Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

L'Iran minaccia le destinazioni turistiche di tutto il mondo mentre Israele elimina altri vertici del regime

Membri della Guardia Rivoluzionaria iraniana marciano durante una parata militare annuale fuori Teheran, 21 settembre 2024
Membri della Guardia Rivoluzionaria iraniana marciano durante una parata militare annuale fuori Teheran, 21 settembre 2024 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Babak Kamiar & Peter Barabas
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Venerdì Israele ha eliminato tre comandanti iraniani, mentre continua a colpire senza sosta le forze di repressione di Teheran, con l'aiuto dei cittadini iraniani che condividono le coordinate dei siti militari sui social

Il portavoce dell'esercito iraniano, il generale Abolfazl Shekarchi, ha avvertito venerdì che "i parchi e le destinazioni turistiche di tutto il mondo non saranno più al sicuro per i nemici di Teheran", in un post su X. La minaccia ha rinnovato le preoccupazioni che l'Iran possa organizzare attacchi al di fuori del Medio Oriente.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il post è arrivato dopo che un raid israeliano venerdì ha ucciso diversi vertici del regime iraniano, secondo quanto affermato dai media iraniani e dall'esercito di Israele (Idf).

Tra le vittime il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), Ali Mohammad Naini, capo dell'intelligence e vice comandante delle forze Basij, Esmail Ahmadi-Moghaddam, e il comandante della Forza Aerospaziale Irgc, Mehdi Ghorishi.

Ali Mohammad Naini era noto per essere il principale propagandista dell'Irgc, mentre Esmail Ahmadi-Moghaddam è stato descritto come una colonna portante della forza Basij, "con un ruolo centrale nella repressione delle proteste", ha dichiarato l'Idf.

Secondo gli osservatori sono decine i comandanti dell'Irgc e dei Basij eliminati delle operazioni di Stati Uniti e Israele, in un'incessante campagna mirata a spezzare l'apparato di sicurezza del regime iraniano.

Le unità Basij, note anche come la "polizia morale" del regime, sono una forza paramilitare di volontari incaricati di imporre la fedeltà ai governanti teocratici iraniani. Sono collegati al Corpo delle guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), i cosiddetti pasdaran, la spina dorsale del regime.

Membri delle forze paramilitari Basij partecipano a un comizio a Teheran, 28 marzo 2025
Membri della forza paramilitare Basij partecipano a una manifestazione a Teheran, 28 marzo 2025 AP Photo

I posti di blocco della Basij si sono moltiplicati in tutta Teheran dall'inizio della guerra. Un residente ha raccontato all'Associated Press che solo nel suo quartiere ci sono cinque o sei nuovi posti di blocco e che le forze Basij perquisiscono i veicoli alla ricerca di armi, esaminano i documenti e talvolta chiedono di guardare i telefoni delle persone.

Attacchi ai posti di blocco sono iniziati l'11 marzo, con almeno 15 incidenti in un solo giorno documentati da Armed Conflict Location and Event Data, un gruppo di monitoraggio con sede negli Stati Uniti, citato dall'AP.

Gli account dei social media osservati da Euronews dall'inizio della guerra mostrano che comuni cittadini iraniani hanno diffuso filmati o fotografie dei posti di blocco dei Basij o dei nascondigli militari, pubblicando le coordinate, foto o video sui social media per facilitare gli attacchi. Si tratta di una forma di opposizione al regime, dopo la violenta repressione delle proteste prima della guerra.

Membri della forza paramilitare Basij iraniana marciano a Teheran, 10 gennaio 2025
Membri della forza paramilitare iraniana Basij marciano a Teheran, 10 gennaio 2025 AP Photo

Nonostante il blackout nazionale di internet imposto dal regime, Israele starebbe raccogliendo informazioni per i suoi attacchi proprio da questi contenuti diffusi dai cittadini iraniani, che spesso taggano l'account farsi dell'esercito israeliano.

Secondo fonti iraniane ascoltate da Euronews, a metà gennaio sarebbero state uccise 32mila persone, dopo che Teheran ha risposto con la violenza ai crescenti disordini in tutto il Paese, originati dall'inflazione e dalla crisi economica.

Il servizio persiano di Euronews ha osservato che sui social iraniani si è diffusa una frase secondo cui ogni drone che colpisce un posto di blocco Basij "rallegra le anime di decine di Javid-nam", in riferimento alle vittime della sanguinosa repressione di gennaio, e suggerisce che questi attacchi forniscono nuovo slancio e rinnovata speranza al movimento di protesta.

