Non si fermano i raid reciproci tra Stati Uniti, Israele e Iran, che coinvolgono anche numerose nazioni del Golfo. Attaccato un deposito di munizioni in Iran: il presidente degli Usa Donald Trump ha condiviso il video sui social network. Uccisi quattro soldati israeliani in Libano
Il ministero della Difesa ha commentato la notizia sull'uso della Base di Sigonella con un comunicato le quale si afferma che "l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere" e sottolinea inoltre che "non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione".
Venerdì scorso il ministro della difesa Crosetto avrebbe negato l'atterraggio nella base siciliana di bombardieri Usa diretti in Medio Oriente.
A ormai più di un mese dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, l'evoluzione del conflitto rimane incerta. Se da un lato si accavallano voci su una possibile exit strategy da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le bombe continuano a cadere non soltanto in Iran e Israele ma anche in numerosi altri Paesi del Golfo.
Contemporaneamente, la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per le materie prime, sta paralizzando numerose catene d'approvvigionamento, a partire da quelle energetiche. La guerra sta imponendo poi un calo netto della produzione petrolifera e di gas nell'area, causando un'impennata dei prezzi.
Nella ultime ore, numerose esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme e a Teheran.
${title}
Diretta conclusa
Dipartimento di Stato Usa: "A conoscenza della situazione", si auspica "liberazione il più rapidamente possibile"
Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato di essere a conoscenza del "presunto rapimento" di Shelly Kittleson, la giornalista statunitense a Baghdad, in Iraq. In una nota, il dipartimento sottolinea di aver "precedentemente adempiuto al proprio dovere di avvertire questo individuo delle minacce nei suoi confronti e continuerà a coordinarsi con l'Fbi per garantirne la liberazione il più rapidamente possibile". "Un individuo con legami con il gruppo di milizia allineato all'Iran Kataib Hezbollah, ritenuto coinvolto nel rapimento, è stato preso in custodia dalle autorità irachene", conclude il dipartimento.
The U.S. Department of State is aware of the reported kidnapping of an American journalist in Baghdad, Iraq.
— Dylan Johnson (@ASDylanJohnson) March 31, 2026
The State Department previously fulfilled our duty to warn this individual of threats against them and we will continue to coordinate with the FBI to ensure their…
Cosa sappiamo del rapimento della giornalista Usa a Baghdad
Abbiamo fatto il punto di quanto si sa finora del rapimento di Shelly Kittleson in Iraq.
Iraq: giornalista statunitense rapita a Baghdad
Una giornalista freelance americana è stata rapita a Baghdad, Iraq. Ma è giallo al momento intorno alla sua sorte. Secondo al-Arabyia, la reporter sarebbe stat…
Governo: "Rapporti solidi con gli Usa", su Sigonella rispettati trattati
L'Italia rispetta i trattati e "fornisce attualmente sostegno garantendo accesso, basi e diritti di sorvolo alle forze statunitensi", ha detto all'agenzia Ansa un funzionario del Pentagono in merito alla decisione di negare l'uso della base di Sigonella ai bombardieri americani. "Sì" ha poi risposto il funzionario alla domanda se l'Italia rispetti i trattati con gli Usa sull'uso della basi. "L'Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere", ha commentato in precedenza la premier Meloni. Secondo Palazzo Chigi i rapporti con Washington rimangono "solidi e improntati a una piena e leale collaborazione".
Leone XIV: "Trump ha detto volere la fine della guerra", torni a negoziare
"Il presidente Trump ha recentemente affermato di voler porre fine alla guerra, speriamo che stia cercando una via d'uscita, speriamo che stia cercando un modo per ridurre la violenza, i bombardamenti, cosa che darebbe un contributo significativo per eliminare l'odio che si sta creando, che sta crescendo costantemente in Medio Oriente e altrove", ha detto il Papa a Castel Gandolfo, parlando con i giornalisti. "A tutti i leader del mondo dico tornate al tavolo per il dialogo", ha concluso Leone XIV.
Araghchi: scambio di messaggi con gli Stati Uniti, ma non sono negoziati
Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato ad Al Jazeera che ci sono stati scambi di messaggi con gli Stati Uniti, direttamente o tramite intermediari nella regione. Tuttavia, Abbas Araghchi afferma che ciò non significa che l'Iran sia in trattative con Washington. "Ricevo messaggi da Witkoff direttamente, come in precedenza, e questo non significa che siamo in trattative", ha dichiarato il ministro.
