Non si arrestano i raid reciproci tra Stati Uniti, Israele e Iran, che coinvolgono anche numerose nazioni del Golfo. Attaccato un deposito di munizioni in Iran: il presidente degli Usa Donald Trump ha condiviso il video sui social network. Uccisi quattro soldati israeliani in Libano
A ormai più di un mese dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, l'evoluzione del conflitto rimane incerta. Se da un lato si accavallano voci su una possibile exit strategy da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le bombe continuano a cadere non soltanto in Iran e Israele ma anche in numerosi altri Paesi del Golfo.
Contemporaneamente, la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per le materie prime, sta paralizzando numerose catene d'approvvigionamento, a partire da quelle energetiche. La guerra sta imponendo poi un calo netto della produzione petrolifera e di gas nell'area, causando un'impennata dei prezzi.
Nella ultime ore, numerose esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme e a Teheran.
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Israele, sei feriti dopo un attacco a Bnei Brak
Sono sei le persone rimaste ferite a seguito di un attacco iraniano nella zona di Bnei Brak, in Israele. Altri raid hanno raggiunto Tel Aviv e la città di Petah Tikva, a Est della capitale.
Ripristinata l'erogazione di energia elettrica a Teheran
Dopo una serie di attacchi che hanno colpito varie zone della capitale dell'Iran, Teheran, l'agenzia di stampa Fars ha fatto sapere sul proprio account Telegram che l'erogazione di energia elettrica è stata ristabilita nella maggior parte dei quartieri colpiti.
"Alle 7 del mattino l'energia elettrica era stata ripristinata per la maggior parte degli utenti nelle zone colpite e, grazie al lavoro incessante del personale tecnico, per gli utenti rimanenti sarà completamente ripristinata entro i prossimi minuti”, si legge nel comunicato.
خبرگزاری فارس
برق بیشتر نقاط در تهران وصل شد 🔹مدیرعامل شرکت توزیع برق تهران: حدود ساعت ۵:۵۰ بامداد امروز سه شنبه ۱۱ فروردین ماه در پی اصابت ترکش و موج انفجار به یکی از خطوط…
Riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
È prevista per oggi, martedì 31 marzo, ho una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu, dopo la morte di tre caschi blu indonesiani, appartenenti alla missione Unifil, nel Sud del Libano. Da giorni l'esercito israeliano sta conducendo una violenta offensiva nella regione.
La riunione del Consiglio di sicurezza inizierà alle 16 ora italiana ed è stata organizzata su richiesta della Francia.
Giustiziati a Teheran due dissidenti
Due uomini accusati di aver lavorato al fine di "rovesciare il governo di Teheran" e per questo condannati a morte, sono stati giustiziati in Iran. In particolare, i due avrebbero fatto parte dell'organizzazione dissidente in esilio Mujahedin-e Khalq. Entrambi sono stati impiccati.
L'Iran: colpiti siti militari nella zona di Isfahan
Alcuni siti militari sono stati colpiti in Iran, nel corso di una serie di raid effettuati da Stati Uniti e Israele nella regione di Isfahan. A indicarlo è l'agenzia di stampa iraniana Fars, che cita un funzionario locale. Non è stato precisato quali siano i danni arrecati né se ci siano vittime.
Libano, i ministri della Difesa di Italia e Francia condannano gli attacchi a Unifil
I ministri della Difesa di Italia e Francia, Guido Crosetto e Catherine Vautrin, hanno espresso la loro "forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza". Ciò a seguito dei nuovi attacchi che hanno colpito i membri dell'Unifil, la missione delle Nazioni Unite in Libano. I due esponenti dei governi di Roma e Parigi hanno precisato che si tratta di fatti giudicati "inaccettabili" e hanno sottolineato come la stabilità del Libano sia imprescindibile per l'intera regione del Mediterraneo.
Il Ministro della Difesa, @GuidoCrosetto, e il Ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, @CaVautrin, hanno tenuto ieri pomeriggio un approfondito colloquio telefonico dedicato alla grave crisi in Libano.
— Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) March 31, 2026
🗞 Leggi il comunicato stampa congiunto ➡️… pic.twitter.com/0vlzIuN4UU
Zelensky: guerra in Medio Oriente aiuta la Russia
Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky a sottolineato in un'intervista concessa ad Axios che la guerra in Medio Oriente sta avvantaggiando la Russia. "Sono certo - ha dichiarato - che Mosca punti a un conflitto prolungato. Ne trae dei vantaggi: gli Usa sono concentrati lì e potrebbero ridurre il sostegno militare all'Ucraina. Le sanzioni sono state in parte revocate. Vedo solo vantaggi per la Russia".
Exclusive: Zelensky says Russia winning from Iran war https://t.co/AsJutyHDgI
— Axios (@axios) March 30, 2026
Due porta-container cinesi autorizzata ad attraversare lo Stretto di Hormuz
Due porta-container battenti bandiera cinese e appartenenti alla società Cosco hanno potuto attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto indicato dai dati di Marine Traffic. Si tratta della CSCL Indian Ocean e della CSCL Arctic Ocean. Entrambe hanno effettuato il passaggio nella mattinata di lunedì.
L'Australia a Trump: chiarisca i fini della guerra
Il primo ministro dell'Australia, Anthony Albanese, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di chiarire quali siano i reali obiettivi della guerra contro l'Iran, condotta assieme a Israele. "All'inizio si è puntati ad impedire a Teheran di ottenere una bomba nucleare. Questo obiettivo è stato ottenuto. Ora vogliamo maggiore chiarezza su quali siano le altre finalità”.
Il capo di governo australiano ha quindi sottolineato l'auspicio di "vedere al più presto una de-escalation" in Medio Oriente.
Produzione di petrolio affossata dalla guerra
La produzione di petrolio nei Paesi del Golfo è scesa, a seconda dei casi dal 25 all'80 per cento a seguito della guerra in Medio Oriente. A riferirlo è la società Kpler, specializzata nel monitoraggio dei flussi di materie prime, citata dal quotidiano francese Le Monde. In particolare, il calo meno marcato è quello dell'Arabia Saudita, che ha perso un quarto della propria produzione, mentre in Kuwait il dato è sceso del 60 per cento. La situazione più complessa è quella dell'Iraq, dove la contrazione è stata addirittura dell'80 per cento.
Attaccata petroliera del Kuwait a Dubai
Una petroliera kuwaitiana è stata oggetto di un attacco iraniano mentre si trovava nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. A riferirlo sono state inizialmente fonti del Kuwait, quindi il raid è stato confermato dalle autorità emiratine. Secondo quanto si apprende, non ci sarebbero sversamenti di petrolio, né sono rimaste ferite le 24 persone a bordo della nave.
Colpito un deposito di munizioni in Iran
Un importante deposito di munizioni è stato colpito da un attacco degli Stati Uniti nella notte tra lunedì e martedì. Il sito si trova nella città di Isfahan. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, avrebbe ospitato numerose munizioni. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un video sul suo social network Truth, privo di commenti, che raffigurerebbe le esplosioni successive al raid.
Iran, l'Unione europea proroga le sanzioni
L'Unione europea ha deciso di prorogare fino al prossimo 13 aprile le sanzioni a carico dell'Iran, il cui governo è accusato di gravi violazioni dei diritti umani. La decisione è stata adottata dal Consiglio europeo. L'elenco comprende 262 individui e 53 entità.
Uccisi quattro soldati israeliani in Libano
L'esercito di Israele ha fatto sapere che quattro dei suoi soldati sono stati uccisi in Libano. Altri tre sono stati feriti, uno in modo grave.
Israele approva la pena di morte per i palestinesi condannati per attentati terroristici
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge che prevede la pena di morte per i palestinesi condannati con accuse di terrorismo per attacchi mortali. Una misura che è stata duramente criticata dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni che difendono i diritti umani, poiché considerata discriminatoria e disumana.