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Corallo rosso, dai fondali del Mediterraneo al mercato dei gioielli: il contrabbando nelle isole greche

Il gruppo che ha partecipato alla ricerca della FAO sui coralli rossi greci era formato da Salomidi, G. Issaris, V. Gerakaris e V. Gerovasileiou.
Il gruppo che ha partecipato alla ricerca della FAO sui coralli rossi greci era composto da Salomidis, G. Issaris, V. Gerakaris e V. Gerovasileiou Diritti d'autore  Yiannis Issaris/All rights reserved Yiannis Issaris | HCMR
Diritti d'autore Yiannis Issaris/All rights reserved Yiannis Issaris | HCMR
Di Symela Touchtidou
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'"oro rosso" del Mediterraneo depredato dai contrabbandieri: italiani arrestati a Skopelos, perché costa così caro e non è tutelato a dovere.

La recente operazione della Direzione generale greca delle Forze di Controllo delle Transazioni Economiche (DEOS) su una piccola isola dell’Egeo ha riportato alla ribalta una risorsa naturale del Mediterraneo poco conosciuta ma di grande valore: il corallo rosso.

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A Skopelos, una delle isole delle Sporadi settentrionali, nell’Egeo, sono stati individuati cittadini italiani che avrebbero prelevato corallo rosso dai fondali marini, destinato all’Italia. Il valore del carico è stato stimato dalle autorità greche in circa 800.000 euro. Il caso è sotto inchiesta e sono in corso verifiche anche sull’esatto percorso che il corallo avrebbe seguito dopo aver lasciato la Grecia.

Il caso di Skopelos è un tassello di una storia molto più ampia. Il corallo rosso viene pescato da secoli in diverse aree del Mediterraneo ed è al centro di un commercio internazionale in cui l'Italia ha da sempre un ruolo chiave. La città di Torre del Greco, vicino a Napoli, si è affermata come il principale centro europeo per la lavorazione del corallo e la produzione di gioielli.

Coralli provenienti da varie zone del Mediterraneo convergono verso il mercato italiano, dove la materia prima viene trasformata in gioielli e altri prodotti a più alto valore aggiunto. Questa attività è legale quando il corallo è stato raccolto nel rispetto delle norme in vigore in ciascun Paese. Il problema nasce quando la materia prima proviene da raccolte illegali e poi entra nella stessa catena commerciale.

Una materia prima preziosa

Il valore del corallo rosso varia notevolmente, a seconda della qualità, delle dimensioni e del grado di lavorazione.

Un rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) sul futuro del prezioso corallo rosso nel Mediterraneo indica che esemplari di qualità eccellente possono raggiungere fino a 5.000 euro al chilo.

La domanda è aumentata negli ultimi anni, perché il corallo rosso è tornato nelle collezioni delle grandi maison internazionali della moda. La sua presenza nelle collezioni contemporanee di gioielli di lusso, abiti e accessori, anche di marchi come Van Cleef & Arpels e Dolce & Gabbana, riporta al centro del mercato del luxury un materiale dalla storia millenaria.

Questa evoluzione è particolarmente significativa per una materia prima che per natura è limitata: il corallo rosso cresce estremamente lentamente e le grandi colonie impiegano decenni per formarsi.

L'alto valore ha alimentato un mercato parallelo e illegale, con rotte di traffico che dalle nazioni dell'Europa meridionale e del Nord Africa portano verso l'Europa. In Algeria, secondo un'inchiesta dell'Earth Journalism Network, fino a tre tonnellate di corallo verrebbero trafficate illegalmente ogni anno verso l'Europa, con l'Italia tra le principali destinazioni.

Bracciali in turchese, argento 925, corniola, corallo rosso e avventurina verde, foto d'archivio
Bracciali in turchese, argento 925, corniola, corallo rosso e avventurina verde, foto d'archivio AP Photo

Uno dei problemi maggiori è la tracciabilità. Una volta che il corallo grezzo arriva ai laboratori di lavorazione e viene trasformato in gioiello, diventa molto più difficile stabilirne l'origine.

Cosa sappiamo del corallo rosso del Mediterraneo

Questo è anche uno dei motivi per cui la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha avviato un apposito programma di ricerca sul corallo rosso.

In Grecia, tuttavia, esistono ancora importanti lacune nelle conoscenze. "I fondali della Grecia non sono mappati", spiega Maria Salomidi, ricercatrice presso il Centro Ellenico per la Ricerca Marina (ELKETHE).

I ricercatori hanno individuato aree con formazioni coralline, ma non hanno ancora un quadro completo dell'estensione delle popolazioni. Allo stesso tempo, i fondali subiscono pressioni da attività diverse. Come sottolinea Salomidi, sia la pesca professionale sia quella sportiva possono influenzare gli ecosistemi corallini, anche quando il corallo non è l'obiettivo diretto.

La GFCM ha avvertito che le popolazioni di corallo rosso potrebbero trovarsi in una situazione di sovrasfruttamento.

E il caso di Skopelos, secondo Salomidi, probabilmente non è un episodio isolato:

"L'unica cosa che potrei dire con certezza è che, se è stato individuato un episodio, sicuramente ne sono già avvenuti molti altri".

Un animale, un mito, migliaia di anni di storia

Il corallo rosso non è una pianta ma un animale marino coloniale, che forma uno scheletro calcareo rigido. Cresce estremamente lentamente e una grande colonia matura può impiegare anche 100 anni per formarsi.

Il rapporto dell'uomo con il corallo è molto più antico del mercato moderno dei gioielli. Tracce di corallo sono state ritrovate in siti archeologici preistorici. Fin dall'antichità è stato apprezzato per la sua bellezza e rarità e gli sono state attribuite proprietà protettive e terapeutiche.

Colonie di corallo rosso individuate a profondità superiori ai 70 metri in Grecia nell'ambito della ricerca ΕΛΚΕΘΕ/FAO
Colonie di corallo rosso individuate a profondità superiori ai 70 metri in Grecia nell'ambito della ricerca ΕΛΚΕΘΕ/FAO ΕΛΚΕΘΕ/FAO

La sua storia si è intrecciata anche con uno dei miti più celebri del Mediterraneo.

Nelle Meteamorfosi di Ovidio, Perseo, di ritorno dopo aver decapitato Medusa, si ferma a riposare e appoggia la sua testa sulle alghe. Il sangue della Gorgone cade sulle piante e, secondo il mito, i morbidi vegetali si pietrificano e assumono un colore porpora. Così, secondo il racconto antico, nasce il corallo.

Quasi duemila anni dopo, il mito continua a essere richiamato nelle presentazioni scientifiche internazionali sul corallo rosso. La sua storia reale, però, è ormai molto più complessa. Un organismo che ha bisogno di decenni per svilupparsi si è trasformato in una materia prima preziosa per un mercato internazionale. E gli scienziati cercano ancora di capire quanta parte di questa ricchezza naturale sia rimasta nel Mediterraneo.

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