In Iran le autorità sequestrano terminali Starlink e bloccano Internet per fermare la diffusione dei video delle proteste. Pochi riescono a telefonare
In Iran è in corso una vera e propria offensiva contro le comunicazioni digitali nel tentativo di impedire che le proteste antigovernative diventino visibili al resto del mondo. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, le autorità iraniane hanno avviato una caccia agli utenti del servizio satellitare Starlink, uno dei pochi strumenti rimasti per aggirare il blackout quasi totale di Internet imposto dal regime.
I video girati nelle strade rappresentano una delle rarissime fonti di informazione indipendente sulla portata delle manifestazioni e sulla risposta delle forze di sicurezza. Proprio per questo, il governo di Teheran sta cercando di bloccarne la diffusione con ogni mezzo.
Starlink nel mirino: sequestri e “guerra elettronica”
Il servizio Starlink di Elon Musk è ufficialmente vietato in Iran, ma viene introdotto clandestinamente nel Paese.
Secondo Amir Rashidi, direttore dei diritti digitali e della sicurezza del Miaan Group, nel fine settimana le autorità hanno iniziato a confiscare le parabole Starlink nella parte occidentale di Teheran, una delle aree più colpite dalle proteste.
Rashidi parla apertamente di una “guerra elettronica”, spiegando che le interruzioni sono più intense nelle zone dove si concentrano i manifestanti e soprattutto nelle ore serali, quando le proteste si intensificano. Nonostante i tentativi del regime di disturbare il segnale, Starlink continua a funzionare a intermittenza.
Internet bloccato da giorni: oltre 108 ore di isolamento digitale
Il blackout imposto dal governo iraniano dura ormai da oltre 108 ore consecutive, secondo i dati dell’osservatorio NetBlocks, che monitora la libertà della rete nel mondo. La restrizione è iniziata l’8 gennaio, dopo che le proteste scoppiate il 28 dicembre contro il caro vita si sono trasformate in una contestazione più ampia contro il regime.
L’accesso a Internet è limitato quasi esclusivamente a siti approvati dal governo, mentre i servizi internazionali restano in gran parte irraggiungibili. Gli sms risultano ancora bloccati e le comunicazioni mobili e fisse sono fortemente limitate.
Come funzionano le comunicazioni clandestine con Starlink
I terminali Starlink arrivano in Iran illegalmente, spesso via mare da Dubai o attraverso il confine con il Kurdistan iracheno. Le prime parabole sono comparse alla fine della grande ondata di proteste del 2022, quando Elon Musk annunciò che SpaceX avrebbe chiesto un’esenzione dalle sanzioni per fornire il servizio.
Secondo Mehdi Yahyanejad, cofondatore di NetFreedom Pioneers, gli sforzi del governo per bloccare Starlink hanno rallentato il servizio ma non lo hanno fermato. Quando la connessione è più stabile – spesso al mattino o a mezzogiorno – gli utenti trasmettono quanti più video possibile. L’organizzazione ha inviato migliaia di kit Starlink a gruppi non profit iraniani.
Chi utilizza Starlink lo fa in modo estremamente prudente: i video vengono caricati solo tramite contatti fidati all’estero, che poi li diffondono sui social network.
Prime chiamate all’estero e isolamento ancora parziale
Nelle ultime ore alcuni iraniani sono riusciti a chiamare l’estero con i telefoni cellulari per la prima volta dall’inizio della repressione. Diverse persone a Teheran hanno contattato l’Associated Press, riuscendo a raccontare brevemente la situazione nelle strade della capitale dopo quattro giorni e mezzo di isolamento.
Tuttavia, l’ufficio AP di Dubai non è riuscito a richiamare quei numeri, segno che le comunicazioni restano instabili e fortemente controllate.
Le proteste e il bilancio delle vittime
Le manifestazioni si sono estese a oltre cento città iraniane. Secondo l’agenzia per i diritti umani Hrana, il bilancio aggiornato parla di 650 persone uccise accertate. Altri centinaia di decessi sono ancora in fase di verifica, anche a causa del blackout informativo imposto dal regime.
Mahmood Amiry-Moghaddam, cofondatore di Iran Human Rights con sede in Norvegia, ha definito Starlink “l’unica via” per far uscire dal Paese immagini e testimonianze delle proteste. L’organizzazione ha ricevuto filmati, tra l’altro, dalla città di Mashhad.