Amico di Kittleson: "Rapita, forse da Kata'ib Hezbollah", una milizia filo-Iran
"Posso confermare che la mia amica Shelly Kittleson è stata rapita e potrebbe essere stata presa in ostaggio a Baghdad da Kata'ib Hezbollah. Non si conoscono nè il luogo in cui si trova nè le sue condizioni. Sono il suo referente designato negli Stati Uniti. Se avete informazioni, vi prego di fornirle alle forze dell'ordine e di inviarmi un messaggio privato". Lo scrive su X Alex Plitsas, analista di Sicurezza nazionale per la Cnn. "Ogni notizia sulla sua liberazione è falsa, secondo il ministero dell'Interno locale", precisato un altro collega della giornalista in Iraq.
🚨🚨🚨 I can confirm that my friend Shelly Kittleson was abducted and may have taken hostage in Baghdad by Khatib Hezbollah. Whereabouts and condition unknown. I am her designated U.S. point of contact. If you have information please provide to law enforcement and send me a DM.
— Alex Plitsas 🇺🇸 (@alexplitsas) March 31, 2026
Giallo sulla sorte di Shelly Kittleson
La giornalista Usa rapita in Iraq è una freelance che collabora anche per testate italiane, tra cui il Foglio, che proprio oggi ha pubblicato un suo articolo sul Kurdistan iracheno. Secondo il Corriere della Sera, Shelly Kittleson sarebbe stata liberata e si troverebbe adesso in un ospedale per accertamenti, ma non vi sono conferme ufficiali. Il ministero dell'Interno iracheno ha confermato che una giornalista straniera è stata rapita, senza fornire la sua identità né nazionalità ed è stata arrestata una persona coinvolta nel sequestro, riporta al Jazeera che cita una dichiarazione, e sono in corso sforzi per ottenere il suo rilascio.
⚡️BREAKING
— Iran Observer (@IranObserver0) March 31, 2026
American journalist Shelly Kittleson has been kidnapped in broad daylight in Baghdad pic.twitter.com/nBwzEcDReM
Media: giornalista Usa rapita a Baghdad
La giornalista statunitense Shelly Kittleson è stata rapita a Baghdad da individui non identificati, ha riportato Alarabiya.
Kittleson lavora come collaboratrice con diversi media, tra cui alcuni italiani. Oggi sul Foglio è stato pubblicato un suo articolo intitolato "Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno".
Il ministero dell’Interno dell'Iraq ha assicurato che le forze di sicurezza hanno avviato un'operazione per rintracciare i rapitori, senza però confermare l'identità del reporter rapito. Un veicolo appartenente ai rapitori è stato intercettato e si è ribaltato mentre questi tentavano di fuggire, riposta l'agenzia LaPresse. Un sospetto è stato arrestato e uno dei veicoli utilizzati nel rapimento è stato sequestrato, ma altri rimangono a piede libero.
Esercito libanese evacua posizioni nel sud a causa dell’invasione israeliana
Secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza libanese ad Al Jazeera, l’esercito del Libano ha evacuato alcune delle sue posizioni nel sud del Paese in seguito all’invasione israeliana.
Le truppe si sono ritirate da Dibil, Ain Ebel, Rmeish, al-Tayri e Beit Yahoun, nel settore centrale, per timori legati all’intensificazione degli attacchi e alla possibile interruzione delle comunicazioni con le unità presenti sul terreno.
Onu contro Israele sulla nuova legge sulla pena di morte: “Rischio crimine di guerra”
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha criticato con fermezza la recente approvazione da parte del Parlamento israeliano di una legge sulla pena di morte, definendola “profondamente discriminatoria”. Secondo Türk, il provvedimento sarebbe in contrasto con gli obblighi internazionali di Israele e, se applicato nei Territori palestinesi occupati, potrebbe configurare un crimine di guerra. La norma prevede la pena capitale per i palestinesi della Cisgiordania giudicati colpevoli di attacchi mortali classificati come atti di terrorismo da tribunali militari israeliani. Le dichiarazioni riaccendono il dibattito internazionale sulle implicazioni legali e umanitarie della misura. Sulla stessa linea il governo svizzero.
#Switzerland is deeply concerned by the adoption of #Israel’s #DeathPenaltyBill.
— Swiss MFA (@SwissMFA) March 31, 2026
We have raised the issue with Israeli authorities and urge them to revoke the law, restore the long-standing moratorium and uphold their obligations under international #HumanRights law.
Appello dell’Europa per la sicurezza dell’Unifil dopo morte Caschi Blu in Libano
Dieci Paesi europei, insieme all’Unione europea, hanno lanciato un appello congiunto per garantire la sicurezza della missione di pace dell'Onu in Libano, dopo la morte di tre peacekeeper nelle ultime 48 ore.
