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Pattinatori russi e bielorussi riammessi ai tornei internazionali, l'ira dell'Ucraina

La pattinatrice artistica Adelia Petrosjan ha partecipato alle Olimpiadi 2026 come atleta neutrale
La pattinatrice artistica Adelia Petrosjan ha partecipato alle Olimpiadi 2026 come atleta neutrale Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Лилия Сергеева
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L'International Skating Union ha spiegato che il rientro di russi e bielorussi sarà possibile solo dopo verifiche individuali. L'Ucraina ha reagito duramente, definendo la decisione "ipocrita e vergognosa"

L'International Skating Union (Isu, federazione mondiale del pattinaggio su ghiaccio), ha autorizzato gli atleti di Russia e Bielorussia a partecipare alle competizioni internazionali sotto la propria egida con status neutrale, sia nelle prove individuali sia in quelle a squadre. Lo si legge in un comunicato stampa pubblicato dalla stessa federazione sportiva.

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Dalla stagione 2026-2027, che inizierà in autunno, i pattinatori di velocità e di figura russi e bielorussi potranno dunque tornare in pista, ma a precise condizioni. Non saranno ammessi alle gare coloro che prestano servizio nelle Forze armate russe o negli organi di sicurezza nazionale, che hanno partecipato alle operazioni militari o che sostengono, direttamente o anche solo indirettamente, l'invasione russa dell'Ucraina.

Tra le altre condizioni figura il divieto di qualsiasi simbolo nazionale in occasione delle competizioni. Il divieto riguarda anche lo staff tecnico e il personale di supporto, che dovranno inoltre sottoporsi a un accurato controllo. Secondo il comunicato, atleti e accompagnatori dovranno firmare un documento con cui dichiarano di accettare tutte le condizioni di partecipazione.

Il rispetto di tali requisiti sarà verificato da una società esterna. Tra i suoi compiti rientreranno il controllo dei profili sui social network, di qualsiasi apparizione in pubblico, comprese le iniziative di propaganda, e delle posizioni espresse sulla guerra in Ucraina.

Inoltre l'Isu ha avvertito che continuerà a valutare la situazione e si riserva il diritto di alleggerire o, al contrario, irrigidire nuovamente le regole se dovessero verificarsi episodi che minacciano la "sicurezza e l'integrità" delle competizioni.

Diverse organizzazioni sportive stanno revocando gradualmente le sanzioni agli atleti e ai dirigenti sportivi

L'Isu, come molte altre federazioni, aveva escluso atleti e dirigenti di Russia e Bielorussia dalle competizioni internazionali dopo l'inizio dell'invasione. Negli ultimi mesi, però, diverse organizzazioni sportive internazionali hanno iniziato a revocare gradualmente le sanzioni nei confronti di atleti russi e bielorussi. Alcuni di loro sono stati autorizzati a partecipare ai Giochi olimpici invernali del 2026 in Italia in qualità di atleti neutrali.

Alcune federazioni si sono spinte oltre e hanno consentito la piena partecipazione, con simboli nazionali e inno, di russi e bielorussi alle competizioni internazionali in tutte le categorie di età, in discipline come judo, taekwondo, lotta, ginnastica, scherma, sport acquatici e sollevamento pesi.

L'Isu ha motivato la decisione, tra l'altro, con il recepimento di due raccomandazioni del Comitato olimpico internazionale pubblicate nel dicembre 2025 e nel maggio 2026. La prima invitava a eliminare totalmente le restrizioni per gli atleti russi e bielorussi delle fasce giovanili. La seconda ribadiva il principio della "neutralità politica": gli sportivi non devono essere privati del diritto di gareggiare a causa delle azioni dei loro governi. Restano però, per quanto riguarda la Russia, specifiche questioni legali e antidoping che, secondo il Cio, al momento non permettono una revoca completa delle restrizioni.

La reazione dell'Ucraina: scelta "ipocrita e vergognosa"

I presidenti delle federazioni di pattinaggio di figura di Ucraina e Lituania hanno pubblicato una dichiarazione in cui definiscono la decisione dell'Isu di riammettere i pattinatori russi alle competizioni "ipocrita e vergognosa".

Nella nota si afferma che il ritorno in gara di atleti russi e bielorussi, anche senza bandiera né inno, è una mancanza di rispetto nei confronti degli sportivi ucraini e delle vittime della guerra. "Gli atleti che rappresentano uno Stato aggressore sono di nuovo ammessi alle competizioni internazionali di pattinaggio di figura: lo ha deciso il Consiglio dell'Isu. Tornano senza bandiera e senza inno, ma questa decisione è stata presa senza coscienza, senza speranza e senza rispetto per chi ha lottato e continua a lottare per la libertà", si legge nel testo. "È ipocrisia. È una vergogna. È uno scandalo".

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