Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Guerra in Medio Oriente: 22 Paesi condannano la chiusura dello Stretto di Hormuz

Nave ferma nello Stretto di Hormuz
Nave ferma nello Stretto di Hormuz Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Fortunato Pinto
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia link Copy to clipboard Link copiato!

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dice che è in corso una valutazione per ridurre lo sforzo militare in Medio Oriente, ribadendo che per lo Stretto di Hormuz è necessario l'intervento degli altri Paesi coinvolti. Non si fermano gli attacchi incrociati tra Israele e Iran

A tre settimane dall'inizio dello scoppio del conflitto in Medio Oriente, nuovi attacchi di Stati Uniti e Israele hanno colpito Teheran e altri territori iraniani sabato mattina. Danni sono stati segnalati all'impianto di arricchimento di uranio di Natanz.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

L'Iran ha lanciato un attacco contro la base anglo-statunitense di Diego Garcia nell'Oceano indiano, ma i due missili sono stati intercettati.

I Paesi del Golfo continuano a intercettare droni e missili lanciati dall'Iran, mentre Donald Trump ha annunciato che si potrebbe arrivare a una riduzione dello sforzo militare, ma ha ribadito che per lo Stretto di Hormuz è necessaria la collaborazione dei Paesi che lo utilizzano per il trasporto marittimo. Sabato 22 Paesi hanno diffuso una nota congiunta dichiarandosi pronti a collaborare per la riapertura dello Stretto.

Diretta conclusa

Jørgensen ai Paesi Ue: ridurre stoccaggio del gas naturale

Il perdurarsi della guerra in Medio Oriente e gli attacchi agli impianti energetici nella regione preoccupano Bruxelles. Sabato, il commissario Ue per l'energia Dan Jørgensen ha esortato i Paesi membri dell'Unione a ridurre l'obiettivo di riempimento degli stoccaggi di gas naturale per i prossimi mesi, al fine di alleviare la pressione sui prezzi causata dal conflitto.

Prezzo del gas in aumento, Jørgensen: ridurre obiettivi di stoccaggio

Il commissario Ue per l’Energia invita i Paesi membri a ridurre gli obiettivi di stoccaggio del gas naturale. Pesa l’aumento dei prezzi dovuto alla guerra in M…

Condividi

Blocco dello Stretto di Hormuz: 22 Paesi pronti a contribuire agli sforzi per garantire il passaggio sicuro delle navi

Sono ora oltre venti i Paesi che hanno dichiarato che contribuiranno agli sforzi per garantire il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz, condannando la chiusura da parte dell'Iran di questa vitale via navigabile.

Dopo l'annuncio di venerdì, dove sei Paesi europei e il Giappone hanno fatto appello alla riapertura dello Stretto, una nuova nota congiunta avanza misure immediate per garantire il passaggio delle navi. L'iniziativa, partita da Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone, vede ora il coinvolgimento di Canada, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania e Lituania, Australia, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.

"Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell'Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane", hanno affermato i 22 Paesi.

"Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto. Accogliamo con favore l'impegno delle nazioni che stanno partecipando alla pianificazione preparatoria", hanno dichiarato in una nota congiunta.

"Chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas", hanno aggiunto i Paesi.

Condividi

Le misure dei Paesi europei contro il caro-energia

La guerra in Medio Oriente ha innescato un'escalation del prezzo del barile di Brent, con un effetto domino sui costi di carburanti ed energia. La crescita dei prezzi dei carburanti in Europa è più che evidente, arrivando a superare il 34% nel caso della Spagna.

Il rincaro si è fatto sentire per gli europei anche nelle bollette di elettricità e gas, tanto che molti Paesi hanno già adottato o annunciato misure per attenuare questa crescita inarrestabile dei prezzi iniziata il 28 febbraio, quando è partito l'attacco contro l'Iran. Ecco una panoramica.

Guerra in Medio Oriente, energia e carburanti in rialzo: le contromisure dei Paesi europei

Il Brent ha superato i 100 euro al barile dopo la chiusura dello stretto di Hormuz. In assenza di una risposta europea comune da Bruxelles, ogni governo dell’U…

Condividi

Gli Stati Uniti hanno attaccato ottomila obiettivi in ​​Iran

Il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, l'ammiraglio Brad Cooper, ha annunciato che, dall'inizio della guerra, le forze armate del Paese hanno attaccato oltre ottomila obiettivi in ​​Iran, riducendo significativamente la capacità di combattimento di Teheran.