Nella dichiarazione, i ministri degli Esteri di diversi Stati membri – tra cui l’Italia – hanno chiesto a tutte le parti coinvolte di proteggere il personale e le strutture di Unifil, sottolineando che le recenti perdite rappresentano un fatto “inaccettabile”. Il documento ribadisce il pieno sostegno al mandato della forza di pace nel sud del Libano e invita a mantenere aperti i canali diplomatici per evitare un’ulteriore escalation.
I firmatari hanno inoltre esortato Israele a non aggravare il conflitto, in particolare evitando operazioni terrestri in territorio libanese, e hanno allo stesso tempo condannato gli attacchi di Hezbollah contro Israele. Infine, l’appello incoraggia il governo libanese ad adottare misure concrete per rafforzare la propria sovranità su tutto il territorio nazionale, inclusa la gestione esclusiva delle armi da parte dello Stato.
Comunicato congiunto dei Ministri degli Esteri di Belgio, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito, e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, sulla situazione in Libano:https://t.co/ppjpN4ZGuL
— Italy in Lebanon (@ItalyinLebanon) March 31, 2026
Tensioni tra Francia, Stati Uniti e Israele: polemiche sul sorvolo e stop alla cooperazione militare
Si intensificano le frizioni diplomatiche tra Parigi, Washington e il governo di Israele. La Francia ha espresso sorpresa dopo le critiche di Donald Trump, che ha accusato il Paese di scarsa collaborazione nel contesto del conflitto con l’Iran, in seguito al rifiuto di autorizzare il sorvolo del proprio territorio da parte di voli diretti in Israele con equipaggiamento militare. Dall’Eliseo è arrivata una risposta netta: la decisione è coerente con la linea mantenuta fin dall’inizio della crisi e non rappresenta alcun cambio di posizione.
Nel frattempo, secondo i media israeliani, Israele avrebbe sospeso tutti gli accordi di difesa con la Francia, ritenendo “ostile” l’atteggiamento adottato da Parigi negli ultimi anni. Tra le conseguenze, anche l’annullamento della visita della viceministra della Difesa francese, Alice Rufo. La mossa sarebbe legata proprio al diniego francese sul sorvolo per il trasporto di forniture militari. Parallelamente, la Francia continua la sua attività diplomatica nella regione: Rufo si trova infatti in Libano per incontri istituzionali e per ribadire il sostegno alla sovranità del Paese e alla missione Unifil.
Cina e Pakistan lanciano una proposta per fermare il conflitto in Medio Oriente
Cina e Pakistan hanno presentato un’iniziativa congiunta in cinque punti per cercare di mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Il piano prevede un cessate il fuoco immediato, l’avvio rapido di negoziati di pace e lo stop agli attacchi contro civili e infrastrutture non militari, inclusi i siti energetici.
Tra le misure proposte anche il ripristino in tempi brevi della sicurezza per la navigazione civile e commerciale nello Stretto di Hormuz, oltre al raggiungimento di un accordo sostenuto dalle Nazioni Unite.
L’annuncio è arrivato dopo un incontro a Pechino tra il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il suo omologo pachistano Ishaq Dar. Entrambi i Paesi si sono detti disponibili a svolgere un ruolo di mediazione, secondo quanto riportato dai media internazionali
Minacce dell’Iran alle aziende tecnologiche Usa: evacuazione immediata e possibili attacchi
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno lanciato un avvertimento rivolto alle aziende tecnologiche statunitensi presenti nella regione, invitando dipendenti e residenti nelle aree circostanti a evacuare immediatamente. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia Tasnim, il gruppo ha affermato che le imprese americane attive nei settori tech e dell’intelligenza artificiale svolgerebbero un ruolo chiave nell’individuazione e nel tracciamento di obiettivi, motivo per cui verrebbero considerate bersagli legittimi.
Tra le aziende citate figurano Boeing, Tesla, Meta, Google e Apple, insieme ad altre società, per un totale di oltre 15 potenzialmente coinvolte. Secondo quanto dichiarato, eventuali operazioni contro strutture riconducibili a queste aziende potrebbero iniziare a partire dalle ore 20:00 (ora di Teheran) di mercoledì 1° aprile. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre avvertito che tali società potrebbero subire ritorsioni sulle proprie infrastrutture in risposta a quelle che definiscono azioni ostili contro l’Iran.
Il primo dei Caschi blu indonesiani ucciso da proiettile israeliano
Il militare indonesiano della missione Unifil morto domenica nel sud del Libano sarebbe stato ucciso da fuoco israeliano, secondo una fonte Onu citata dalla France Press. La missione ha aperto un'indagine sia su questo caso che sull'uccisione di altri due caschi blu e il ferimento di altrettanti, sempre indonesiani, lunedì.
