Sebbene i Giochi invernali non siano tradizionalmente una priorità per lo sport nella regione, l'edizione 2026 dell'evento vedrà per la prima volta quattro Paesi arabi (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Libano e Marocco), rappresentati da sette atleti in varie discipline
I Giochi olimpici invernali 2026 di Milano e Cortina, che hanno preso il via il 6 febbraio e dureranno fino al 22, saranno seguiti dai Giochi Paralimpici invernali a marzo.
La cerimonia di apertura ha visto la presenza di leader e funzionari sportivi arabi di alto livello, tra cui l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e il ministro dello Sport dell'Arabia Saudita Abdulaziz bin Turki Al Faisal, a sostegno degli atleti partecipanti.
La partecipazione araba ai Giochi
Sebbene i Giochi invernali non siano tradizionalmente una priorità per lo sport della regione, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 vedono per la prima volta quattro Paesi arabi (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Libano e Marocco), rappresentati da sette atleti in varie discipline.
Nella precedente edizione, ospitata dalla Cina nel 2022, hanno partecipato tre Paesi arabi, ovvero Arabia Saudita, Libano e Marocco.
La novità di questa edizione è la prima partecipazione degli Emirati Arabi Uniti nella storia dei Giochi invernali, rappresentati nello sci alpino da Alexander Astridge (slalom) e Piera Hudson (slalom e slalom gigante).
L'Arabia Saudita invece gareggia per la seconda volta dopo il suo debutto a Pechino 2022. È rappresentata dallo specialista dello sci alpino Faiq Abdi, che cercherà di migliorare il suo precedente piazzamento, e da Rakan Al Yarida nella 10 km di sci fondo.
Uno dei più antichi Paesi arabi a partecipare ai Giochi invernali, dal 1948, è il Libano, che è rappresentato da Samer Touk nello sci di fondo, un ritorno entusiasmante dopo un grave infortunio nel 2019, e dalla diciassettenne Andrea Hayek nello sci alpino.
Il Marocco partecipa ai Giochi invernali continuativamente dalla fine degli anni Sessanta, con Pietro Tranchina nello sci alpino e Abdelrahim Kemessa nello sci di fondo.
Risultati arabi ai Giochi invernali
A oggi, nessun Paese arabo ha mai vinto una medaglia nella storia dei Giochi olimpici invernali.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, gli sciatori libanesi sono stati in grado di raggiungere posizioni relativamente alte (tra i primi 50 al mondo) in un periodo in cui la maggior parte dei Paesi arabi non era ancora entrata nel campo degli sport invernali.
Il marocchino Samir Azzimani ha una storia unica, avendo gareggiato alle Olimpiadi di Vancouver 2010 nello sci alpino e poi di nuovo a Pyeongchang 2018 nello sci di fondo, diventando uno dei pochi a competere in due discipline completamente diverse.
Un interesse senza precedenti per gli sport invernali
La regione araba sta assistendo a un boom senza precedenti nel tentativo di rompere gli schemi tradizionali delle discipline sportive, passando alla costruzione di un'infrastruttura professionale per gli sport invernali.
Il progetto più ambizioso al mondo in questo momento è la Trojina Mountain Area nel Neom dell'Arabia Saudita, che mira a offrire la prima esperienza di sci all'aperto del Golfo Arabico con 30 chilometri di piste.
Trujina ospiterà i Giochi Asiatici Invernali del 2029 e, sebbene il mese scorso sia stato annunciato che la data è stata posticipata per garantire che le strutture siano pronte, i lavori sono in corso per rendere la destinazione montana la prima del suo genere al mondo.
Anche gli Emirati Arabi Uniti sono pionieri in questo campo, in quanto questi centri non sono più solo per il tempo libero, ma sono diventati centri di allenamento ufficiali con lo Ski Dubai, che è stato riconosciuto dalla Federazione internazionale di Sci (Fis) come centro certificato e dove si sono allenati gli atleti che attualmente rappresentano gli Emirati Arabi a Milano-Cortina 2026.
L'Egitto sta seguendo le stesse orme istituendo lo Ski Egypt Centre, al fine di sviluppare giovani talenti in discipline come lo slalom.
Negli ultimi cinque anni, Paesi come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno istituito federazioni nazionali di sport invernali e sono entrati ufficialmente a far parte della Federazione internazionale di Sci (Fis), permettendo ai loro atleti di partecipare alle qualificazioni globali.
Anche l'esperienza della Tunisia con le Olimpiadi giovanili del 2024 è stata di grande ispirazione, concentrandosi sul bob e creando una squadra nazionale in grado di competere a livello globale nonostante la mancanza di ghiaccio naturale nel Paese.
Mentre i Paesi del Golfo si affidano alla tecnologia e alla neve artificiale, il Libano e il Marocco stanno modernizzando le loro stazioni naturali, come Mazar Kfardebian in Libano e Oukaimeden in Marocco, per soddisfare gli standard internazionali, con l'obiettivo di attirare i campionati regionali e fornire un ambiente di allenamento a basso costo per gli atleti arabi.