Cooper ha annunciato in un videomessaggio che dall'inizio della guerra "130 navi iraniane sono state attaccate, il che rappresenta la più grande distruzione navale in un periodo di tre settimane dalla Seconda Guerra Mondiale".

Ha aggiunto che "la loro marina è ferma, i loro aerei da combattimento tattici non volano e hanno perso la capacità di lanciare missili e droni con la stessa intensità degli inizi del conflitto".

Cooper ha sottolineato che le forze armate statunitensi restano pienamente "concentrate sulla neutralizzazione della minaccia che l'Iran rappresenta da decenni per la libera circolazione delle merci nello Stretto di Hormuz" e continuano le loro azioni per garantire la sicurezza delle rotte marittime internazionali.

L'ammiraglio ha annunciato che la scorsa settimana gli Usa hanno "sganciato diverse bombe da 225 chilogrammi su una struttura sotterranea lungo la costa iraniana. Il regime iraniano utilizzava questa struttura sotterranea fortificata per immagazzinare segretamente missili da crociera antinave, lanciatori di missili mobili e altre attrezzature che rappresentavano una seria minaccia per la sicurezza della navigazione internazionale".

"Non solo abbiamo disattivato le infrastrutture, ma abbiamo anche distrutto i siti di supporto all'intelligence e i ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi", ha dichiarato Cooper.

Ha aggiunto: "La capacità dell'Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti è stata indebolita da questa azione, e non smetteremo di perseguire questi obiettivi".

Condividi

Attacco alla base di Diego Garcia: cosa sappiamo

Una fonte ufficiale britannica ha confermato sabato che l'Iran ha tentato, senza successo, di colpire la base militare congiunta anglo-americana di Diego Garcia. Lo riporta l'agenzia di stampa Afp.

La base si trova in una posizione strategia nell'Oceano indiano ed è gestita da Stati Uniti e Regno Unito. Ecco cosa sappiamo.

Attacco iraniano alla base di Diego Garcia: dove si trova e perché è importante

Le forze iraniane hanno tentanto un attacco missilistico contro la base anglo-statunitense di Diego Garcia, nell’Oceano indiano. La base si trova a una distanz…

Condividi

Tentano di entrare in una base militare in Scozia: fermati

La polizia britannica ha annunciato di aver fermato un uomo iraniano e una donna romena che hanno tentato di entrare nella base di sottomarini nucleari in Scozia.

La polizia scozzese ha dichiarato che le due persone, un uomo di 34 anni e una donna di 31 anni, compariranno in tribunale lunedì.

Come da prassi in Scozia, la polizia non divulga i nomi dei sospettati né i dettagli delle accuse a loro carico prima dell'udienza in tribunale.

I due sono stati fermati giovedì dopo aver tentato di entrare nella base navale di Clyde, situata a circa 60 chilometri a nord-ovest di Glasgow. La base, nota anche come Faslin, ospita la maggior parte della flotta sottomarina britannica, compresi i sottomarini che trasportano armi nucleari.

Condividi

Aiea: nessun aumento dei livelli di radiazione al sito di Natanz, appello di Grossi alla moderazione

Dopo l'attacco all'impianto di arricchimento di uranio di Natanz, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica riporta che non è stato segnalato alcun "aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito".

L'agenzia conferma poi che sta esaminando la segnalazione, mentre il direttore generale Rafael Mariano Grossi ha ribadito l'appello alla moderazione militare per "evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare".

Condividi

Emirati Arabi Uniti intercettano missili e droni iraniani

In un aggiornamento pubblicato sabato mattina su X, il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti riporta che sono stati intercettati 3 missili balistici e 8 droni.

Dall'inizio della guerra, l'Iran ha lanciato oltre 1700 droni e più di trecento missili contro il Paese.

Condividi

Alta tensione in Libano: scontro di terra tra Israele e Hezbollah

Resta alta la tensione anche tra Israele e i combattenti di Hezbollah in Libano. In un rapporto pubblicato su X sabato mattina l'esercito israeliano riporta di uno scontro a fuoco nel sud del Paese venerdì sera.

"Durante un'operazione di terra mirata condotta dalle forze di difesa israeliane nel sud del Libano, i combattenti della brigata Givati, sotto il comando della Divisione 91, hanno individuato diversi terroristi armati di Hezbollah", si legge nella nota che continua: "Le forze hanno ucciso un terrorista in uno scontro a terra. Inoltre, hanno preso di mira un aereo dell'aeronautica che aveva attaccato altri terroristi che stavano sparando contro le forze. Le forze hanno poi ucciso altri tre terroristi con il fuoco dei carri armati".

