Le ostilità sono riesplose domenica dopo che gli Stati Uniti hanno effettuato nuovi attacchi contro quelle che hanno definito forze posa-mine dell'IRGC nello stretto di Hormuz.
Le forze statunitensi hanno colpito martedì obiettivi del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) in Iran, in risposta agli attacchi contro le navi commerciali e il personale militare USA nello Stretto di Hormuz.
In un post su X, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha spiegato che i raid sono seguiti a "recenti tentativi di attacco da parte dell’IRGC contro il traffico commerciale nello Stretto e contro i militari statunitensi schierati nella regione".
L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che ci sono state esplosioni nelle zone di Bandar Abbas, Sirik e Qeshm. La testata ha aggiunto che le autorità locali hanno segnalato attacchi anche nei distretti di Chabahar e Konarak.
Le ostilità sono riesplose domenica. Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro quelle che hanno definito unità dell’IRGC incaricate di posare mine nello Stretto di Hormuz. Si è trattato della prima azione militare statunitense nello Stretto nell'ultimo mese.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno confermato rapidamente che i raid avevano colpito l’isola di Larak e hanno avvertito di una "ritorsione". Lunedì hanno poi annunciato di aver attaccato due basi statunitensi in Giordania e una base negli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della Difesa degli Emirati ha successivamente smentito che la base aerea di Al Menhad fosse stata presa di mira.
Il CENTCOM ha respinto le accuse iraniane secondo cui gli attacchi di domenica sarebbero stati un "atto di aggressione" e ha affermato che le proprie forze stavano rispondendo a una "minaccia imminente nello Stretto di Hormuz".
"L'Iran ha creato la minaccia", ha affermato il CENTCOM, "e le forze armate statunitensi l’hanno eliminata per proteggere i marittimi civili, la navigazione commerciale e il libero flusso del commercio globale", ha sottolineato il comando.
Washington e Teheran sono in aperto conflitto dalla fine di febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato una prima ondata di attacchi contro l’Iran.
Dopo quei raid, l’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, che da allora è diventato uno dei nodi centrali nei negoziati di pace con Washington.