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Grecia, sussidio pilota per la pesca del pesce palla a Creta e nel Sud Egeo, fino a 5,33 €/kg

Margaritis Schinas
Margaritis Schinas Diritti d'autore  ΑΠΕ ΜΠΕ
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Di Konstantinos Tsellos & euronews Agenzie: ΑΠΕ-ΜΠΕ
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M. Schinas: sette misure di sostegno per i pescatori professionisti alla luce della crisi che attanaglia il settore

Il ministero dell'Agricoltura e dell'Alimentazione ha annunciato un pacchetto di interventi a sostegno dei pescatori professionisti in Grecia, con l'obiettivo di ridurre i costi operativi, tutelare il reddito e creare un quadro di funzionamento più stabile per il settore.

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Tra le iniziative, presentate dopo l’incontro del ministro dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, Margaritis Schinas, con i rappresentanti della pesca e i funzionari dei servizi competenti, spicca la pesca pilota del pesce palla nelle regioni di Creta e dell’Egeo meridionale, con l’utilizzo di fondi europei.

Il compenso netto massimo per i pescatori è fissato a 5,33 euro al chilo, una cifra che, secondo il ministero, è fino al 52% più alta rispetto a quella in vigore a Cipro. L’azione punta sia a rafforzare il reddito dei pescatori, sia a limitare la diffusione di questa specifica specie aliena. La pesca sarà consentita esclusivamente ai pescatori professionisti.

"La pesca greca affronta sfide serie a causa del cambiamento climatico e delle pratiche illegali", ha dichiarato Margaritis Schinas, aggiungendo che i sette interventi complessivi sono stati elaborati in collaborazione con i rappresentanti del settore.

Oltre al sussidio per la pesca del pesce palla, il pacchetto comprende altri sei provvedimenti:

1. Sovvenzione per i carburanti utilizzati dai pescatori professionisti. Per aprile e maggio è previsto un aiuto di 0,16 euro al litro, mentre per giugno l’importo è fissato a 0,12 euro al litro. Secondo Schinas, per l’attivazione della misura è previsto l’avanzamento di un apposito intervento legislativo.

2. Creazione di un meccanismo di indennizzo per i professionisti che saranno penalizzati dalle limitazioni all’attività di pesca all’interno dei parchi marini nazionali. Il meccanismo sarà definito in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e dell’Energia, con l’obiettivo di coniugare la tutela dell’ambiente marino con il sostegno economico alle comunità costiere e insulari.

3. Modifiche proposte alla nuova Politica comune della pesca e alla legislazione nazionale. Tra l’altro, il ministero propone di revocare il divieto di finanziare i motori, in modo da ridurre i costi operativi delle imbarcazioni. Parallelamente, si punta a rafforzare gli investimenti in pescherecci più sicuri, più efficienti e più resistenti. La stessa iniziativa include anche un adeguamento della normativa per facilitare l’ingresso di nuovi professionisti nel settore.

4. Rafforzamento della presenza istituzionale dei pescatori professionisti nei centri decisionali. In particolare, è prevista un’iniziativa legislativa affinché i pescatori siano rappresentati, a seconda degli attrezzi da pesca, sia nelle regioni sia negli organi nazionali, tra cui il Consiglio della pesca. L’obiettivo è che le decisioni che riguardano il settore vengano prese con la partecipazione diretta degli stessi professionisti.

5. Controlli più rigorosi sulla pesca ricreativa. È prevista l’istituzione di un registro dei pescatori dilettanti e l’obbligo di registrare le loro catture. L’intervento mira a limitare il commercio illegale del pescato e la concorrenza sleale a danno dei professionisti.

6. Razionalizzazione del sistema sanzionatorio. Secondo il piano, la sospensione di un’imbarcazione da pesca non sarà più imposta automaticamente, ma solo in caso di recidiva. L’applicazione della sanzione si baserà su un sistema a punti e sarà allineata al diritto europeo. In questo modo il ministero punta a creare un quadro più proporzionato, che colpisca le infrazioni più gravi senza provocare un onere economico sproporzionato per i professionisti.

"In direzione giusta, ma..."

Il presidente dell’Unione panellenica della pesca di media scala, Ioannis Bountoukos, ha riconosciuto che alcuni degli annunci vanno in una direzione positiva, ma ha espresso riserve sull’entità e sulla portata del sostegno economico.

Come ha sottolineato, il contributo sui costi del carburante non è sufficiente a coprire i reali oneri che gravano sulle imprese di pesca, soprattutto dopo le turbolenze provocate dalla guerra in Iran e l’aumento delle spese operative.

Bountoukos ha rimarcato che il programma pilota per la pesca del pesce palla va nella giusta direzione. Ha osservato però che la sua applicazione è limitata a specifiche aree geografiche e non copre l’insieme dei professionisti che affrontano problemi analoghi.

Per quanto riguarda il divieto della pesca a strascico nelle Cicladi e le restrizioni nei parchi marini nazionali, ha osservato che le relative decisioni non dovrebbero essere applicate senza un adeguato supporto scientifico.

A suo avviso, sono necessari studi completi, sia per la protezione dell’ambiente marino sia per garantire la sostenibilità economica dei professionisti.

Infine, ha affermato che il settore della pesca ha bisogno di finanziamenti più consistenti, regole stabili e una partecipazione sostanziale dei pescatori alle decisioni che influenzano la loro attività.

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