L'Idf fa sapere che non ci sono vittime tra gli israeliani e che l'Aeronautica militare, sotto la direzione della Direzione dell'intelligence, ha attaccato i quartier generali di Hezbollah a Beirut.

Condividi

Iraq: ucciso un ufficiale dopo l'attacco al quartier generale dell'intelligence

La tv panaraba Al Jazeera riporta che un ufficiale è rimasto ucciso dopo che un drone si è schiantato vicino al quartier generale dell'intelligence irachena a Baghdad, secondo una dichiarazione rilasciata dal Servizio di Intelligence Nazionale.

Il quartier generale dell'intelligence irachena ha definito l'attacco "un atto terroristico compiuto da elementi insorti" e lo ha condannato. Funzionari iracheni hanno riferito che anche un altro ufficiale è rimasto ferito

Condividi

Attacco contro l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz

Fonti iraniane riprese dall'agenzia Tasmin riportano che il complesso di arricchimento di uranio Shahid Ahmadi Roshan a Natanz è stato attaccato sabato mattina.

"Non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo in questo complesso e nessun pericolo minaccia i residenti delle aree circostanti", fa sapere l'agenzia.

Condividi

Teheran conferma il lancio contro la base a Diego Garcia

Le autorità di Teheran confermano di aver lanciato due missili balistici contro la base anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, a 3.810 chilometri dall'Iran. "Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr.

Condividi

Putin: Mosca partner affidabile di Teheran

In occasione dell'antica festività iraniana di Nowruz, le autorità russe ha diffuso un messaggio di auguri di Vladimir Putin, nel quale, oltre agli auguri di Capodanno, si sottolineava come Mosca sia al fianco dell'Iran e rimanga un "partner affidabile" di Teheran.

Condividi

Iraq: drone contro quartiere residenziale di Baghdad

Sabato mattina, un quartiere residenziale di Baghdad è stato colpito da un drone, secondo quanto riferito da un funzionario della sicurezza all'Afp. Un drone ha preso di mira un edificio dei servizi di sicurezza iracheni.

Il drone "ha colpito un edificio adibito alle telecomunicazioni", ha dichiarato il funzionario, aggiungendo che l'edificio ospita un'agenzia di sicurezza irachena che collabora con i consiglieri statunitensi in Iraq, nell'ambito di una coalizione internazionale anti-jihadista.

Un altro drone, che stava filmando l'operazione, si è schiantato contro un club sportivo privato frequentato dall'élite irachena e da diplomatici stranieri, secondo la stessa fonte.

Condividi

Presunto attacco contro la base militare statunitense e britannica a Diego Garcia

Il quotidiano americano Wall Street Journal ha riportato sabato, citando diverse fonti ufficiali statunitensi, che l'Iran avrebbe lanciato due missili balistici a medio raggio verso l'isola di Diego Garcia nell'Oceano Indiano. Tuttavia, nessuno dei missili ha colpito la base militare congiunta anglo-americana presente sull'isola.

Secondo il rapporto, uno dei missili ha avuto un malfunzionamento in volo e il secondo è stato preso di mira da una nave da guerra statunitense con un missile intercettore SM-3, ma non è ancora chiaro se l'intercettazione sia andata a buon fine.

Il Wall Street Journal non ha indicato l'ora esatta del lancio del missile nel suo articolo. La Casa Bianca, l'ambasciata britannica a Washington e il Ministero della Difesa britannico non hanno ancora commentato la notizia. Anche l'Iran non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.

Il tentativo dell'Iran di colpire la base, che si trova a circa 4.000 chilometri dal Paese, suggerisce che i missili della Repubblica islamica abbiano una gittata maggiore di quanto precedentemente dichiarato. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva affermato il mese scorso che l'Iran aveva limitato la gittata dei suoi missili a 2.000 chilometri.

Condividi

Trump: valutiamo una riduzione degli sforzi militari in Medio Oriente

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump commenta gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente spiegando che gli Usa si stanno avvicinando sempre di più al raggiungimento degli obiettivi.

Secondo Trump si sta considerando la graduale riduzione degli sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del "regime terroristico iraniano"

Trump ha poi elencato una serie di obiettivi che hanno innescato il conflitto:

  1. Degradare completamente le capacità missilistiche iraniane, i lanciatori e tutto ciò che vi è correlato.
  2. Distruggere la base industriale della difesa iraniana.
  3. Eliminare la loro Marina e Aeronautica, compresi gli armamenti antiaerei.
  4. Non permettere mai all'Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare e rimanere sempre in una posizione tale da consentire agli Stati Uniti di reagire rapidamente e con forza a una tale situazione, qualora si verificasse.
  5. Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri.

"Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano – gli Stati Uniti non lo fanno! Se richiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. È importante sottolineare che per loro sarà un'operazione militare semplice", commenta Trump.

Truth Social

Truth Social is America’s “Big Tent” social media platform that encourages an open, free, and honest global conversation without discriminating on the basis of…

Condividi

Arabia Saudita: intercettati droni iraniani

Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita riporta che nelle prime ore di sabato sono stati intercettati 5 droni nella regione orientale del Paese. Non risultano danni.

Condividi

Teheran lancia un nuovo attacco contro Israele

L'Iran ha lanciato un nuovo attacco contro i territori israeliani sabato mattina.

"I sistemi di difesa stanno lavorando per intercettare la minaccia. Negli ultimi minuti, il Comando del Fronte Interno ha distribuito avvisi di allerta direttamente sui telefoni cellulari nelle aree interessate. Si chiede al pubblico di mostrare responsabilità e di agire secondo le linee guida: salvano vite umane", si legge in un post pubblicato dall'esercito israeliano su X.

"Una volta ricevuto l'avviso, è obbligatorio entrare nelle aree protette e rimanervi fino a nuovo avviso. L'uscita dall'area protetta sarà possibile solo dopo aver ricevuto istruzioni esplicite. È necessario continuare ad agire secondo le istruzioni del Comando del Fronte Interno", conclude la nota.

Condividi

Attacco contro Teheran, Mezzaluna Rossa iraniana avvia un'operazione di soccorso

La Mezzaluna Rossa iraniana ha avviato un'operazione di soccorso dopo l'attacco aereo a Teheran.

Secondo quanto riportato da Press TV, la televisione di stato iraniana in lingua inglese, ripresa a Al Jazeera, i membri della Mezzaluna Rossa iraniana stanno conducendo un'operazione di ricerca e soccorso in seguito all'ultimo attacco aereo a Teheran.

Secondo la notizia, l'attacco ha colpito un edificio residenziale nella capitale iraniana. Non ci sono state immediate segnalazioni di vittime o dell'entità dei danni.

In precedenza, una serie di forti esplosioni avevano scosso diversi quartieri di Teheran, tra cui Ekbatan, vicino all'iconica Torre Azadi.

Condividi

Attacco israeliano provoca la morte di almeno due persone nel nord dell'Iran

Secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic, due persone sono state uccise da un bombardamento su una zona residenziale nel villaggio di Dastak, a Kiashahr, nel nord dell'Iran, stando alle dichiarazioni del governatore della provincia di Gilan.

Condividi

I Paesi arabi condannano l'attacco israeliano contro la Siria

Sabato il Ministero degli Esteri saudita ha condannato gli attacchi israeliani contro gli accampamenti militari siriani definendoli "aggressione", unendosi ad altre nazioni arabe e alla Turchia nel chiedere l'intervento della comunità internazionale. Venerdì l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito la Siria meridionale in risposta a quelli che ha definito attacchi contro la comunità drusa nella provincia di Sweida.

Il ministero degli Esteri saudita ha dichiarato in un comunicato che il regno condanna "la palese aggressione israeliana, in flagrante violazione del diritto internazionale e della sovranità siriana". Ha inoltre esortato la comunità internazionale a "porre fine alle violazioni da parte di Israele delle leggi e delle norme internazionali".

Il ministero degli Esteri turco aveva precedentemente definito l'attacco israeliano "una pericolosa escalation" che deve essere fermata.

Egitto, Giordania, Qatar e Kuwait si sono uniti alla condanna degli attacchi israeliani, sottolineando la necessità di garantire la sovranità della Siria e il ruolo della comunità internazionale nel prevenire tali attacchi.

Il ministero degli Esteri del Cairo ha esortato "il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire immediatamente per porre fine a queste continue violazioni e attacchi israeliani".

Condividi
Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

L'Egitto intensifica la diplomazia mentre la guerra con l'Iran ridisegna le tensioni regionali

L'Iran minaccia le destinazioni turistiche di tutto il mondo mentre Israele elimina altri vertici del regime

La crisi e la guerra in Medio Oriente danneggiano l'industria del turismo in Italia e in Europa