L'intelligence israeliana ha fatto appello agli iraniani affinché continuino a pubblicare le coordinate dei siti militari. Uno dei messaggi dice: "Non sottovalutate il vostro potere. Una coordinata in più, un cane Basij in meno. Cominciate a inviare".

In risposta, negli ultimi giorni sono emersi video sui social che mostrani unità Basij e Irgc nascondersi sotto ponti, tunnel, scuole e asili vuoti per eludere gli attacchi israeliani.

In un video recente, un gruppo di combattenti Basij sembra nascondersi sotto un ponte di Teheran sventolando una bandiera bianca.

Un altro video da Teheran sembra mostrare le forze di sicurezza che cambiano uniforme per evitare di essere identificate.

Intanto l'Idf continua a pubblicare video dai droni per mostrare la sua velocità d'azione e le conseguenze degli attacchi.

Venerdì scorso, gli iraniani hanno postato le conseguenze di un attacco aereo israeliano su un complesso Basij a Semnan.

Intanto negli ultimi giorni i video diffusi dai social media di Teheran hanno mostrato decine di iraniani che celebravano l'annuale Chaharshanbe Suri, un'antica festa persiana, che viene costantemente osteggiata dal regime.

Nei video diffusi dal quartiere di Chitgar, nella parte occidentale di Teheran, si vedono le forze di sicurezza entrare in un complesso di appartamenti con un grande convoglio di veicoli, mentre si sentono slogan e spari.

Secondo l'Associated Press, il Basij, che in farsi significa "mobilitazione", conta decine di migliaia di volontari sotto il comando della Guardia rivoluzionaria, impegnati in attività ideologiche e politiche, con sedi in scuole, università, istituzioni governative e altre organizzazioni.

I volontari, sia uomini che donne, lavorano per garantire la fedeltà alla Repubblica islamica. Tengono lezioni religiose o attaccano chi trasgredisce le restrizioni sociali, ma possono anche essere mobilitati per eventi organizzati dallo Stato, comprese le controproteste.

Le unità paramilitari si dispiegano nei momenti di disordini interni - come le proteste di gennaio - armate di tutto, dai manganelli ai dispositivi di elettroshock, fino alle munizioni vere.

Gli iraniani descrivono messaggi che ricevono sugli smartphone che mettono in guardia dalle proteste e dalle pattuglie aggressive del Basij a Teheran.

Giovedì l'Iran ha annunciato l'esecuzione di tre uomini detenuti durante le proteste di gennaio, le prime sentenze di questo tipo di cui si abbia notizia.

Membri della forza paramilitare iraniana Basij marciano durante la parata delle forze a Teheran, 10 gennaio 2025
Membri della forza paramilitare iraniana Basij marciano durante la parata delle forze a Teheran, 10 gennaio 2025 AP Photo

Nell'ultima settimana secondo fonti locali sono state arrestate più di 100 persone in tutto l'Iran, con l'accusa di aver cospirato con Stati nemici o aver condiviso notizie con entità straniere.

Almeno 14 sono state accusate di possedere antenne internet Starlink o schede di reti private virtuali (Vpn). Starlink è stato uno degli unici modi per accedere a Internet a livello globale da quando è iniziato il blackout senza precedenti l'8 gennaio.

Secondo quanto riferito, il governo ha anche chiuso parti dell'internet interno iraniano e ha revocato alcune carte Vpn concesse a persone con lavori specializzati.

L'Iran Human Rights Documentation Center, un gruppo con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato che le persone sono state arrestate per aver scattato foto che identificavano la posizione di posti di blocco, basi e installazioni militari.

L'organizzazione ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni di forze di sicurezza che hanno aperto il fuoco ai posti di blocco. In un incidente, due fratelli adolescenti sono stati colpiti e uccisi dopo aver suonato il clacson della loro auto per celebrare l'uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

La crisi e la guerra in Medio Oriente danneggiano l'industria del turismo in Italia e in Europa

Guerra in Iran: misure anti-crisi del governo di Pedro Sánchez in Spagna, tagli a imposte su energia

Guerra in Medio Oriente: Usa verso invio migliaia di soldati, Regno Unito autorizza basi per Hormuz