Media: Francia ha negato a Israele uso spazio aereo
La Francia avrebbe negato a Israele l'uso del suo spazio aereo per il trasporto di armi statunitensi destinate alla guerra in Iran, lo scorso fine settimana. Lo riporta l'agenzia Reuters citando un diplomatico e due fonti informate dei fatti. Sarebbe la prima decisione di questo tipo da parte della Francia dall'inizio della guerra.
Ministro della Difesa israeliano Katz spiega piani per l'invasione di Israele in Libano
Parlando con i funzionari militari, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che l'obiettivo dell'esercito è controllare l'area a sud del fiume Litani, a circa trenta chilometri a nord del confine.
Katz ha affermato che Israele impedirà il ritorno di 600mila libanesi fuggiti dalla zona nelle ultime settimane, finché la sicurezza non sarà "garantita" per i residenti del nord di Israele.
Hezbollah e Israele si sono scambiati continui attacchi transfrontalieri dall'ultima escalation iniziata il 2 marzo. Il ministro della Difesa israeliano ha affermato che tutte le case nei villaggi libanesi direttamente al confine con Israele sarebbero state demolite "al fine di eliminare una volta per tutte le minacce vicino al confine provenienti dagli abitanti del nord".
Crosetto: falso dire che Italia ha sospeso uso delle basi agli Usa, nessuna tensione con Washington
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che "nulla è cambiato" in merito all'uso delle basi italiane da parte degli Usa, ribadendo l'aderenza agli impegni presi in parlamento e agli accordi internazionali che disciplinano la necessità o meno dell'autorizzazione tecnica del governo.
"Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato", ha scritto Crosetto in un post su X.
"Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni".
Il ministro della Difesa ha sottolineato come "gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare".
Crosetto ha poi ribadito che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia.
Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti USA.
— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) March 31, 2026
Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato.
Il Governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i Governi…
L'Iran nega di aver lanciato missili sulla Turchia
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha respinto come "completamente infondate" le notizie secondo cui Teheran avrebbe lanciato missili contro la Turchia e si è offerto di indagare congiuntamente sulla questione.
In una telefonata con il suo omologo turco Hakan Fidan, Araghchi ha messo in guardia contro le "operazioni sotto falsa bandiera da parte dei nemici" e ha affermato che l'Iran è "pronto a una cooperazione tecnica congiunta per esaminare qualsiasi possibile rivendicazione", secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano.
Lunedì, il ministero della Difesa turco ha dichiarato che le forze Nato hanno intercettato un nuovo missile lanciato dall'Iran, il quarto dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
Trump: Stati Uniti non ritireranno le loro risorse dall'area dello Stretto di Hormuz
"A un certo punto lo farò, non ancora, ma i Paesi devono intervenire e occuparsene", ha dichiarato martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Cbs News in un'intervista telefonica. "L'Iran è stato decimato, ma dovranno intervenire e fare il loro lavoro".
La conversazione ha fatto seguito a un post di Trump sui social media in cui attaccava gli alleati per la loro riluttanza ad aiutare gli Stati Uniti a riaprire il corridoio strategico. Ha affermato che l'Iran è stato "decimato" e non rappresenta più una "vera minaccia".
"Che vengano e se lo prendano. Non volevano dare una mano a nessuno. La Nato è terribile, e sono tutti terribili", ha detto Trump. "Quindi, se vogliono il petrolio, vengano e se lo prendano", ha concluso il presidente statunitense.
Trump: difficile per chiunque rimuovere uranio arricchito da Iran
L'uranio arricchito dell'Iran è sepolto così in profondità che sarebbe difficile da rimuovere per chiunque, ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista alla Cbs.
Lunedì il Wall Street Journal aveva scritto che Trump stava valutando un'operazione militare mirata per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran.
Hegseth: invasione di terra è un'opzione ma non possiamo rivelarlo
"Non si può combattere e vincere una guerra se si dice all'avversario cosa si è disposti a fare o cosa non si è disposti a fare, compreso l'invio di truppe sul terreno", ha dichiarato il segretario alla Difesa degli Usa Pete Hegseth, rispondendo a una domanda dei giornalisti su una possibile invasione di terra dell'Iran, nel corso di una conferenza stampa al Pentagono.
"Se necessario potremmo mettere in atto queste opzioni", "oppure forse non dovremo usarle affatto. Forse i negoziati funzioneranno, o forse c'e' un approccio diverso. Ma il punto è essere imprevedibili", ha aggiunto Hegseth.
Missili iraniani sul centro di Israele: almeno dieci feriti
Un bombardamento iraniano con bombe a grappolo ha causato almeno nove feriti lievi a Bnei Brak e Petak Tikva, nel centro di Israele. Si registrano danni e auto in fiamme
Durante un bombardamento successivo, un operaio cinquantenne è rimasto moderatamente ferito da un'esplosione in una comunità nell'Alta Galilea ed è stato trasportato all'ospedale Ziv di Safed.
