Loader
Seguiteci
Pubblicità

Ghiaccio alto fino a 1 km: meteorite svizzero svela nuove tracce dell'era glaciale

Il meteorite di Twannberg
Il meteorite di Twannberg Diritti d'autore  NMBE Thomas Schüpbach
Diritti d'autore NMBE Thomas Schüpbach
Di Nela Heidner
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Nel Giura bernese vengono scoperti sempre più frammenti del meteorite di Twannberg: oltre 2.200 reperti. I resti di questo raro meteorite ferroso sono preziosi per la ricerca.

Nel Canton Berna, sopra il lago di Bienne, al Twannberg e sul Mont Sujet, si trova uno dei più importanti campi di caduta di meteoriti d'Europa. Da decenni lì vengono scoperti sempre nuovi frammenti di un corpo celeste straordinario.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il numero dei reperti conosciuti è ormai salito a oltre 2.200. Le dimensioni del ritrovamento risultano quindi molto più vaste di quanto si pensasse all'inizio.

Il meteorite di Twannberg non è caduto sulla Terra come un singolo grande blocco, ma è esploso entrando nell'atmosfera. I suoi frammenti si sono sparsi su un'area di circa sei chilometri nell'attuale Giura bernese.

Gli scienziati stimano che il corpo celeste abbia impattato sulla Terra circa 175.000 anni fa. In origine doveva avere tra i quattro e i 20 metri di diametro e pesare almeno 250 tonnellate.

La prima scoperta nel 1984

La storia del ritrovamento del meteorite è iniziata il 9 maggio 1984. All'epoca un'agricoltrice svizzera ha scoperto in un campo un blocco insolito di circa 15 chilogrammi. All'inizio non era chiaro di che cosa si trattasse. Analisi successive hanno rivelato che il reperto era composto di ferro e proveniva davvero dallo spazio.

Nei decenni successivi sono stati scoperti altri frammenti. Soprattutto la ricerca sistematica con i metal detector ha fatto aumentare sensibilmente il numero dei pezzi conosciuti.

Nuovi ritrovamenti nel 2026: decenni dopo la prima scoperta vengono ancora recuperati frammenti del meteorite.
Nuovi ritrovamenti nel 2026: decenni dopo la prima scoperta vengono ancora recuperati frammenti del meteorite. ZVG/NMBE

"Dieci anni fa i frammenti erano 400, ora sono oltre 2200", ha spiegato il geologo Beda Hofmann del Museo di Storia Naturale di Berna alla radiotelevisione svizzera SRF.

Un meteorite estremamente raro

Il meteorite di Twannberg appartiene al gruppo dei meteoriti ferrosi ed è classificato nella rarissima categoria IIG. È finora l'unico meteorite ferroso di tipo IIG conosciuto in Europa. Questo tipo di meteoriti si distingue, tra l'altro, per un contenuto insolitamente basso di nichel e molto elevato di fosforo. In tutto il mondo se ne conoscono solo pochi esemplari.

Per la comunità scientifica i frammenti sono particolarmente preziosi: possono fornire indicazioni sulla composizione e sull'evoluzione dei corpi celesti e aprire una finestra sulla preistoria del nostro sistema solare.

I ghiacciai hanno contribuito alla dispersione

I reperti sono interessanti anche per lo studio della storia del paesaggio svizzero.

Secondo gli esperti, alcuni dei frammenti recentemente scoperti sono stati trasportati dai ghiacciai. Circa 175.000 anni fa imponenti ghiacciai ricoprivano gran parte dell'Altopiano svizzero; in alcuni punti lo spessore del ghiaccio superava il chilometro. Poiché i nuovi reperti sono stati trovati a quote più elevate rispetto ai frammenti individuati finora, possono offrire nuovi indizi sulle gigantesche masse di ghiaccio durante la penultima glaciazione.

In questo senso i reperti sono doppi testimoni del tempo: originano dallo spazio, ma in seguito sono entrati a far parte della storia della Terra e sono stati modellati dai processi paesaggistici dell'era glaciale.

La ricerca continua

Le ricerche al Twannberg e al Mont Sujet sono tutt'altro che concluse: scienziati e cacciatori di meteoriti continuano a cercare nuovi resti con i metal detector.

La ricerca è però più difficile di quanto sembri, perché nel terreno si trovano anche pezzi di metallo che non hanno nulla a che vedere con i meteoriti, come fogli di alluminio o chiodi. Per inciso, per effettuare le ricerche è necessaria un'autorizzazione del competente servizio archeologico.

Queste scoperte mostrano quanto potenziale abbia ancora il campo di caduta svizzero: ogni nuovo frammento permette agli studiosi di ricostruire meglio il corpo celeste originario e la storia del suo impatto.

Nota della redazione: guardate l'ultima esclusiva di Euronews:

Dove la Bundeswehr si esercita con munizioni vere: i reporter di Euronews sul fianco orientale della NATO
Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Francia, stretta sulla moda ultrarapida: fino a 20 € di tassa su Shein e Temu

Cina, produzione di energia solare supera il carbone per la prima volta: a che punto è l'Europa?

COP17 in Mongolia si chiude con 1,3 miliardi di dollari di impegni per investimenti verdi