La corte d'appello di Parigi deciderà se la leader dell'estrema destra francese potrà candidarsi alle presidenziali nel 2027. In caso di condanna, a correre per l'Eliseo sarà il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella
La leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen è comparsa martedì 13 gennaio in un'aula di tribunale di Parigi, dove i giudici hanno iniziato a esaminare il suo appello contro una condanna che potrebbe porre fine alle sue ambizioni presidenziali.
Le Pen condannata in primo grado a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici
La 57enne leader del Rassemblement National (RN) spera che sia ribaltata la sentenza pronunciata nel marzo 2025, quando è stata giudicata colpevole di aver usato in modo improprio fondi del Parlamento europeo. Il tribunale le ha imposto il divieto di ricoprire cariche pubbliche per cinque anni, con effetto immediato, oltre a una condanna a quattro anni di carcere, di cui due agli arresti domiciliari e a una multa di 100mila euro.
Le Pen è arrivata in tribunale senza parlare con i giornalisti. L'udienza si è aperta in un'aula gremita, con la presenza di reporter e pubblico; il secondo grado durerà fino al 12 febbraio. Il verdetto è atteso prima dell'estate.
Fino alla condanna del marzo scorso, Le Pen era considerata una delle principali candidate alla successione dell'attuale presidente Emmanuel Macron, al quale è preclusa la possibilità di ottenere un terzo mandato.
Secondo i giudici di primo grado, i fondi europei in questione sono stati destinati agli assistenti parlamentari, dunque a finanziare il personale del partito, tra il 2004 e il 2016, in violazione delle norme comunitarie. L'accusa sostiene che alcuni di tali assistenti fossero impegnati principalmente in un lavoro politico in Francia, piuttosto che in compiti legati al Parlamento europeo.
La leader del Rassemblement National si è sempre dichiarata innocente
Le Pen e gli altri coimputati hanno sempre negato di aver commesso illeciti. Hanno sostenuto inoltre che non ci fosse l'intenzione di commettere un reato e hanno sottolineato come il Parlamento europeo di non avesse eccepito nulla all'epoca. Martedì, rivolgendosi alla corte, la storica esponente politica transalpina ha dichiarato che il suo ricorso in appello si concentra sia sugli aspetti penali che su quelli civili del caso.
"Non c'è stato nulla di opaco", ha dichiarato alla corte, indicando i contratti, gli organigrammi e la copertura mediatica disponibili. La posizione è stata però contestata da Patrick Maisonneuve, avvocato che rappresenta il Parlamento europeo, che ha respinto le affermazioni di un controllo inadeguato da parte dell'istituzione.
In totale, undici imputati, insieme al partito RN come entità legale, hanno presentato un appello alle loro condanne e saranno ascoltati perciò nuovamente dai giudici. Il veterano del partito Bruno Gollnisch ha ribadito la linea di difesa di lunga data, sostenendo che gli assistenti parlamentari europei sono necessariamente coinvolti nell'attività politica nazionale e che "la politica è uno sport collettivo".
Bardella sarebbe perfino più popolare di Le Pen secondo alcuni sondaggi
Le conseguenze politiche del ricorso potrebbero essere di vasta portata. Se alla Le Pen venisse impedito di candidarsi nel 2027, l'attenzione si sposterebbe su Jordan Bardella, il trentenne presidente del partito.
Secondo diversi sondaggi, Bardella sarebbe perfino più popolare di Le Pen in questo momento, e perciò in grado di vincere le elezioni presidenziali.
Il presidente del RN ha pubblicamente sostenuto Le Pen. Lunedì, durante un discorso alla stampa, ha promesso il suo "totale sostegno", avvertendo che sarebbe "profondamente preoccupante per la democrazia" se i tribunali impedissero agli elettori di scegliere un candidato che in passato ha raggiunto due volte il secondo turno delle elezioni presidenziali.
Marine Le Pen ha rinunciato alla leadership del partito nel 2021 per concentrarsi proprio sulla candidatura alle presidenziali, passando il controllo del RN a Bardella.