Il presidente Trump ha dichiarato che Leone XIV "mette a rischio la vita di molti cattolici" con le sue posizioni sul nucleare iraniano. Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio è atteso in Vaticano questo giovedì: Incontrerà il Pontefice e il Cardinale Parolin
Nuovo attacco del presidente Trump contro Leone XIV a due giorni dalla visita del Segretario di Stato Usa, Marco Rubio.
"Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone" ha detto il capo dell'amministrazione Usa sul Pontefice a Salem News, una pubblicazione multimedia di ispirazione conservatrice e cristiana.
La nuova bordata verbale di Donald Trump (contro il primo Papa statunitense della storia) si riferisce in particolare alla posizione del Vaticano di proclamata contrarietà nei confronti della guerra in Iran.
"(Leone XIV) preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa" ha infatti commentato il presidente Usa.
Le critiche di Trump sembrano circoscrivere il perimetro dell'azione diplomatica di ricucitura con la Santa Sede del Segretario di Stato Rubio (cattolico conservatore di origine cubana) in visita giovedì e venerdì a Roma.
Secca la reazione del Segretario di Stato vaticano, Parolin che ha commentato "può piacere o no, ma il ruolo del Papa è predicare la pace".
L'ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Brina Burch, prevede infatti una "conversazione franca" tra Rubio e le alte gerachie cattoliche.
"La nazioni hanno disaccordi, e credo che uno dei modi per superali siano la fraternità e il dialogo autentico" ha poi aggiunto Burch, concludendo: "credo che il segretario stia venendo qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi nel dialogo".
Nei giorni scorsi Trump ha definito il Pontefice "debole" in politica estera, "molto liberal" (che nella politica Usa equivale a persona di sinistra) per le posizioni di Leone XIV su criminalità e immigrazione.
In realtà, la Casa Bianca vorrebbe un Papa americano più "concentrato sull'essere un grande Papa" per questioni di fede e spirito, e "non un politico", posizioni condivise anche dal vicepresidente Vance, da qualche anno convertito al cattolicesimo tradizionalista, al contrario del presidente Trump, che si auto-definisce "cristiano non confessionale".