Iniziati sabato i controlli nei porti e negli aeroporti spagnoli per i cittadini in arrivo dall'Italia. Al momento è stato sottoposto a verifica dei documenti circa il 15% dei viaggiatori. Il ministro Tajani ribadisce che la scelta di sospendere Schengen è nata per rispondere alla crisi a Ceuta
Sono partiti sabato mattina i controlli per i passeggeri in arrivo in Spagna dall’Italia negli aeroporti e nei porti. Dalle prime informazioni risulta che la verifica dei documenti di identità è stata eseguita a un campione tra il 5 e il 15 per cento delle persone arrivate negli aeroporti.
I primi controlli sono stati eseguiti a Madrid per i voli in arrivo da Roma, poi via via sono stati controllati i passeggeri in arrivo anche da altre città italiane. Le verifiche sono state eseguite dividendo i cittadini in due gruppi: cittadini UE e cittadini extra UE, ai secondi oltre al documento di identità è stato chiesto il visto o il permesso di soggiorno per entrare liberamente in Spagna.
La Polizia Nazionale ha controllato 199 viaggiatori provenienti da Paesi terzi, giunti in Spagna con dodici voli dall'Italia. Il maggior numero di passeggeri controllati si è registrato all'aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas, dove sono stati verificati i documenti di 83 cittadini di Paesi terzi a bordo di un volo proveniente da Roma. Eseguiti controlli anche Barcellona-El Prat, con un totale di 67 passeggeri provenienti da Paesi terzi, e a Valencia dove sono state sottoposte a verifica 33 persone. Altri controlli poi a Siviglia, Bilbao e Alicante.
Autorità e viaggiatori intervistati dai media negli scali aeroportuali hanno affermato che non ci sono stati ritardi significativi e i controlli sono stati eseguiti senza nessun problema, il ministero del Turismo italiano ha anche affermato che non c'è stato alcun impatto sui flussi turistici in entrata e in uscita poiché i controlli riguardano solo i cittadini di Paesi extra Ue per verificare se hanno una posizione regolare.
Farnesina rafforza l'assistenza ai viaggiatori italiani
A seguito dell’annuncio del governo spagnolo di rispondere alle misure introdotte dal governo italiano per i controlli alle frontiere, il ministero degli Esteri di Roma ha annunciato che è stata rafforzata l’assistenza dei consolati e dei suoi uffici diretta ai connazionali presenti in Spagna o in viaggio.
La Farnesina ha aggiornato le informazioni per i cittadini sul sito ViaggiareSicuri e poi ha ricordato che restano validi i requisiti di ingresso abituali, ovvero passaporto o carta d’identità validi per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno all’estero.
Tajani: "Non si revoca Schengen solo per ritorsione"
Nel frattempo il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani è tornato a difendere le misure introdotte da Roma ricordando che si è trattato di una scelta nata per rispondere all’emergenza scoppiata nell’exclave di Ceuta la scorsa settimana, anche se autorità spagnole ed europee hanno ribadito più volte che nessuno dei migranti entrati nel territorio spagnolo confinante con il Marocco è arrivato in Spagna o in altri Paesi dell’UE.
"Noi non abbiamo fatto nessun putiferio. Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario. Ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra 8mila e 11mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati. Piuttosto, ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola”, ha detto Tajani in un’intervista al quotidiano La Stampa.
“Il rischio, come dice anche la stampa spagnola, sono i movimenti secondari dei non marocchini. Dove vanno dopo che sono arrivati in Spagna? L’Italia, come destinazione, è il Paese più esposto. Non siamo la Germania o la Norvegia”, ha aggiunto il ministro dicendo poi che una quindicina di irregolari sono stati fermati in Italia, ma non si tratterebbe di persone arrivate da Ceuta. "Non sono marocchini, ma questo non sposta i termini del problema. Va messo un po’ di ordine: noi non siamo contro la Spagna, ma abbiamo il dovere di proteggere i nostri confini. E non c’è dubbio che gli arrivi dall’Africa sub-sahariana rappresentino una minaccia jihadista. La stessa polizia spagnola ha fermato persone sospette”, ha poi detto il ministro.
Tajani poi ha assicurato che non sono stati rotti i rapporti diplomatici con Madrid: “Ma non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo. Possiamo dire invece che qualcosa non ha funzionato, davanti alle immagini di Ceuta e a centomila in fuga dal Marocco?".
"Difendere i confini non significa mettere a rischio l’Europa, cosa che accade con l’accoglienza indiscriminata”, ha detto poi Tajani commentando in fine le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che invita al rispetto della dignità delle persone: "Noi siamo per favorire l’immigrazione regolare utile alla nostra economia. Ma la dignità delle persone non si rispetta consegnando i migranti ai trafficanti di esseri umani, alla morte in mare, a un’accoglienza priva di una prospettiva di integrazione”.
Nel frattempo dalle autorità spagnole non sono arrivati altri commenti sulla polemica con Roma. Le piattaforme digitali di vendita dei voli, invece, hanno inviato ai clienti in partenza per la Spana un messaggio per ribadire che sono verrano eseguiti maggiori controlli e che sono necessari i documenti di identità e, nel caso di viaggiatori extra UE, di visti e permessi di soggiorno per viaggiare.