Il vicepremier Tajani ha annunciato che l'Italia si costituirà parte civile nel futuro processo per la strage di Crans-Montana. I due titolari di 'Le Constellation' sono indagati per omicidio, lesioni gravi e incendio colposi. I video delle telecamere mostrano l'uscita di sicurezza bloccata
Il governo italiano ha espresso l'intenzione di costituirsi parte civile nel futuro processo sulla strage di Crans-Montana, dove sono morte 40 persone, tra cui molti minorenni, e altre 116 sono rimaste ferite durante la notte di Capodanno, per un incendio scoppiato nel locale 'Le Constellation'.
Ad annunciarlo è stato martedì il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un'informativa al Senato sulla tragedia, parlando di comportamenti di negligenza "evidenti agli occhi di tutti", in riferimento alla gestione del bar nella nota località sciistica elvetica.
Giovedì mattina, alle 12:15, Papa Leone XIV incontrerà nel Palazzo Apostolico in Vaticano le famiglie dei ragazzi morti nell'incendio.
Le falle nella sicurezza a 'Le Constellation' di Crans-Montana: le uscite di sicurezza bloccate
Mentre gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire i fatti e le famiglie di vittime e feriti attendono di vedere individuate le responsabilità dietro alla strage, stanno emergendo nuovi dettagli sulle mancate misure di sicurezza nel disco-bar di Crans-Montana. Non solo l'assenza di sistemi antincendio a far pensare a una tragedia annunciata, ma anche le uscite di sicurezza bloccate che hanno impedito alle persone intrappolate tra le fiamme di mettersi in salvo.
Lo confermano le immagini, rivelate dal Tg3 e pubblicate dal Corriere della Sera, delle telecamere del bar. In una di queste si vede chiaramente un'uscita di sicurezza ostruita da un mobiletto. Lo ha ammesso anche il proprietario del locale, nel primo interrogatorio dopo la tragedia. Quando Jacques Moretti arriva a 'Le Constellation' prova a entrare nel locale già in fiamme dalla porta di servizio che si affaccia sull'androne del palazzo, ma questa risulta bloccata con un chiavistello, ha raccontato l'uomo agli inquirenti.
Al piano terra infatti, riporta il Corriere, l'ingresso principale è indicato come uscita di sicurezza, dato che il condominio che ospita il locale non ha autorizzato l'uso della porta di servizio. Anche nel locale sotterraneo l'unica uscita di sicurezza risultava bloccata. Una scelta che è costata la vita a quaranta persone, per lo più adolescenti, forse per evitare che qualche cliente uscisse senza pagare il conto.
Inoltre, la schiuma fonoassorbente da cui è partito l'incendio non era ignifuga ma standard, acquistata in un negozio di bricolage, ha ammesso Moretti. In base ai video girati quella sera, si pensa che ad innescare le fiamme siano state le scintille dei candelotti applicati alle bottiglie di alcolici, accesi simultaneamente e in gran quantità nel locale sotterraneo. Nei video di quella sera si vede una cameriera salire sulle spalle di un collega tenendo le bottiglie vicine al soffitto rivestito con la schiuma, da cui è divampato il fuoco in pochi minuti.
Dal 2020 nel locale non c'è più stato alcun controllo antincendio e sembra che il personale non avesse ricevuto alcuna formazione per gestire le emergenze.
I titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti, sono indagati per omicidio, lesioni gravi e incendio colposi. Jacques Moretti è in carcere da venerdì e lunedì le autorità hanno convalidato l'arresto per pericolo di fuga, mentre per sua moglie Jessica è stato disposto l'obbligo di firma e il divieto di lasciare la Svizzera, con ritiro del passaporto.