Hegseth visita soldati Usa in Medio Oriente
I morale tra i soldati statunitensi in Medio Oriente "è alto", ha dichiarato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth, aggiungendo che "le nostre truppe mi hanno chiesto bombe più potenti per attaccare l'Iran".
Hegseth ha affermato che i colloqui con l'Iran sono in corso e anche se gli Usa "preferirebbero di gran lunga" raggiungere un accordo per porre fine alla guerra, ma intanto "negozieremo con le bombe".
Il segretario alla Difesa degli Usa ha dichiarato che dopo aver parlato con alti funzionari statunitensi come il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, "posso dire che i colloqui sono molto concreti, sono in corso, sono attivi e credo che stiano guadagnando terreno. E lo apprezziamo. Preferiremmo di gran lunga raggiungere un accordo se l'Iran fosse disposto a rinunciare al materiale bellico in suo possesso e alle sue ambizioni di aprire lo stretto. Questo e' l'obiettivo, non vogliamo dover fare piu' di quanto sia necessario a livello militare. Ma non intendevo dire con leggerezza quando ho affermato che, nel frattempo, negozieremo con le bombe".
Fonti iraniane: "Distrutto stabilimento di farmaci anti-tumorali"
La televisione di Stato dell'Iran ha affermato che, nell'ambito degli ultimi attacchi che sono stati condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, sarebbe stato colpito anche uno stabilimento per la produzione di medicinali anti-tumorali. Si tratterebbe infatti della fabbrica di un'importante industria farmaceutica locale.
Libano, l'Unifil apre un'inchiesta sulla morte dei tre caschi blu indonesiani
L'Unifil, la missione di interposizione delle Nazioni Unite in Libano, ha annunciato l'apertura di un'inchiesta il cui obiettivo è di stabilire quale sia l'origine dell'esplosione che ha distrutto un loro veicolo nei pressi di Bani Hayyan, provocando la morte di tre soldati indonesiani.
I prezzi del petrolio sembrano stabilizzarsi
I prezzi del petrolio sembrano, perlomeno nell'immediato, stabilizzarsi. A metà mattina, il prezzo del Brent nel mare del Nord, con consegna a maggio, è sceso dello 0,05 per cento, attestandosi a 112,6 dollari al barile. Il riferimento americano Wti ha registrato un calo più sostenuto, pari allo 0,44 per cento, a 102,43 dollari.
Si tratta di un segnale che potrebbe indicare cautela da parte dei mercati rispetto all'ipotesi di una de-escalation del conflitto. Alcune informazioni trapelate da Washington indicano che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe assumere delle decisioni nel prossimo futuro in questo senso.
Libano, il ministro israeliano Katz: "Demoliremo le case nei villaggi al confine"
Esattamente come accaduto nelle città di Rafah, nella porzione meridionale della Striscia di Gaza, il governo israeliano punta demolire le case nei villaggi situati sul territorio del Libano al confine con Israele. Ad affermarlo è stato il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, secondo il quale è necessario creare una zona cuscinetto fino al fiume Litani, al fine di proteggere il territorio della nazione ebraica.
Eurozona, la guerra spinge l'inflazione al 2,5 per cento a marzo
Spinta dalle incertezze geopolitiche e alle difficoltà nel settore energetico legate alla guerra in Medio Oriente, l'inflazione ha rialzato la testa nell'Eurozona. Nei Paesi che adottano la moneta moneta unica infatti, la stima flash di Eurostat indica un aumento dei prezzi del 2,5 per cento a marzo, in netta crescita rispetto all'1,9 per cento del mese di febbraio febbraio.
Senza sorpresa, trainare la spinta inflazionistica è proprio il settore dell'energia, che ha registrato un +4,9 per cento nel terzo mese dell'anno, rispetto al calo che invece si era prodotto a febbraio e che era stato pari al 3,1 per cento. Aumentano poi anche i servizi (+3,2 per cento) e generi alimentari, alcol e tabacchi (+2,4 per cento). Più contenuti i rialzi dei beni industriali non energetici..
Usa, conferenza stampa congiunta del segretario alla Difesa e del Capo di Stato maggiore
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, e il Capo di Stato maggiore delle forze armate, generale Dan Caine, hanno annunciato una conferenza stampa, fissata per le 8 ora locale, le 14 in Italia. È la prima da oltre dieci giorni e ci si attende un punto sulla situazione in Medio Oriente.
