L'inizio dell'estate meteorologica di domenica mostra un quadro contrastante in Europa: AEMET segnala caldo stabile sulla Penisola, mentre Portogallo, Italia e Grecia affrontano anomalie termiche e allerte sanitarie.
La fine di maggio e l’inizio di giugno scorrono in Spagna all’insegna di una stabilità atmosferica generalizzata. I dati consolidati dell’AEMET per questa domenica e per i primi giorni della prossima settimana mostrano un quadro dominato da cieli sereni.
Le precipitazioni si limitano quasi del tutto ai Pirenei e ai settori orientali del Sistema Iberico, dove l’evoluzione diurna favorirà rovesci e temporali pomeridiani che localmente potranno essere forti.
A livello termico, i valori restano elevati ma rientrano nei margini previsti per il periodo al nord e al centro della Penisola, con massime comprese tra 30 °C e 34 °C.
Tuttavia, le depressioni del nord-est e dell’interno della metà meridionale registrano la faccia più dura dell’episodio, con valori che superano in modo generalizzato i 36 °C e oltrepassano la soglia dei 40 °C nella valle del Guadalquivir.
Le temperature minime concederanno invece una lieve tregua nel quadrante nord-occidentale, attenuando le notti tropicali che si erano già registrate nei giorni precedenti. Le previsioni per giugno, luglio e agosto sono chiare, con una tendenza al rialzo delle temperature, secondo l’AEMET.
Ondata di calore e indici critici in Portogallo, Italia e Grecia
Nel resto dell’arco mediterraneo e nella parte occidentale della penisola iberica si registra un aumento termico molto più aggressivo, che configura un episodio di caldo estremo insolito per l’inizio della stagione estiva.
Il Portogallo ha registrato valori storici superiori ai 40 °C nei distretti interni e meridionali, come l’Alentejo, costringendo l’Istituto portoghese del mare e dell’atmosfera (IPMA) ad alzare i livelli di rischio e a irrigidire le restrizioni sulle attività all’aperto nelle ore centrali della giornata.
Più a est, le alte pressioni e l’arrivo di aria sahariana hanno bloccato la circolazione atmosferica in Italia, dove il Ministero della Salute ha emesso giovedì scorso l’allerta rossa per Roma e altre quattro città capoluogo, a causa del persistere di temperature che sfiorano i 38 °C in aree urbane densamente popolate.
In Francia, durante la scorsa fase del torneo di Roland Garros a Parigi, si sono registrate temperature massime che hanno reso molto difficile sia per gli atleti sia per gli spettatori seguire gli incontri.
Queste temperature hanno spinto molti parigini a trasformare la Senna in una piscina naturale, pur consapevoli dei problemi di salubrità che questo può comportare.
Una situazione analoga riguarda la Grecia: la combinazione di venti secchi e di termometri stabilmente oltre i 39 °C nelle pianure centrali ha fatto scattare gli allarmi non solo per l’impatto sulla salute pubblica, ma anche per lo stress idrico accumulato sulle sue infrastrutture energetiche.
Il fattore della "cupola di calore" e il rischio di incendi boschivi
Il persistere di temperature così elevate all’inizio del periodo estivo europeo è direttamente collegato allo sviluppo di una "cupola di calore".
Questo fenomeno meteorologico intrappola l’aria calda sotto un sistema di alta pressione stabile, impedendo l’ingresso dei fronti atlantici che potrebbero raffreddare la superficie terrestre e amplificando la radiazione solare sul suolo europeo.
Questa situazione aumenta immediatamente il livello di rischio di incendi boschivi in tutta la regione mediterranea. C’è pericolo di incendio a causa dei cosiddetti temporali secchi.
La rapida perdita di umidità del suolo, unita alla presenza di abbondante vegetazione fine cresciuta nella parte finale della primavera, porta gli indici di innesco su livelli molto alti o estremi, mantenendo in stato di allerta i servizi antincendio e di emergenza dalla penisola iberica fino ai Balcani.