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Le tensioni Usa-Cina si riaccendono sul ricordo del massacro di Tiananmen

Beijing May 13, 2026.
Beijing May 13, 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cecilia Attanasio Ghezzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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37 anni fa, la notte tra il 3 e il 4 giugno l'esercito cinese sparò sulla folla uccidendo centinaia di manifestanti pacifici. Washington: "saranno un giorno riabilitati". E Pechino risponde: "ingerenza nella politica interna con la scusa dei diritti umani"

Crescono le tensioni tra Cina e Stati Uniti sulla repressione di Piazza Tienanmen. Poche ore prima della commemorazione della sanguinosa repressione da parte delle autorità cinesi, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che «nessuna forma di censura può cancellare il passato».

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Queste osservazioni hanno suscitato l'ira di Pechino che attraverso la portavoce del ministero degli affari esteri Mao Ning, e senza mai nominare l'evento, fa sapere che: "Le osservazioni errate formulate dalla parte statunitense distorcono i fatti storici, diffamano il sistema politico e il percorso di sviluppo della Cina e costituiscono un'ingerenza negli affari interni della Cina.

La Cina è fortemente insoddisfatta di ciò e si oppone fermamente. Esortiamo la parte statunitense a onorare i propri impegni nei confronti della Cina e del popolo cinese con azioni concrete, a smettere di manipolare la rivalità ideologica e a smettere di interferire negli affari interni della Cina con il pretesto della cosiddetta democrazia e dei diritti umani".

La notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989, l’Esercito di liberazione popolare sparò sul popolo cinese per la prima e unica volta nella sua storia. Non è mai stata fatta chiarezza su quello che avvenne quella notte, né si conosce il numero o l’identità dei morti. E non sono pochi.

Duecento quelli accertati, più di duemila secondo altre stime. Sicuramente un’intera città messa a tacere con il terrore. Un evento che la Repubblica popolare nomina appena come “incidente del 4 giugno” e che su internet è censurato con precisione chirurgica.

Rubio ha aggiunto che "coloro che si sono sacrificati per difendere i propri diritti inalienabili di libertà di espressione e di riunione pacifica saranno un giorno riabilitati".

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