Iran, pena di morte per chi condivide foto o video di danni
Secondo quanto riportato da Sky News, la magistratura dell'Iran ha avvertito che chiunque condivida su internet fotografie o filmati che ritraggono danni sul suolo della Repubblica islamica legati alla guerra rischia la pena di morte. Si tratta di un'attività, infatti, che secondo le autorità di Teheran potrebbe fornire a Stati Uniti e Israele informazioni utili per le attività militari.
Con la guerra in Medio Oriente, 17 milioni di persone in Africa rischiano la fame
"La guerra in Medio Oriente sta destabilizzando l'economia mondiale, con ripercussioni che vanno ben oltre le zone di conflitto. Solo nell'Africa meridionale e orientale, fino a 17 milioni di persone in più potrebbero trovarsi ad affrontare una grave carestia a causa delle difficoltà economiche e dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari”. A spiegarlo è l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, che per la sua analisi si basa anche sui dati del Programma alimentare mondiale.
The war in the Middle East is destabilizing the global economy, with impacts far beyond the frontlines.
— United Nations (@UN) March 31, 2026
In Southern & Eastern Africa alone, up to 17 million more people could face severe hunger as economies strain & food prices rise.
More from @UNOCHA: https://t.co/99uLqBo7wA pic.twitter.com/3Vx58J8HtD
Colpito un impianto di desalinizzazione iraniano
Un impianto di desalinizzazione situato sull'isola iraniana di Qeshm è stato colpito da un attacco aereo. A riferirlo è l'agenzia di stampa di Teheran Isna, che cita un funzionario del ministero della Salute, Mohsen Farhadi. Non è stata precisata la data dell'attacco, ma è stato spiegato che l'impianto risulta completamente fuori servizio e non riparabile nel breve periodo.
Il governatore di Bankitalia Panetta: "Guerra modifica profondamente prospettive economiche"
Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ha espresso in una relazione le proprie preoccupazioni per le incertezze causate dal conflitto in Medio Oriente. L'economista ha spiegato infatti che "lo scorso dicembre si prevedeva che la domanda interna avrebbe continuato a fornire un contributo positivo". Tuttavia, la guerra ha "modificato profondamente" tali prospettive: "I mercati finanziari hanno reagito con un aumento dei rendimenti e dei premi per la copertura dei rischi, un calo delle Borse e un indebolimento dell'euro".
Panetta ha quindi evidenziato i rischi inflazionistici e i timori di un deterioramento nell'accesso al credito. La BCE potrebbe infatti decidere nei prossimi mesi di ritoccare al rialzo i tassi d'interesse, proprio per contrastare la crescita dei prezzi.
Forti esplosioni a Dubai
Proseguono gli attacchi iraniani nei Paesi del Golfo. A Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, sono state udite numerose esplosioni nella mattinata di oggi. Le autorità locali hanno confermato che i sistemi anti-aerei sono stati attivati per intercettare missili e droni provenienti dall'Iran. Nelle ultime ore le deflagrazioni più violente.
Media polacchi: "Gli Usa hanno chiesto di spostare un sistema di difesa Patriot in Medio Oriente"
Secondo quanto riferito da alcuni mezzi di informazione della Polonia, gli Stati Uniti avrebbero chiesto alla nazione europea di spostare un sistema di difesa aerea Patriot in Medio Oriente. L'infrastruttura è attualmente situata sul suolo polacco, ma l'esercito statunitense ne avrebbe bisogno per riuscire a contrastare gli attacchi provenienti dall'Iran.
Il quotidiano Rzeczpospolita a precisato inoltre che Washington avrebbe chiesto anche lo spostamento di alcuni missili.
Qualora la notizia dovesse essere confermata, potrebbe rinsaldare le analisi di chi, in queste settimane, hanno osservato come la potenza militare americana, sulla carta soverchiante, si stia scontrando con problemi non del tutto attesi da parte di Washington. In particolare, l'utilizzo massiccio di droni a basso costo da parte del governo di Teheran starebbe complicando notevolmente le operazioni in Medio Oriente, generando anche costi particolarmente elevati per gli Usa.
Unione europea, prevista per oggi riunione dei ministri dell'Energia
È prevista per oggi una riunione in video conferenza dei ministri dell'Energia dei Paesi membri dell'Unione Europea. All'ordine del giorno, la crisi energetica provocata dal conflitto in Medio Oriente e, in particolare, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il vertice è stato fissato per le ore 15.
Iran, in arrivo pedaggio per il passaggio nello Stretto di Hormuz
Il parlamento dell'Iran ha approvato l'introduzione di un pedaggio chiesto alle navi per consentire loro il passaggio nello Stretto di Hormuz. A spiegarlo è l'agenzia di stampa iraniana Fars, secondo la quale Teheran ha rivendicato la propria "sovranità" sul tratto di mare.
