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Israele bombarda il Libano meridionale: Netanyahu blocca il voto sulla tregua

Soldati libanesi di fronte alle case distrutte nel villaggio di Dibbine, Libano, 5 giugno 2026
Soldati libanesi di fronte alle case distrutte nel villaggio di Dibbine, Libano, 5 giugno 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Euronews
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L'esercito israeliano ha colpito il Libano meridionale uccidendo sei persone, dopo il no di Hezbollah alla tregua di Washington. Il premier Netanyahu ha bloccato il voto sul cessate il fuoco

L'aviazione israeliana ha colpito diverse zone del Libano meridionale venerdì, dopo aver emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi, tra cui uno che ospitava migliaia di persone sfollate dalla guerra che dura da tre mesi.

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Sei persone sono state uccise, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale libanese.

Gli attacchi sono avvenuti un giorno dopo che il gruppo militante Hezbollah ha respinto l'ultima proposta di un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e il governo libanese, chiedendo il ritiro completo di Israele dal Libano.

Intanto, Benjamin Netanyahu ha detto giovedì nel corso del consiglio di gabinetto che il governo israeliano non voterà l'accordo sul cessate il fuoco in Libano se Hezbollah non accetterà la tregua.

I ministri israeliani avevano chiesto che il fragile accordo raggiunto a Washington questa settimana venisse sottoposta al voto del governo.

Netanyahu si è tuttavia rifiutato di indire una votazione, dichiarando ai ministri che "al momento non c'è alcun accordo" perché Hezbollah si è rifiutato di accettarne i termini.

"Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione", ha detto Netanuahu.

Benjamin Netanyahu, che affronterà le elezioni entro la fine dell'anno, è intenzionato a proseguire con l'offensiva israeliana finché Hezbollah non "rappresenterà più una minaccia" per il suo Paese.

Soldato libanese rimuove le macerie di una casa distrutta nei recenti scontri tra combattenti di Hezbollah e truppe israeliane, Dibbine, Libano, 5 giugno 2026
Soldato libanese rimuove le macerie di una casa distrutta nei recenti scontri tra combattenti di Hezbollah e truppe israeliane, Dibbine, Libano, 5 giugno 2026 AP Photo

Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, forte alleato di Hezbollah che ha svolto il ruolo di mediatore per conto del gruppo, ha dichiarato, nel suo primo commento sull'accordo di Washington, di accettare il ritiro di Hezbollah dalle aree a sud del fiume Litani, purché coincida con il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale.

Il fiume, situato a circa 30 chilometri a nord del confine con Israele, segna il confine di una zona cuscinetto istituita dalle Nazioni Unite nel 2006, nella quale Hezbollah è bandito.

Le truppe israeliane si sono spinte ben oltre il fiume Litani, nel Libano meridionale. Berri ha aggiunto in una dichiarazione che il cessate il fuoco dovrebbe essere "completo e totale", senza restrizioni o condizioni, né a terra, né in mare, né in aria, e "senza radere al suolo e demolire tutto ciò che esiste".

Il politico libanese ha criticato la creazione di "zone pilota" nell'accordo, così come le richieste di cessate il fuoco unilaterale da parte di Hezbollah e il suo ritiro dalle aree di confine a sud del fiume Litani.

La guerra in Libano minaccia gli sforzi per porre fine alla guerra con l'Iran e per la riapertura dello Stretto di Hormuz. L'Iran ha chiesto che qualsiasi tregua duratura si estenda anche al Libano.

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