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Spionaggio nei mari: hacker filorussi e marittimi corrotti nel mirino della Procura Antimafia

Traghetto GNV, immagine d'archivio
Traghetto GNV, immagine d'archivio Diritti d'autore  Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Di Fortunato Pinto
Pubblicato il
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Un'inchiesta coordinata dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo ha svelato una rete di cyber-spionaggio internazionale che puntava al controllo dei traghetti italiani. L'ombra del Cremlino si allunga sulle infrastrutture critiche del Mediterraneo

Le autorità italiane e francesi hanno smantellato una cellula di hacker e sabotatori accusati di aver violato i sistemi informatici della compagnia Grandi Navi Veloci (GNV). L’operazione, che secondo gli inquirenti farebbe capo a gruppi filorussi, mirava a installare dispositivi elettronici occulti a bordo dei traghetti per captare dati sensibili e, potenzialmente, assumere il controllo remoto delle imbarcazioni.

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L’operazione e gli arresti dei sospetti

La vicenda ha preso il via nel dicembre 2025, a seguito di una denuncia presentata da GNV al Centro di sicurezza cibernetica della polizia postale ligure. Le indagini hanno portato all'arresto di tre cittadini lettoni. Due giovani di 24 e 25 anni sono stati fermati sei mesi fa a bordo delle navi Fantastic e Bridge, rispettivamente nei porti di Sète, in Francia, e Napoli.

Secondo le ricostruzioni, i marittimi avrebbero ricevuto un compenso di "qualche migliaio di euro" per manomettere i sistemi di bordo. Un terzo complice, considerato l'anello di congiunzione con il vertice dell'organizzazione, è stato arrestato una settimana fa in Spagna. Il presunto capo dell'operazione, un altro cittadino lettone di 40 anni, si troverebbe attualmente a Mosca.

La confessione e il ruolo della Russia

Uno degli arrestati ha ammesso le proprie responsabilità, confermando di essere stato pagato per installare i dispositivi, pur mantenendo il silenzio sui mandanti finali. Tuttavia, le autorità internazionali hanno pochi dubbi sulla matrice dell'operazione.

All'epoca dei primi fermi, il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, aveva lanciato un monito chiaro sulle attività di disturbo attribuite all'intelligente russa: "Oggi dietro le interferenze straniere c’è molto spesso un solo Paese".

Un pattern di sabotaggi marittimi?

L'inchiesta su GNV si inserisce in un contesto di crescente allerta per la "guerra ibrida" nei mari europei. Gli analisti del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) stanno valutando possibili collegamenti con altri incidenti sospetti.

Tra questi, la collisione avvenuta lo scorso anno nel Mare del Nord tra la portacontainer portoghese Solong e la petroliera svedese Stena Immaculate, che trasportava cherosene per le forze armate statunitensi. Sebbene il comandante della Solong, di nazionalità russa, sia stato condannato per negligenza e omicidio colposo, il sospetto di un sabotaggio deliberato rimane sullo sfondo delle indagini internazionali.

La Procura di Genova prosegue gli accertamenti per "accesso abusivo a sistema informatico", resta l'ipotesi dell'utilizzo di "proxy" da potenze straniere per colpire hub logistici e infrastrutture civili occidentali.

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