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Germania a Washington: Iran, Groenlandia e terre rare al centro dei colloqui con gli Usa

Il ministro degli Esteri Johann Wadephul (CDU) durante una conferenza stampa a Vilnius, Lituania, 5 gennaio 2026
Il ministro degli Esteri Johann Wadephul (CDU) durante una conferenza stampa a Vilnius, Lituania, 5 gennaio 2026 Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Laura Fleischmann
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe dato istruzioni al personale militare di delineare i piani per un'invasione della Groenlandia. La Germania porta negli Usa proposte per una missione della Nato nell'Artico

Doppia visita a Washington per il governo tedesco. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul (Cdu) e il ministro delle Finanze Lars Klingbeil (Spd) sono impegnati oggi in una serie di colloqui intensi nella capitale statunitense.

Wadephul incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio per discutere dei principali dossier internazionali, tra cui Russia, Venezuela e Iran. Proprio Teheran, secondo diverse fonti, starebbe minacciando attacchi contro basi militari statunitensi e israeliane.

Parallelamente, aumenta la pressione internazionale sul regime iraniano. Secondo Politico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando una gamma di possibili azioni contro l’Iran, che includerebbero operazioni informatiche e opzioni militari convenzionali.

Anche l’Unione europea segnala un possibile irrigidimento della linea. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, si è detta disponibile a proporre nuove sanzioni contro Teheran. “Sono pronta a presentare ulteriori misure restrittive in risposta alla brutale repressione dei manifestanti”, ha dichiarato al quotidiano Die Welt.

Groenlandia e sicurezza nell’Artico

A margine dell’incontro tra Wadephul e Rubio, è probabile che venga affrontato anche il tema della Groenlandia. Secondo una notizia non confermata pubblicata domenica dal Daily Mail, Trump avrebbe chiesto ai vertici militari statunitensi di elaborare scenari per una possibile invasione dell’isola. In parallelo, la Germania starebbe valutando la proposta di una missione Nato nell’Artico, come riportato da Bloomberg, con l’obiettivo di ridurre le tensioni nella regione.

Alla vigilia dei colloqui, Wadephul ha sottolineato: “La nostra responsabilità riguarda la sicurezza nell’Atlantico settentrionale, che non solo dà il nome alla Nato, ma riveste anche un’importanza strategica cruciale per la nostra sicurezza comune”. Per il ministro degli Esteri, l’idea di rinunciare alla Groenlandia è fuori discussione.

Durante il viaggio verso Washington, Wadephul ha fatto scalo in Islanda, a circa 300 chilometri dalla Groenlandia, sottolineando simbolicamente l’attenzione tedesca per l’area artica.

L’asse di Washington contro la Cina

Contemporaneamente, anche il ministro delle Finanze Klingbeil è atterrato nella capitale islandese Reykjavík. I due ministri viaggiano su aerei separati e seguono programmi differenti, come ha chiarito il ministero degli Esteri al Tagesspiegel.

Wadephul resterà negli Stati Uniti più a lungo, mentre Klingbeil rientrerà prima in Germania. Dopo l’incontro con Rubio, Wadephul proseguirà per New York, dove sono previsti colloqui, tra gli altri, con il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

Klingbeil, invece, è negli Stati Uniti su invito del segretario al Tesoro Scott Bessent. A Washington si terrà una riunione del G7 con la partecipazione anche di rappresentanti di altri Paesi industrializzati, tra cui Messico e Corea del Sud. Le terre rare figurano tra i principali temi all’ordine del giorno, anche se in Germania permane incertezza sui contenuti concreti dei colloqui.

Terre rare e interessi strategici

Il tema delle terre rare è centrale per Washington. Gli Stati Uniti sembrano intenzionati a costruire un’alleanza per ridurre la dipendenza dalla Cina, che detiene oggi una posizione dominante nell’estrazione e soprattutto nella lavorazione di questi minerali strategici. Pechino ha già dimostrato di poter usare questo vantaggio come leva geopolitica, rispondendo ai dazi statunitensi con restrizioni all’export.

Anche la Groenlandia rientra in questo contesto. Dopo la Cina, l’isola dispone dei più grandi giacimenti conosciuti di terre rare, stimati tra i 36 e i 42 milioni di tonnellate. Klingbeil ha ribadito prima della partenza di voler sostenere apertamente la Groenlandia e di voler sollevare la questione in ogni occasione, secondo quanto riportato da RND.

In linea generale, Berlino accoglie positivamente gli sforzi statunitensi per rafforzare l’approvvigionamento internazionale di materie prime critiche, a condizione che ciò non avvenga attraverso iniziative unilaterali, come un’eventuale annessione della Groenlandia. La Germania, povera di risorse naturali, dipende fortemente dalle importazioni, e l’accesso a metalli come il neodimio è considerato vitale per la sua economia.

Il governo tedesco condivide l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla Cina, ma guarda con scetticismo all’approccio conflittuale dell’amministrazione statunitense. Berlino preferisce relazioni commerciali ampie e cooperative piuttosto che strategie di isolamento economico. Anche i piani americani di prezzi minimi sostenuti dallo Stato e l’introduzione di nuove tariffe destano preoccupazione, poiché potrebbero creare nuove forme di dipendenza economica.

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