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Stipendi medi in Europa: i Paesi con salari più alti e più bassi

In questa foto a lunga esposizione, un esperto di falsi della Bundesbank conta nuove banconote da dieci euro durante una conferenza stampa nella filiale.
Nell'immagine, realizzata con una lunga esposizione, un esperto di banconote false della Bundesbank conta nuove banconote da dieci euro durante conferenza stampa in filiale. Diritti d'autore  Copyright 2014 AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2014 AP. All rights reserved.
Di Servet Yanatma
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Euronews Business analizza più da vicino i salari lordi medi annui in Europa, sulla base del rapporto OCSE 2026. I dati mostrano forti disparità, sia in termini nominali sia di potere d’acquisto

Nel 2025, gli stipendi medi variano in modo marcato in tutta Europa. Se si considera il potere d’acquisto, il divario si riduce. Ma la distanza tra i Paesi che pagano di più e quelli che pagano di meno resta ampia.

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Quali sono quindi i Paesi che pagano di più? Dove si registrano gli stipendi più alti e quelli più bassi in Europa? E in che modo il potere d’acquisto cambia la fotografia delle retribuzioni?

Secondo il rapporto Taxing Wages 2026 dell’OCSE, lo stipendio medio annuo lordo va da 18.590 euro in Turchia a 107.487 euro in Svizzera. I dati riguardano 27 Paesi europei, di cui 22 membri dell’UE.

La Svizzera è l’unico Paese in cui lo stipendio medio lordo supera i 100.000 euro.

L’Islanda è seconda con 85.950 euro. Il Lussemburgo guida la classifica nell’UE con 77.844 euro e si colloca al terzo posto complessivo.

Danimarca (71.961 euro) e Paesi Bassi (69.028 euro) completano le prime cinque posizioni. La Norvegia, con 68.420 euro, segue a breve distanza.

Tra le cinque maggiori economie europee, la Germania è in testa con 66.700 euro, seguita da vicino dal Regno Unito con 65.340 euro. Le altre tre grandi economie restano nettamente indietro.

In Francia lo stipendio medio è di 45.964 euro, in Italia di 36.594 euro e in Spagna di 32.678 euro. In Germania e nel Regno Unito gli stipendi medi sono più del doppio rispetto a quelli spagnoli.

Austria (63.054 euro), Belgio (62.348), Irlanda (60.258), Finlandia (55.462) e Svezia (50.338) si collocano tra questi due gruppi, tutti sopra la soglia dei 50.000 euro.

Nove Paesi dell’UE sotto la soglia dei 30.000 euro

La Slovacchia registra lo stipendio annuo più basso nell’UE, pari a 19.590 euro. Nove dei 22 Paesi dell’Unione presenti nell’elenco sono sotto i 30.000 euro.

Ungheria (21.257 euro), Lettonia (21.321), Cechia (23.685), Portogallo (24.254) e Polonia (24.490) si collocano tutte sotto i 25.000 euro. Estonia (25.603), Grecia (26.563) e Lituania (28.474) sono al di sopra di quella soglia ma restano sotto i 30.000.

In termini nominali, i Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale dominano la parte alta della classifica. L’Europa meridionale e orientale si concentra invece nella parte bassa.

Cosa determina le differenze salariali tra i Paesi?

Gli esperti dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) che hanno parlato con Euronews Business spiegano che le differenze salariali in Europa riflettono in larga misura tre fattori: produttività e struttura economica, istituzioni del mercato del lavoro e costo della vita.

I Paesi con settori ad alto valore aggiunto, come finanza e tecnologia, tendono a pagare di più, così come quelli con sindacati forti e una contrattazione collettiva sviluppata. Anche livelli dei prezzi più elevati spingono in genere verso l’alto i salari nominali.

Se si guarda al potere d’acquisto, il divario salariale in Europa si riduce rispetto ai valori nominali.

La parità di potere d’acquisto (PPP) indica i tassi di conversione tra valute che eguagliano il potere d’acquisto delle diverse monete, eliminando le differenze nei livelli dei prezzi tra Paesi. Le cifre qui riportate si basano sul dollaro statunitense, poiché i dati PPP espressi in euro non sono ancora stati pubblicati.

In termini di PPP, gli stipendi medi annui lordi vanno da 38.118 dollari in Slovacchia a 106.532 in Svizzera. Germania (93.985), Lussemburgo (93.203) e Paesi Bassi (92.905) superano tutti quota 90.000. Danimarca (88.454) e Norvegia (87.722) seguono da vicino.

Tra le cinque maggiori economie europee, le posizioni in classifica restano invariate rispetto ai dati nominali. Cambiano però le distanze. Il Regno Unito si attesta a 82.329, la Francia a 67.273, mentre l’Italia arriva a 60.503 e la Spagna a 57.517.

Turchia e Germania sono le grandi beneficiarie delle classifiche in PPP

Se si confrontano le classifiche nominali e quelle in termini di PPP, la Turchia è il Paese che guadagna più terreno: sale di nove posizioni, dall’ultima alla diciottesima. Anche la Germania avanza di cinque posti, dal settimo al secondo.

I cali maggiori riguardano l’Islanda, che scende dal secondo al nono posto, e l’Estonia, dal ventesimo al venticinquesimo.

Le stime sugli stipendi medi si riferiscono ai lavoratori a tempo pieno impiegati in alcuni settori produttivi, per lo più pubblici. Coprono gran parte dell’economia, inclusi industria manifatturiera, costruzioni, commercio al dettaglio, trasporti, finanza e altri servizi alle imprese, ma escludono agricoltura, pubblica amministrazione, istruzione e sanità.

Le aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche variano sensibilmente in Europa, per cui gli stipendi netti possono risultare molto diversi dagli importi lordi.

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