Già nei giorni scorsi, pur in assenza di una normativa ad hoc, si è parlato di pagamenti da parte degli armatori per assicurarsi un passaggio sicuro nello stretto. C'è chi avrebbe sborsato addirittura milioni di dollari.
La decisione dovrà però espletare una serie di passaggi nell'iter legis previsto dall'ordinamento iraniano prima di poter entrare in vigore.
Unicef: "Morti più di 340 bambini e migliaia feriti in Medio Oriente"
"A più di un mese dall'inizio dell'escalation militare in Medio Oriente, il conflitto continua a mietere vittime tra i bambini di tutta la regione. Secondo quanto riportato, più di 340 bambini sono stati uccisi e migliaia sono rimasti feriti. Il bilancio comprende 216 morti e 1.767 feriti in Iran, 124 morti e 413 feriti in Libano, quattro morti e 862 feriti in Israele, un bambino ucciso in Kuwait, quattro feriti in Bahrein e un ferito in Giordania". Ad affermarlo è un comunicato dell'Unicef diffuso lunedì 30 marzo.
Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, l'evento singolo più tragico per i bambini è stato l'attacco alla scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 alunne. Ma l'Unicef sottolinea anche che "gli attacchi incessanti da parte delle parti in conflitto in diversi paesi stanno distruggendo e danneggiando le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari”.
“I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, mentre proprio i sistemi e i servizi destinati a garantirne la sicurezza sono oggetto di attacchi”, ha affermato la direttrice esecutiva Catherine Russell, Secondo la quale "è necessario un intervento urgente da parte di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini.”
Corriere della Sera: "Italia ha negato uso base Sigonella agli Usa"
L'Italia ha negato agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella per un'operazione dell'aeronautica americana. A rivelarlo è il Corriere della Sera, che ha spiegato come ciò sia accaduto alcuni giorni fa, benché la notizia sia trapelata soltanto ora.
La ricostruzione del quotidiano milanese precisa che “è stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti. Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo".
Sono stati in seguito condotti accertamenti che hanno permesso di comprendere che tali spostamenti non rientravano negli accordi tra Usa e Italia, poiché "non si trattava di voli normali o logistici".
Israele, sei feriti dopo un attacco a Bnei Brak
Sono sei le persone rimaste ferite a seguito di un attacco iraniano nella zona di Bnei Brak, in Israele. Altri raid hanno raggiunto Tel Aviv e la città di Petah Tikva, a Est della capitale.
Ripristinata l'erogazione di energia elettrica a Teheran
Dopo una serie di attacchi che hanno colpito varie zone della capitale dell'Iran, Teheran, l'agenzia di stampa Fars ha fatto sapere sul proprio account Telegram che l'erogazione di energia elettrica è stata ristabilita nella maggior parte dei quartieri colpiti.
"Alle 7 del mattino l'energia elettrica era stata ripristinata per la maggior parte degli utenti nelle zone colpite e, grazie al lavoro incessante del personale tecnico, per gli utenti rimanenti sarà completamente ripristinata entro i prossimi minuti”, si legge nel comunicato.
خبرگزاری فارس
برق بیشتر نقاط در تهران وصل شد 🔹مدیرعامل شرکت توزیع برق تهران: حدود ساعت ۵:۵۰ بامداد امروز سه شنبه ۱۱ فروردین ماه در پی اصابت ترکش و موج انفجار به یکی از خطوط…
Riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
È prevista per oggi, martedì 31 marzo, ho una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu, dopo la morte di tre caschi blu indonesiani, appartenenti alla missione Unifil, nel Sud del Libano. Da giorni l'esercito israeliano sta conducendo una violenta offensiva nella regione.
La riunione del Consiglio di sicurezza inizierà alle 16 ora italiana ed è stata organizzata su richiesta della Francia.
Giustiziati a Teheran due dissidenti
Due uomini accusati di aver lavorato al fine di "rovesciare il governo di Teheran" e per questo condannati a morte, sono stati giustiziati in Iran. In particolare, i due avrebbero fatto parte dell'organizzazione dissidente in esilio Mujahedin-e Khalq. Entrambi sono stati impiccati.
L'Iran: colpiti siti militari nella zona di Isfahan
Alcuni siti militari sono stati colpiti in Iran, nel corso di una serie di raid effettuati da Stati Uniti e Israele nella regione di Isfahan. A indicarlo è l'agenzia di stampa iraniana Fars, che cita un funzionario locale. Non è stato precisato quali siano i danni arrecati né se ci siano vittime.
