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Cupola di calore trasforma maggio in agosto in Spagna: si sfiorano i 40 °C

Ondata di caldo (immagine d’archivio 2019, Spagna)
Ondata di caldo (immagine d'archivio, Spagna 2019) Diritti d'autore  Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved
Di Jesús Maturana
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Una dorsale anticiclonica dal Nordafrica intrappola l’aria calda sull’Europa occidentale. Badajoz tocca 38 °C, record di maggio. Santander macina primati. In Francia ci sono già vittime. Non è un’anomalia passeggera: è il nuovo normale.

Maggio è iniziato con un clima fresco. Durante le prime settimane le temperature in Spagna sono rimaste al di sotto della norma in quasi tutto il Paese. Nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo dopo. Dal 19 maggio, però, i termometri sono saliti in modo costante fino a raggiungere valori che, in condizioni normali, corrispondono al pieno dell’estate.

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Il responsabile è un campo di alta pressione che si estende dal Nordafrica fino alle isole britanniche e che i meteorologi chiamano dorsale anticiclonica o, in termini più divulgativi, cupola di calore.

Il meccanismo è semplice: quell’anticiclone funziona come un coperchio che impedisce il ricambio dell’aria, la costringe a scendere e, comprimendosi, la riscalda ancora di più. Il risultato è un ambiente soffocante che non dà tregua per giorni e che, in alcune zone, comporta una anomalia fino a 15 °C rispetto ai valori abituali per questo periodo dell’anno. In altre parole, il caldo tipico di luglio o agosto è arrivato con due mesi di anticipo.

L’AEMET ricorda che, all’aeroporto di Santander, dove le rilevazioni iniziano nel 1954, i 30 °C erano stati superati prima di giugno solo in due giornate. Quest’anno siamo già a sei. All’osservatorio di Badajoz-Aeroporto, con 71 anni di dati, in maggio si sono superati i 38 °C per la prima volta in tutta la serie storica.

L’anomalia non fa distinzioni geografiche: l’episodio colpisce allo stesso modo il sud-ovest della penisola, il nord cantabrico, la valle dell’Ebro e gran parte dell’Europa occidentale.

Dove il caldo è più intenso e cosa aspettarsi nei prossimi giorni

In Spagna il caldo è distribuito in modo irregolare, ma sono pochi gli angoli che si salvano. Nel quadrante sud-occidentale da giorni si registrano massime tra 37 e 39 °C e in alcune zone del sud si potrebbero sfiorare i 40 °C nella seconda metà della settimana. Badajoz, Siviglia, Cordova, Jaén, Toledo e Saragozza figurano tra le province più colpite.

La valle dell’Ebro, storicamente uno dei grandi forni della penisola, torna a esserlo. Ma l’aspetto più sorprendente di questo episodio è ciò che sta accadendo al nord. A Bilbao si sfiorano le temperature più alte mai registrate in un mese di maggio. Anche la Cantabria, le Asturie e l’interno della Galizia si trovano su livelli fuori dall’ordinario.

Le previsioni per il resto della settimana indicano una leggera attenuazione all’estremo nord-ovest, ma un’intensificazione verso est: venerdì si potrebbero raggiungere 36 °C a Madrid, 38 °C a Siviglia e fino a 39 °C a Lleida e Saragozza. L’eventuale tregua, se arriverà, non sarà prima del fine settimana. È così che la Spagna saluterà maggio ed entrerà in giugno.

Un fattore su cui gli esperti insistono molto sono le notti tropicali, quelle in cui il termometro non scende sotto i 20 °C. In province come Cadice, Siviglia o Barcellona le temperature minime si avvicineranno o supereranno quella soglia per diversi giorni consecutivi.

Il problema non è solo l’afa: quando l’organismo non riesce a recuperare durante il sonno, lo stress termico si accumula giorno dopo giorno. I medici avvertono che sono proprio quelle notti senza sollievo, più ancora dei picchi diurni, ad avere il maggior impatto sulla salute pubblica, soprattutto tra gli anziani e i malati cronici.

Europa in allerta: record e prime vittime

L’ondata di caldo non conosce frontiere. Nel Regno Unito, dove valori simili sono molto più eccezionali che nel sud Europa, il termometro ha toccato i 34,8 °C a Kew Gardens, a Londra, superando il precedente record di maggio di 32,8 °C stabilito nel 1922 eguagliato nel 1944.

Il giorno successivo il record è stato di nuovo battuto con 35,1 °C e il Paese ha vissuto diversi giorni consecutivi con notti tropicali, un fatto praticamente senza precedenti per questo mese.

La Francia sta vivendo il volto più duro di questa ondata. Il mercurio ha raggiunto i 35 °C vicino a Londra e potrebbe arrivare a 39 °C in alcune zone della Francia e della Spagna. Le autorità francesi hanno emesso l’allerta arancione, misura senza precedenti per il mese di maggio, in diversi dipartimenti dell’ovest del Paese. In Francia due persone sono morte mentre facevano sport, una domenica a Parigi e l’altra lunedì a Lione. Anche in Italia si stanno registrando temperature massime in maggio.

La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 potrebbe entrare nella storia climatica dell’Europa per i valori raggiunti, ben oltre le alte temperature tipiche dell’estate. I meteorologi avvertono che le temperature stanno salendo da 12 a 16 °C sopra le medie climatologiche di lungo periodo, mentre i gas serra continuano a riscaldare il pianeta.

La domanda che molti si pongono è se episodi di questo tipo fossero normali in passato. La risposta ha diverse sfumature. Le ondate di calore in primavera sono sempre esistite, ma oggi la loro intensità, estensione e durata sono diverse.

Gli studi di attribuzione climatica stimano che le ondate di calore di giugno in Europa siano oggi circa dieci volte più probabili rispetto alle condizioni preindustriali, e la stessa tendenza comincia a essere visibile anche in maggio. Ciò che un tempo erano brevi incursioni di caldo primaverile si sta trasformando, poco a poco, nel nuovo punto di partenza.

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