Un diplomatico russo trovato morto nell’ambasciata di Nicosia è ufficialmente attribuito a suicidio, ma fonti suggeriscono che fosse un ufficiale dell’intelligence GRU e che la vicenda rimanga avvolta nel mistero
Continua a suscitare interrogativi la misteriosa morte di un diplomatico dell’ambasciata russa a Nicosia, Cipro.
Secondo la lista ufficiale dei diplomatici della Repubblica di Cipro, l’uomo deceduto è Alexei Panov, 41 anni, terzo segretario dell’ambasciata russa. Le autorità russe e la missione diplomatica hanno rubricato il decesso come un suicidio, senza però fornire dettagli sulle circostanze in cui è avvenuta.
La polizia cipriota ha confermato che Panov è stato trovato senza vita il 8 gennaio e che un esame post-mortem ha stabilito che la causa del decesso è stata asfissia da impiccagione, considerata non dovuta a un atto criminale.
Tuttavia, la dinamica del caso ha sollevato perplessità: gli agenti non sono stati autorizzati ad accedere all’interno dell’ambasciata, e il corpo è stato consegnato alle forze dell’ordine solo nel cortile dell’edificio. Inoltre, la presunta lettera di addio non è stata consegnata agli investigatori ciprioti, ma inviata direttamente a Mosca.
Un ufficiale dell’intelligence?
La versione ufficiale viene messa in discussione da analisti indipendenti. Dmitry Khmelnitsky, ricercatore specializzato in reti di influenza russe all’estero, ha dichiarato che, secondo le sue fonti, Panov non era solo un diplomatico di carriera ma un ufficiale della GRU, l’intelligence militare russa, con il grado di capitano.
Secondo Khmelnitsky, Panov lavorava prima di essere trasferito a Cipro presso un istituto di Mosca legato alla tecnologia radio, un settore ritenuto vicino alle attività dell’intelligence. Ai suoi incarichi all’ambasciata, oltre ai compiti diplomatici, potrebbe essere spettata la manutenzione e la gestione di apparecchiature di sorveglianza sia all’interno della sede sia all’esterno.
Ritardi e segretezza
Un elemento che alimenta i sospetti è il ritardo nella comunicazione della notizia: secondo la missione diplomatica, Panov è morto il 8 gennaio, ma la sua scomparsa è stata resa pubblica solo il 12 gennaio, quattro giorni dopo il fatto. Durante questo periodo, le autorità cipriote non hanno avuto accesso alla scena del decesso né agli eventuali elementi utili all’indagine.
Khmelnitsky ha riferito che se la morte fosse stata spiegabile con cause strettamente personali, non sarebbe chiaro perché la sua scomparsa sia stata tenuta nascosta per così tanto tempo. Secondo l’esperto, questo potrebbe indicare che dietro la vicenda ci siano dinamiche più complesse, come un tentativo di fuga o un altro tipo di “operazione coperta”, prassi che, a suo dire, sarebbe in linea con il modus operandi dei servizi segreti russi.
Il ruolo delle ambasciate russe
L’opinione di Khmelnitsky non è isolata. Alcuni analisti sostengono che, soprattutto negli ultimi anni, le ambasciate russe non fungano tanto da sedi di diplomazia tradizionale quanto da centri informativi e di intelligence operativa, soprattutto in Paesi strategici come Cipro. In questo contesto, la presenza di ufficiali con ruoli di spionaggio all’interno delle missioni non sarebbe un’eccezione.
La morte di Panov è avvenuta pochi giorni dopo un altro episodio che ha attirato l’attenzione delle autorità cipriote e dei media: la scomparsa del businessman russo Vladislav Baumgertner, ex Ceo del gruppo fertilizzanti Uralkali, da casa sua a Limassol il 7 gennaio. Sebbene le autorità non abbiano confermato alcun collegamento tra la scomparsa di Baumgertner e la morte del diplomatico, la loro vicinanza temporale ha alimentato speculazioni e teorie alternative nei circoli di intelligence e tra gli osservatori internazionali.
Mystery e tensioni diplomatiche
Il caso resta avvolto nel mistero, e la mancanza di trasparenza ha sollevato critiche sulla cooperazione tra l’ambasciata russa e le autorità locali, in particolare sulla mancata autorizzazione all’accesso alla sede diplomatica per gli accertamenti.
In assenza di informazioni più chiare, la morte di Panov continua a essere oggetto di interpretazioni contrastanti, oscillando tra spiegazioni ufficiali e ipotesi legate allo spionaggio e ai giochi di potere internazionali.