda di energia in continua crescita, la quota è destinata a raggiungere il 55 per cento entro il 2030.

Per questo gli esperti definiscono oggi il calore di scarto proveniente da supermercati, fabbriche, impianti di trattamento delle acque reflue e data center come la "più grande fonte energetica inutilizzata" al mondo. Ma i governi sono in ritardo nello sfruttarne il potenziale.

Quanto calore spreca l'Europa e come può riutilizzarlo?

Il calore di scarto è il calore in eccesso prodotto da processi quotidiani, come i frigoriferi di un supermercato in funzione. Invece di lasciarlo disperdere nell'aria, contribuendo all'effetto "isola di calore" urbano, può essere recuperato.

Di solito questo avviene tramite pompe di calore che "aumentano" la temperatura e convogliano il calore nello stesso edificio o in una rete di teleriscaldamento vicina, che fornisce riscaldamento e acqua calda agli ambienti.

Un produttore di alluminio in Danimarca ha smesso di usare il gas nel proprio sito grazie a questo processo, che dovrebbe compensare il consumo annuo di gas per riscaldamento e acqua calda di 132 abitazioni danesi.

L'analisi (fonte in inglese) indica che il riutilizzo del calore di scarto potrebbe far risparmiare all'Europa la cifra record di 140 miliardi di euro l'anno, sulla base dei 3,1000 TWh dispersi nel 2023. In pratica, il solo calore sprecato in Europa basterebbe ad alimentare l'intera città di Parigi per 48 anni.

In Germania, le fonti industriali di calore di scarto già esistenti potrebbero coprire oltre il 30 per cento del fabbisogno di teleriscaldamento del Paese. E il calcolo non include i data center, che secondo gli esperti potrebbero aumentare sensibilmente questa copertura, visto che nel Paese sono già presenti più di 3.000 server.

L'Europa "non può permettersi" di sprecare calore

"Stiamo buttando via energia che abbiamo già pagato", afferma Kirstian Strand, presidente di Danfoss Climate Solutions.

"Il calore di scarto è una delle maggiori fonti energetiche inutilizzate al mondo e il suo riutilizzo è uno dei modi più rapidi per rafforzare la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza dell'Europa. Non possiamo permetterci di continuare a sprecarlo."

Secondo Strand, per sfruttare al massimo il calore di scarto l'industria deve fare del recupero di calore una "pratica standard". Gli operatori energetici devono facilitare le connessioni e i governi devono eliminare gli ostacoli che rendono l'elettricità più cara del gas per questo tipo di investimenti.

"Se questi tasselli si incastrano, il calore di scarto smette di essere uno spreco", aggiunge. "Diventa una fonte di energia più economica, maggiore resilienza e più forte competitività."

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