Libano, i ministri della Difesa di Italia e Francia condannano gli attacchi a Unifil
I ministri della Difesa di Italia e Francia, Guido Crosetto e Catherine Vautrin, hanno espresso la loro "forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza". Ciò a seguito dei nuovi attacchi che hanno colpito i membri dell'Unifil, la missione delle Nazioni Unite in Libano. I due esponenti dei governi di Roma e Parigi hanno precisato che si tratta di fatti giudicati "inaccettabili" e hanno sottolineato come la stabilità del Libano sia imprescindibile per l'intera regione del Mediterraneo.
Il Ministro della Difesa, @GuidoCrosetto, e il Ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, @CaVautrin, hanno tenuto ieri pomeriggio un approfondito colloquio telefonico dedicato alla grave crisi in Libano.
— Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) March 31, 2026
🗞 Leggi il comunicato stampa congiunto ➡️… pic.twitter.com/0vlzIuN4UU
Zelensky: guerra in Medio Oriente aiuta la Russia
Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky a sottolineato in un'intervista concessa ad Axios che la guerra in Medio Oriente sta avvantaggiando la Russia. "Sono certo - ha dichiarato - che Mosca punti a un conflitto prolungato. Ne trae dei vantaggi: gli Usa sono concentrati lì e potrebbero ridurre il sostegno militare all'Ucraina. Le sanzioni sono state in parte revocate. Vedo solo vantaggi per la Russia".
Exclusive: Zelensky says Russia winning from Iran war https://t.co/AsJutyHDgI
— Axios (@axios) March 30, 2026
Due porta-container cinesi autorizzata ad attraversare lo Stretto di Hormuz
Due porta-container battenti bandiera cinese e appartenenti alla società Cosco hanno potuto attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto indicato dai dati di Marine Traffic. Si tratta della CSCL Indian Ocean e della CSCL Arctic Ocean. Entrambe hanno effettuato il passaggio nella mattinata di lunedì.
L'Australia a Trump: chiarisca i fini della guerra
Il primo ministro dell'Australia, Anthony Albanese, ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di chiarire quali siano i reali obiettivi della guerra contro l'Iran, condotta assieme a Israele. "All'inizio si è puntati ad impedire a Teheran di ottenere una bomba nucleare. Questo obiettivo è stato ottenuto. Ora vogliamo maggiore chiarezza su quali siano le altre finalità”.
Il capo di governo australiano ha quindi sottolineato l'auspicio di "vedere al più presto una de-escalation" in Medio Oriente.
Produzione di petrolio affossata dalla guerra
La produzione di petrolio nei Paesi del Golfo è scesa, a seconda dei casi dal 25 all'80 per cento a seguito della guerra in Medio Oriente. A riferirlo è la società Kpler, specializzata nel monitoraggio dei flussi di materie prime, citata dal quotidiano francese Le Monde. In particolare, il calo meno marcato è quello dell'Arabia Saudita, che ha perso un quarto della propria produzione, mentre in Kuwait il dato è sceso del 60 per cento. La situazione più complessa è quella dell'Iraq, dove la contrazione è stata addirittura dell'80 per cento.
Attaccata petroliera del Kuwait a Dubai
Una petroliera kuwaitiana è stata oggetto di un attacco iraniano mentre si trovava nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. A riferirlo sono state inizialmente fonti del Kuwait, quindi il raid è stato confermato dalle autorità emiratine. Secondo quanto si apprende, non ci sarebbero sversamenti di petrolio, né sono rimaste ferite le 24 persone a bordo della nave.
Colpito un deposito di munizioni in Iran
Un importante deposito di munizioni è stato colpito da un attacco degli Stati Uniti nella notte tra lunedì e martedì. Il sito si trova nella città di Isfahan. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, avrebbe ospitato numerose munizioni. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un video sul suo social network Truth, privo di commenti, che raffigurerebbe le esplosioni successive al raid.
Iran, l'Unione europea proroga le sanzioni
L'Unione europea ha deciso di prorogare fino al prossimo 13 aprile le sanzioni a carico dell'Iran, il cui governo è accusato di gravi violazioni dei diritti umani. La decisione è stata adottata dal Consiglio europeo. L'elenco comprende 262 individui e 53 entità.
Uccisi quattro soldati israeliani in Libano
L'esercito di Israele ha fatto sapere che quattro dei suoi soldati sono stati uccisi in Libano. Altri tre sono stati feriti, uno in modo grave.
Israele approva la pena di morte per i palestinesi condannati per attentati terroristici
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge che prevede la pena di morte per i palestinesi condannati con accuse di terrorismo per attacchi mortali. Una misura che è stata duramente criticata dalla comunità internazionale e dalle organizzazioni che difendono i diritti umani, poiché considerata discriminatoria e disumana.