La Spagna rurale è sempre più attrattiva per i giovani. Secondo un sondaggio di Fotocasa Research, il 70% degli under 25 pensa di vivere in campagna e il 13% di chi cerca casa vuole trasferirsi in paesi sotto i 10.000 abitanti, due punti in più rispetto a un anno fa.
La Spagna rurale potrebbe avviare una nuova fase dopo decenni di perdita di popolazione. L’alto costo delle abitazioni nelle città sta spingendo un cambiamento nelle preferenze residenziali: sei spagnoli su dieci affermano che vorrebbero vivere in un paese o che già stanno pianificando di farlo.
Secondo un sondaggio di Fotocasa Research, l’interesse è particolarmente forte tra i giovani: il 23% degli under 25 prevede di trasferirsi in un comune con meno di 10.000 abitanti.
Il desiderio di vivere in un ambiente rurale va oltre la semplice ricerca di tranquillità e riflette un cambio nelle preferenze abitative degli spagnoli. La pressione dei prezzi delle abitazioni nelle città sta portando, soprattutto i più giovani, a considerare i paesi come un’alternativa, anche se per consolidare questa tendenza saranno decisivi fattori come lavoro, servizi, connettività e infrastrutture.
Il fascino dei piccoli centri si scontra con la carenza di servizi
Secondo María Matos, direttrice degli studi e portavoce di Fotocasa, un alloggio più accessibile può favorire il ritorno nelle aree rurali, ma il recupero di popolazione dipenderà dalla creazione delle condizioni necessarie per mantenerla.
I dati mostrano che sei spagnoli su dieci stanno valutando di vivere in un paese, un’opzione che guadagna peso tra le persone tra i 18 e i 44 anni e tra chi vive a Madrid. Nonostante ciò, la Spagna continua a essere uno dei Paesi dell’UE con meno popolazione rurale: solo il 14% dei suoi abitanti viveva in queste zone nel 2025, a fronte di percentuali molto più elevate in Paesi come Irlanda o Slovenia.
Sempre più spagnoli fanno del paese un progetto di vita
Sono sempre di più le persone in cerca di casa che compiono il passo verso l’ambiente rurale. Secondo i dati del portale immobiliare Fotocasa, il 13% dei richiedenti prevede di trasferirsi nei prossimi mesi in un comune con meno di 10.000 abitanti, rispetto all’11% dell’anno precedente.
Sebbene il gruppo più numeroso resti quello di chi vorrebbe farlo ma non ha ancora pianificato il cambiamento (46%), aumenta il numero di quanti stanno già preparando questo passo. Tra loro, il 4% manterrà il proprio lavoro grazie al telelavoro e il 9% cambierà impiego per potersi stabilire in un paese, una quota in crescita rispetto agli anni precedenti.
I giovani spingono il nuovo esodo verso i paesi
I minori di 25 anni sono quelli che più spesso pianificano di trasferirsi in località con meno di 10.000 abitanti: il 23% prevede di farlo nei prossimi mesi, nella maggior parte dei casi cambiando lavoro. Seguono i giovani tra i 25 e i 34 anni, con il 16%, una percentuale che continua a crescere negli ultimi anni. In questo gruppo, la maggioranza cambierà impiego per potersi stabilire in un paese, rispetto a chi opterà per il telelavoro.
Tra gli over 55, fino ai 75 anni, cresce anche l’interesse per la vita rurale. Il 51% dichiara che gli piacerebbe trasferirsi in un paese, anche se per ora non può farlo, rispetto al 46% registrato l’anno precedente.
Madrid guida il ritorno all’ambiente rurale
La Comunità di Madrid è la regione in cui cresce di più l’intenzione di lasciare la città per vivere in un paese. Il 17% degli over 18 prevede di trasferirsi a breve in una località rurale, spinto sia dal telelavoro sia da un cambio di impiego. Resta inoltre elevato il numero di madrileni attratti da questa opzione, anche se non l’hanno ancora trasformata in un progetto concreto. Nel resto delle comunità autonome non si registrano variazioni significative rispetto all’ultimo anno.