Le navi cargo Natra e Zirkon, che si sospetta possano far parte della flotta ombra russa e fossero sul posto per caricare grano prelevato da aree occupate militarmente, sono state colpite nella notte vicino al porto di Taganrog
Cinque marinai azeri sarebbero stati uccisi dopo che due navi cargo sono state colpite da droni nel Mar d'Azov, vicino al porto russo di Taganrog, ha riferito venerdì il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian. Le navi, identificate come i mercantili Natra e Zirkon, stavano viaggiando dalla Turchia a Rostov sul Don per caricare grano quando, secondo i resoconti dei media, sono state attaccate, nella notte di venerdì.
La Natra, che navigava sotto bandiera del Belize, sarebbe stata colpita più volte, provocando la morte di due membri dell'equipaggio. Un incendio divampato a bordo è stato successivamente domato; la nave è rimasta a galla, ma avrebbe perso la propulsione.
La seconda nave, la Zirkon, registrata sotto bandiera di Palau, avrebbe anch'essa subito diversi attacchi. Tre membri dell'equipaggio sarebbero stati uccisi dopo che un rogo è divampato a bordo, il che ha spinto il resto dell'equipaggio ad abbandonare la nave prima dell'arrivo dei soccorsi nella zona.
Si sospetta che le due navi facciano parte della "flotta ombra" russa
Secondo le prime informazioni, a bordo della Natra prestavano servizio dodici cittadini azeri e quattordici erano invece a bordo della Zirkon, con contratti di lavoro privato. I marinai non erano dunque legati ad alcuna attività ufficiale dello Stato azero. Alcuni tra i sopravvissuti sarebbero stati evacuati in porti vicini per controlli medici e assistenza, anche se i dettagli sulle loro condizioni restano limitati.
L'Azerbaigian ha ripetutamente invitato i propri cittadini a evitare viaggi o attività in zone di conflitto, sottolineando che la sicurezza dei civili non può essere garantita pienamente. Secondo i database navali, la Zirkon operava in precedenza sotto bandiera russa, prima di essere registrata a Palau nel 2022. La Natra ha issato in passato anche altre bandiere, tra cui quelle delle Isole Cook e di Vanuatu, secondo siti specializzati in navigazione.
I cambi delle bandiere di entrambe le navi lasciano sospettare che possano far parte della cosiddetta flotta ombra russa, rete di navi vecchie, spesso non assicurate, che battono bandiere di comodo e che Mosca utilizza per aggirare le sanzioni occidentali sul suo commercio marittimo. Belize e Palau figurano infatti tra i registri più utilizzati a tale scopo.
Kiev afferma di aver colpito cinque navi ma senza fare direttamente riferimento alla Natra e alla Zirkon
L'Unione europea e gli Stati Uniti hanno sottoposto a sanzioni numerose navi di questa rete per il trasporto di petrolio russo, ma né la Natra né la Zirkon risultano negli elenchi. Il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza equipaggio, Robert Brovdi, ha dichiarato che droni hanno colpito cinque navi che stazionavano illegalmente nella notte del 5 giugno nei porti di Mariupol e Berdiansk e nelle acque costiere dei territori temporaneamente occupati. Kiev a più riprese negli ultimi anni ha effettuato attacchi nel Mar Nero e nel Mar d'Azov, prendendo di mira navi da guerra russe e commerciali.
Ha affermato che venivano utilizzate per trasportare grano dai territori ucraini occupati ma non ha fatto riferimento diretto alla dichiarazione di Baku secondo cui cinque cittadini azeri sono stati uccisi.
Come detto, le navi erano dirette a Rostov sul Don, uno dei principali porti russi per l'export di cereali sul Mar d'Azov: assieme al vicino porto di Taganrog, la città è stata più volte indicatiadai governi occidentali e dall'Ucraina come punto di transito per il grano saccheggiato dai territori ucraini occupati dalla Russia.
Dalla sua invasione dell'Ucraina, nel febbraio 2022, la Russia ha sottratto sistematicamente grano alle regioni occupate di Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Luhansk. Il tracciamento satellitare delle navi ha confermato le affermazioni ucraine e occidentali secondo cui quantità significative di grano sono partite dai porti russi del Mar Nero e del Mar d'Azov.